La Zobia impazza a Fiorenzuola, nel palio trionfa la Locanda San Fiorenzo fotogallery

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Balli, canti, risate e tanta comicità. Questo è stato il menù della due giorni di Zobia, il carnevale più antico della provincia ma tutto fiorenzuolano, che affonda le sue radici addirittura nel medioevo.

Raggiunta la sua 37 esima edizione, la Zobia nel week end del 2-3 marzo ha portato in scena per le vie del centro, un carnevale per tutti, dove tutti prendono in giro e si prendono in giro. Perché il senso del carnevale valdardese, unico nel suo genere, è proprio quello di interpretare personaggi e quindi tematiche locali e non, senza distinzione d’età.

La rassegna si è aperta giovedì 28 febbraio al mattino con la “Zobia dei bambini”, dove gli studenti delle classi elementari hanno sfilato in maschera con le maestre (circa 700 studenti). I più piccoli hanno trovato spazio anche con le proprie famiglie e amici, nel pomeriggio di Sabato aprendo di fatto l’evento.

Nella serata prende corpo il pezzo forte ossia la sfilata dei carri, quest’anno con numerosissimi carretti a seguito (i paliotti) a rendere ancor più surreale l’atmosfera, spaziando su vari argomenti, come: “Ghé posta par tût” parodia tutta nostrana del celebre programma di Maria De Filippi, portato in scena dalla Locanda San Fiorenzo.

“La Libertà: Fiurisola la fa nutissia” interpretato dai ragazzi del Bar Posta e Collettivo 14 con le più ironiche e strampalate notizie dalla politica allo sport sul capoluogo della valdarda. “Aaardabronzatissimi” con il numerosissimo gruppo (quasi 120 componenti) del Bar Paradiso, che ha raccontato le insolite peripezie dello storico albergo sole.

E ancora: il bar suavis con “i’artista da strà; la compagnia teatrale con “Al festival diàanvèn”; il gruppo Roveleto come rio ha portato in scena “Autoscuola val d’Arda” infine il gruppo de il ristorante la ruota con “il Verani in visita a Las Vegas mettendo in scena in gruppo di arzilli vecchietti evasi dalla nota casa di cura fiorenzuolana, per andare nella città del gioco.

La sfida a colpi di sketch e battute rigorosamente in dialetto, è continuata nel pomeriggio di domenica culminando con la premiazione e la festa finale, dove tutti gli “Zobiari” si divertono e si mescolano nella baraonda finale di balli, creando un grande paese dei balocchi.

“La Zobia è una grande famiglia, siamo tutti vincitori e tutti ci siamo fatti una grande risata” – così Valter Portesi, presidente dell’associazione “Amici della Zobia” promotrice dell’evento, ha dato avvio alla premiazione del palio.

La Classifica finale del “Palio” stilata dalla giuria, che per il primo anno vede il podio, recita al primo posto la Locanda San Fiorenzo, al secondo il Bar Paradiso (che si aggiudica anche il premio “gruppo più numeroso”) e al terzo Bar Posta + Collettivo 14.

Questa meravigliosa Kermesse, è stata impreziosita da esibizioni live come quella trash dei “Gem Boy” e quella di Giorgio Vanni, voce inconfondibile delle sigle dei cartoni animati.

La Zobia non è un carnevale a porte chiuse, significativo che ogni anno si riversino decine e decine di persone, non solo di Fiorenzuola ma da tutta la provincia. Mai come quest’anno si era vista tanta affluenza, complice il fatto della mancata realizzazione del secolare carnevale della limitrofa Busseto, che per quest’anno non ha avuto seguito.

“Un grazie particolare va a tutti gli Zobiari , alle associaizoni e agli sposnsor, che ci aiutano a mantenere viva la tradizione” – conclude Portesi, rivelando la ricetta per mantenere viva questa tradizione, ricordando anche chi non c’è più ma che ha reso immortale in questi anni l’evento. Cala quindi il sipario, solo per temporaneamente, su uno degli eventi più particolari che la nostra zona può vantare, avendo regalato sorrisi e qualche ora di leggerezza perché come recita il motto della Zobia “Chi non ride non è una persona seria”.

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