La protesta dei trattori arriva in città: “Più acqua per irrigare” fotogallery

La protesta degli agricoltori arriva a Piacenza.

Nel parcheggio dello stadio Garilli – nella mattinata di venerdì 29 marzo – è andata in scena una manifestazione contro il blocco della realizzazione della traversa di S. Agata, il canale irriguo del Trebbia.

La contestazione promossa dal Condominio Rivo Villano, con il supporto delle tre associazioni di categoria agricole  “per sensibilizzare le istituzioni e i cittadini sul blocco dell’autorizzazione a realizzare opere irrigue fondamentali per il territorio, con particolare riferimento alla traversa di Sant’Agata strategica per una superficie di circa mille ettari coltivati”.

Dopo il sit in allo stadio una parte dei trattori si è spostata a Rivergaro.

“In questi anni abbiamo subito fortemente i cambiamenti morfologici dell’alveo del fiume – ha spiegato il presidente del Condominio Edoardo Daverio – il quale si è abbassato notevolmente generando un enorme fatica a derivare la nostra portata”.

“Abbiamo quindi intavolato un discorso con il Consorzio di Bonifica per poter realizzare un’opera che ci permette di derivare a caduta la nostra acqua – ha aggiunto – Stiamo però incontrando grandi difficoltà e credo sia difficile realizzare una traversa a questo punto. Al vaglio ci sono altre soluzioni: è fondamentale infatti che l’acqua entri naturalmente senza sollevamenti meccanici, in quanto sarebbe un ulteriore costo e porterebbe inquinamento in un  tratto del torrente importante dal punto di vista paesaggistico”.

“Siamo alla mercè di altre persone che impongono norme che limitano la libertà, incidendo sul lavoro delle persone – ha poi evidenziato – Oltre ad impoverire il settore agroeconomico, vi è contemporaneamente l’indebolimento del tessuto ambientale: l’acqua del Rio Villano serve infatti anche ad alimentare le falde freatiche sotterranee e far si che il paesaggio di Rivergaro risulti sempre verdeggiante”.

“Il parco del Trebbia sta in questo momento rovinando l’agricoltura di Rivergaro – ha fatto presente sempre Daverio –  si pensava all’inizio che la convivenza con il Parco fosse possibile, adesso però non è più pensabile dover andare a sollevare meccanicamente l’acqua di un rio che entrerebbe altrimenti in maniera naturale”.

“Siamo circa una trentina di agricoltori che tutte le mattine si svegliano per produrre beni alimentari che vanno sulle nostre tavole – ha concluso -. Se volete vedere il deserto nel comune di Rivergaro questa è la strada giusta. L’acqua è vita e deve scorrere sempre naturalmente nei canali”.

La protesta dei trattori arriva in città

Gianmpaolo Maloberti rincara la dose: “Gli agricoltori sono sempre stati una categoria molto ragionevole, se siamo arrivati a ribellarci con questa manifestazione significa davvero che la misura è colma. La burocrazia e i veti stanno mettendo in grave difficoltà il mondo agricolo e questa potrebbe essere la prima di una serie di manifestazioni pubbliche”.

“La bocciatura del progetto di realizzazione della traversa S. Agata è arrivata – aggiunge – per colpa dei pareri negativi degli enti locali coinvolti, purtroppo ci sono funzionari supini ad un ambientalismo talebano che sa solo dire dei no”.

A queste parole si sono aggiunte quelle di Fausto Zermani, presidente del Consorzio di Bonifica: “Siamo qui oggi a sostenere un pezzo della società importantissima – le sue parole -, condividiamo la preoccupazione da parte degli agricoltori per quello che è il primo elemento strategico della loro produzione, ovvero l’acqua. In questo caso non c’entra la pioggia, nè il clima, purtroppo la difficoltà legata al reperimento dell’acqua è data dall’atteggiamento di alcuni stakeholder e soggetti amministrativi fondamentali”.

