“Organizzare la giustizia partendo dal basso. No a riforme, sì a personale e risorse”

«Non vogliamo riforme ma personale e risorse per informatizzare il sistema giudiziario».

Questa la strada indicata da Pio Massa, presidente del Tribunale di Parma, per meglio organizzare la Giustizia in Italia, tema affrontato nel corso della conferenza organizzata dalla Banca di Piacenza (che da 12 anni gestisce il Servizio di cassa per il Tribunale di Piacenza) a Palazzo Galli.

All’incontro è intervenuto anche il presidente del Tribunale di Piacenza Stefano Brusati, alla sua prima uscita pubblica da quando ha assunto l’incarico.

Due le sale allestite (la Panini e la Verdi videocollegata) per ospitare i numerosi intervenuti, tra i quali autorità civili e militari e professionisti del settore. I relatori – presentati dal presidente del Comitato esecutivo dell’Istituto di credito di via Mazzini, Corrado Sforza Fogliani («invitando un piacentino presidente a Parma e un parmense presidente a Piacenza, abbiamo rispettato un perfetto equilibrio di tipo ducale») – hanno fatto il punto sullo stato di salute della Giustizia nel nostro Paese.

Brusati e Massa tribunale

«Si può organizzare la Giustizia – si è domandato Massa – o è tempo sprecato e ha più senso concentrarsi sull’organizzazione del lavoro nelle singole realtà?».

Il presidente del tribunale di Parma ha sottolineato la criticità di un settore dove c’è carenza sia di giudici, sia di personale amministrativo. Carenze che rendono complicato – anche se qualche progresso si è fatto – ridurre gli arretrati: in Italia sono 6 milioni e mezzo i fascicoli pendenti, mille ogni magistrato in servizio.

«Nel nostro ruolo di presidenti – ha osservato Pio Massa – spesso ci sentiamo degli Arlecchino al servizio di due padroni: il Consiglio superiore della magistratura e il ministero della Giustizia, con quest’ultimo che spesso si sovrappone al primo».

Il relatore ha quindi evidenziato il disagio da presidente di un Tribunale nel dover passare il 60-70 per cento del proprio tempo a risolvere problemi legati alla gestione delle sedi, quindi ad incombenze amministrative. «Ci si affida a piccoli rimedi e all’aiuto di volontari per recuperare efficienza – ha rimarcato – seguendo il motto che “chi fa da sé fra per tre”. Occorre uno sforzo dal basso per organizzarci meglio altrimenti ci penseranno i robot e la Giustizia diventerà una scienza esatta con le sentenze pronunciate sulla base di algoritmi».

A parere di Stefano Brusati – che ha condiviso la relazione del collega – si sta correndo il rischio di passare «da una carenza organizzativa a un eccesso di organizzazione, con una sorta di bulimia normativa».

Il presidente del tribunale di Piacenza si è detto convinto che occorra puntare sulla ragionevole durata del processo e sulla qualità della risposta della giustizia. «L’organizzazione della Giustizia – ha osservato – non è solo compito dei presidenti dei Tribunali ma è anche responsabilità dei singoli magistrati ed è una sfida soprattutto culturale».

Il magistrato ha ripreso l’aspetto della carenza del personale amministrativo, problema affrontato anche dall’avv. Graziella Mingardi, presidente dell’Ordine degli avvocati di Piacenza. «La più grossa pecca del sistema Giustizia – ha detto – è la mancanza di personale amministrativo. Dal lato magistrati la situazione sta migliorando: a Piacenza entro l’anno ne arriveranno agli quattro». Le relazioni hanno stimolato ampio interesse.

La Banca ha riservato ai presidenti Brusati e Massa un ricordo della serata, un prezioso piatto Royal Copenhagen con riprodotta la facciata di Palazzo Galli. (nota stampa)

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