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“Laboratorio di cittadinanza” in tempo reale, una passeggiata nel quartiere Roma

Prosegue la collaborazione tra PiacenzaSera.it e le associazioni “Mondo Aperto” e “Sentieri nel Mondo” che si occupano da anni di formazione e di mediazione interculturale. Un viaggio a puntate nel mondo delle comunità straniere che vivono, lavorano (e pagano le tasse) a Piacenza.

Quartiere Roma, ovvero laboratorio di cittadinanza. In tempo reale

Chi percorre via Roma, a Piacenza, soprattutto verso “Porta Galera”, guardandosi intorno noterà negozi chiusi, serrande abbassate, uno spazio via l’altro dismessi. Un tempo non troppo lontano tutto era vita, un pullulare di negozi e negozietti. Ma gli anziani proprietari se ne sono andati…e nessuno li ha rimpiazzati.

Tuttavia qualche esperimento ben riuscito come la “Scuola Azzurra” di Bernardo Carli o i negozi “storici” del Fotografo Lorenzon e del Salumiere Valla rompono il silenzio e l’abbandono.

Poi, quando arriva la prima domenica del mese, tutto cambia. Mercati e bancarelle, arrivati da ogni dove. La via diventa una grande piazza dove si parla e si contratta, si osserva e si compra, anche con gli occhi.

A volte c’è perfino una grande festa con musica dal vivo, street food, sfilata vintage, mercatino del riuso e divertenti attività per bambini. Così è stato il primo week end di ottobre. Dal primo momento che ho sentito di questa festa vi ho voluto partecipare. Parcheggiata la macchina vicino alla stazione mi sono avviata verso via Tibini. Mentre percorrevo la strada tutto era regolare, niente sembrava preannunciare la festa.

quartiere Roma laboratorio di cittadinanza

Invece, appena ho svoltato in via Tibini sembrava di essere entrata in un’altra epoca con la sfilata vintage che era già cominciata. Mi sono intrufolata tra il pubblico e quello che mi colpì subito era che gli spettatori erano di diverse provenienze, età e sesso. Una festa per famiglie ma non solo italiane, anche albanesi, rumene, sud americane, africane.

Mi incuriosisce talmente tanto questa celebrazione che parto subito a scoprire le altre attività. Mi avvio verso via Roma dove si estende un multicolore mercatino del riuso. Il primo oggetto che mi colpisce è una scultura, una testa composta da più parti di diverse sfumature di marroncino e grandezze differenti. L’autore della scultura è Franco Ferrari che entusiasta mi spiega che in realtà si è ispirato alla famosa opera di Chersicla.

Tra me e me penso che questa opera rappresenta benissimo Piacenza, è una città maestosa come la testa della scultura ma è composta da più etnie, ciascuna con le proprie tradizioni, religioni e lingue, che insieme formano una multicolore città.

Quanto possiamo sentirci fortunati noi oggi avendo la possibilità di dialogare con persone che vengono dal Bangladesh, dall’Africa, dalla Cina, dall’America del Sud, dall’Europa dell’Est, dalla Russia. Se ci penso a Piacenza abbiamo metà mondo.

quartiere Roma laboratorio di cittadinanza

Dall’altra parte di via Roma si sente un’orchestra che suona musica jazz coinvolgendo ancora di più i passanti: chi muove una gamba, chi la testa e chi come una signora in carrozzina alza le mani e sorride vedendo i bambini che ballano. Ma qualcos’altro attira la mia attenzione e vado curiosa verso i giardini Merluzzo.

Ci sono tantissimi bambini tutti in cerchio, in mezzo balla un clown, si sentono risate da ogni parte e inizia una zorba, canzone greca tradizionale. Accanto, sotto un albero bello folto con i rami giganteschi si nasconde lo stand dell’Unicef. È impossibile non notarlo perché tra i rami sono infilati palloncini di diversi colori, come la festa popolata da diverse persone delle più svariate etnie.

Dopo una festa così con l’atmosfera di una favola dove tutti sono uguali e non c’è nessuna differenza se sei di un altro Paese o di un’altra provincia, perché in fondo siamo tutti dei palloncini colorati agganciati ai rami di un albero, me ne torno ai miei libri di diritto con il cuore leggero.

Rodica Oprea, studentessa universitaria

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