“L’alveo nella zona di Rivergaro si è abbassato di circa due metri rispetto a qualche secolo fa – ha aggiunto Zermani -, abbiamo quindi progettato opere volte a riportare l’acqua in quota per farla defluire nei campi. La funzione è quella di portare acqua per la produzione di cibo, ma non solo: la falda da cui noi attingiamo viene alimentata sopratutto dalle precipitazioni, la possibilità di fare defluire l’acqua tutto l’anno nei canali aiuta a rimpinguare quella falda. Questo significa più acqua buona per tutti”.

“Nell’ambito del Parco del Trebbia non stiamo avendo le risposte che ci si aspetta da chi dovrebbe avere sensibilità per l’ambiente – ha poi evidenziato -. L’Amministrazione e la Regione ha il dovere di reindirizzare nella direzione corretta la “barra” delle decisioni. Gli strumenti per fare opere ci sono, oggi manca il pezzo amministrativo che ci metta in condizioni di realizzare i nostri progetti”.

Il Condominio Rivo Villano è un ente che si occupa di gestire le acque irrigue nel Comune di Rivergaro, per una superficie di circa 1000 ettari. Prendendo le acque come derivazione dalle rive di Sant’Agata, le distribuisce quindi per tutto il territorio del Comune ad ovest della statale 45.

La protesta dei trattori arriva in città

COLDIRETTI: “ACQUA, BASTA LAVORARE IN EMERGENZA” – Precipitazioni scarsissime e strutture inadeguate al trattenimento e alla conservazione dell’acqua per gli usi irrigui. Allo stato attuale nel Nord Italia la situazione è peggiore di quella del 2017.

E’ lo scenario fotografato da Coldiretti Piacenza che questa mattina, venerdì 29 marzo, ha aderito in sostegno alla manifestazione “Senza acqua muore l’agricoltura” organizzata dal “Condominio Rivo Villano” e finalizzata a sensibilizzare le istituzioni e la popolazione sull’importanza di opere per creare delle riserve idriche nel Piacentino.

Una protesta che nasce soprattutto dai recenti sviluppi della vicenda legata alla realizzazione della traversa di Sant’Agata, opera ritenuta necessaria e strategica per una superficie di circa mille ettari coltivati.

“E’ evidente quanto l’acqua sia indispensabile all’agricoltura – ribadisce il presidente provinciale di Coldiretti Piacenza Marco Crotti – ma è opportuno evidenziare quanto le produzioni agricole siano significative per la nostra economia”.

“Basti pensare che la Produzione lorda vendibile dell’agricoltura piacentina supera i 400 milioni di euro con un indotto economico generato dall’agroalimentare che è di cinque volte superiore. La scarsità d’acqua è un problema di tutti, anche civile, e come tale va affrontato.

La nostra è innanzitutto una battaglia di sensibilizzazione: l’agricoltore non è colui che spreca l’acqua, perché l’acqua ha un costo e gli agricoltori non amano gli sprechi. Non solo. Il reticolo idrico minore funzionale all’irrigazione è un patrimonio storico e culturale del territorio e contribuisce a garantire la biodiversità in maniera diffusa. Servono opere concrete, non approcci ideologici”.

“Quello che chiediamo – conclude Crotti – è un approccio condiviso, serio e responsabile delle problematiche che riguardano l’acqua, dalla questione del deflusso minimo vitale ai rilasci del Brugneto, per non continuare a gestire in emergenza tutte le situazioni, sia che si tratti di siccità sia nel caso del problema opposto, ovvero allagamenti e inondazioni.”

Il Consorzio Co.Sil. : “E le altre categorie economiche dove erano?” – Il Consorzio Infrastrutture e Logistica Piacenza, Co.Sil., che da tempo segue le vicissitudini riguardanti l’ipotesi di realizzazione di invasi in Val Nure, Val Trebbia, ha partecipato “con entusiasmo all’iniziativa pensando però di trovare una adesione attiva anche da parte delle categorie economiche”.

Ma, come al solito, – scrivono in una nota – il concetto di “fare squadra” sembra essere fuori dalla portata dei piacentini. Infatti oltre al Consorzio hanno aderito ufficialmente la Libera Associazione Commercianti, l’Associazione Promotori d’Impresa e il Centro Studi Piacenza i quali ritengono che il problema sollevato non sia di pertinenza soltanto delle categorie agricole, ben rappresentate nell’occasione, o degli ambientalisti, ma riguarda il complesso della società civile”.

