Nuovo ospedale, riunione il 27 marzo. “Lo studio c’è ma è fermo in Regione”

Nuovo ospedale di Piacenza, il gruppo di lavoro composto dai consiglieri comunali torna a riunirsi il 27 marzo.

Lo propone il sindaco Patrizia Barbieri, durante le comunicazioni iniziali dell’ultima seduta di consiglio, sollecitata dal capogruppo di Liberi Massimo Trespidi.

L’incontro potrebbe servire a fare il punto rispetto al studio di prefattibilità che l’Ausl si era impegnata a presentare entro il 31 gennaio, e che nessuno al momento sembra aver visto, come ha sottolineato il consigliere Trespidi.

“Questo studio – dice il sindaco – non lo abbiamo visto neppure noi, pare sia stato presentato in Regione alla fine di gennaio, senza averlo ancora restituito all’Asl con le proprie osservazioni. Noi lo abbiamo sollecitato, la riunione del tavolo di lavoro, che possiamo fissare per il 27 marzo alle 17, se il direttore generale Luca Baldino è disponibile, può servire a fare il punto”.

Quello che al primo cittadino preme sottolineare è che comunque in questo periodo di attesa non si è perso tempo e, attraverso alcune indicazioni fornite da Asl, si è proceduto ad effettuare una mappatura del territorio comunale per individuare le aree idonee ad ospitare il nuovo ospedale. Un gruppo di lavoro di cui hanno fatto parte tecnici di Comune, Provincia, Asl, insieme al direttore di palazzo Mercanti Roberto Gerardi.

“L’Asl ci ha detto che la struttura non dovrà essere ospitata in centro, deve essere vicina ai caselli autostradali e facilmente raggiungibile dalle valli – spiega Barbieri -, oltre a prevedere una superficie più ampia rispetto a quella ipotizzata all’inizio, 160mila metri quadrati e non più solo 120mila. Quello che abbiamo fatto è stato l’evitare di perdere tempo, di arrivare con lo studio di prefattibilità e poi veder trascorrere altri 2 mesi per verificare le aree idonee (che dovrebbero essere, a quanto pare, almeno 6, ndr).

Il protocollo d’intesa prevede la possibilità, non che ci debba essere per forza, di un bando ad evidenza pubblica. In realtà, per gli ospedali come per le scuole, è noto che strutture come queste possono essere realizzate nella collocazione che si ritiene essere la più utile. Tanto è vero che, qualora nessuno si presentasse, se ci fosse un’area ideale per l’ospedale, non è che uno rinuncia all’esproprio perché non è stata fatta un certo tipo di proposta”.

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