“Dichiarare, come ha fatto qualcuno, che le esigenze idropotabili del mondo agricolo siano posizioni pretestuose, non ha riscontro nella realtà che, invece, dimostra l’urgente necessità di un invaso – o Diga, come dir si voglia – che garantisca l’approvvigionamento del prezioso elemento all’intero territorio”.

“Ci scusiamo anticipatamente se questo suonerà “fuori dalle righe”, ma ci appelliamo a Sua Eccellenza il Prefetto di Piacenza, per far presente che le limitazioni prescritte all’iniziativa avevano, a nostro parere, carattere eccessivamente limitativo ed erano sproporzionate sia rispetto alla dimensione della manifestazione in oggetto sia alla qualità dei partecipanti. Talché si è svolta con grande ordine e correttezza a dispetto, appunto delle restrizioni”.

“A questo punto vorremmo ricordare a tutti che dal momento in cui la “guerra dell’acqua”, come qualcuno l’ha definita, assumerà aspetti più “caldi”, non sarà certo sufficiente andare sul piazzale di Via Gorra, ma serviranno iniziative più stringenti a sostegno della gestione delle acque del territorio e occorrerà tenersi pronti a sbloccare situazioni di ostruzionismo che, di volta in volta, potranno presentarsi”.

“Ci auguriamo sinceramente – concludono – che le categorie economiche della provincia si sentiranno più coinvolte ed avranno il buon gusto di aderire alle future iniziative sull’argomento”.

Rancan (Lega): “Regione indifferente alle esigenze degli agricoltori” – “Lo stop della Regione Emilia Romagna alla realizzazione della traversa Sant’Agata a Rivergaro è l’ennesimo esempio della riluttanza dell’ente a prendersi a cuore le necessità più sentite nel Piacentino. Il presidente regionale Stefano Bonaccini e l’assessore all’Ambiente Paola Gazzolo, come da prassi consolidata da parte degli amministratori del Partito Democratico, si sono ancora una volta dimostrati lontani dalle esigenze dei nostri cittadini”.

Così il consigliere regionale della Lega Matteo Rancan a seguito della protesta degli agricoltori, organizzata dal Consorzio Rivo Villano con il sostegno di Coldiretti, Confagricoltura e Cia, che si è svolta a Piacenza per sensibilizzare la popolazione sul tema delle opere irrigue.

“Il sit-in andato in scena in mattinata – afferma l’esponente leghista, che si dichiara “completamente dalla parte dei dimostranti” – è la risposta all’incapacità di ascoltare il territorio”. “Una categoria – insiste Rancan – ha fatto sentire la propria voce perché è inammissibile rischiare di restare senz’acqua ad uso irriguo nei mesi estivi: bloccare un’opera tanto importante significa infatti compromettere il lavoro di tante persone ed imprese agricole”.

“E se l’amministrazione regionale è insensibile alle richieste degli agricoltori, la Lega non farà mai mancare il proprio appoggio a battaglie di questo tipo”.

Murelli e Pisani (Lega): “Leparti trovino una soluzione equa per tutti” –  Sulla protesta degli agricoltori, per la mancata realizzazione della traversa di Sant’Agata, intervengono i parlamentari della Lega, Elena Murelli e Pietro Pisani.

I parlamentari hanno espresso “grande disappunto, soprattutto in questo momento dopo che il Governo aveva anche assegnato delle risorse. E’ un peccato che non si riesca a raggiungere un accordo su come fare la derivazione, tanto utile agli agricoltori che lavorano sulla sponda destra del Trebbia”.

“Se gli agricoltori non potessero irrigare, infatti, avrebbero problemi con le coltivazioni e sarebbero costretti a prelevare l’acqua dai pozzi artesiani. E questo andrebbe a discapito della falda sotterranea. Il prelievo dai pozzi, inoltre, in alcuni casi è motivo di grave inquinamento dovuto al fumo e alle polveri sottili emesse dai motori diesel utilizzati per sollevare l’acqua”.

“Invitiamo, pertanto, tutti a sedersi attorno a un tavolo e discutere. La politica dia la disponibilità a far sì che le parti si incontrino e trovino soluzioni eque”.

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