Tra presente e passato il Castello di Rivalta è sempre una scoperta

Siamo giunti all’ottava puntata del viaggio di PiacenzaSera.it alla riscoperta dei castelli della provincia di Piacenza.

Il castello di Rivalta

Con il Castello di Rivalta (Gazzola) chiudiamo un primo ciclo sui manieri piacentini che senza dubbio costituiscono un patrimonio culturale e storico di grande valore per il nostro territorio.

L’auspicio è che in questo viaggio Voi lettori abbiate potuto con entusiasmo riscoprire uno spaccato di quello che la nostra provincia può offrire: luoghi ricchi di storia che hanno visto la gloria e la magnificenza dei tempi che furono. Molti dei fortilizi hanno vissuto anche periodi di declino, ma come un’araba fenice hanno saputo rinascere e il merito va ai proprietari che se ne prendono cura giorno per giorno.

IL CASTELLO DI RIVALTA

La valle del fiume Trebbia fa da palcoscenico alla rocca di Rivalta ai cui piedi si dispiega il suggestivo borgo medievale, un paesino in miniatura a tutti gli effetti: oltre alle abitazioni un tempo esistevano un barbiere e piccoli negozietti, oggi ci sono un albergo, un bistrot e due ristoranti.

Graziosa l’antica chiesa di San Martino, menzionata in un documento datato 1037 e forse già esistente in epoca longobarda, poi il castello incastonato nel borgo: è circondato da un parco, di impianto settecentesco, costituito da alberi secolari e da un giardino all’italiana, che ha spodestato l’antico fossato medievale.

Il castello di Rivalta

La planimetria del complesso è quadrangolare. Da uno degli angoli spicca un’imponente torre cilindrica che sovrasta l’intero complesso. Questa torre a guglia fu costruita nel Quattrocento dall’architetto Pietro Antonio Solari, noto per aver progettato il Cremlino a Mosca. Una torre che il Solari rese moderna per l’epoca e all’avanguardia sia sotto il profilo difensivo (in alto il punto d’avvistamento e una struttura massiccia adatta a poter “incassare” le cannonate in caso d’assedio) sia sotto quello offensivo (con le postazioni d’artiglieria poste a riparo all’interno della torre). All’interno della torre è ben visibile anche il famigerato “pozzo del taglio”, profondo decine di metri.

Varcando l’ingresso ci si ritrova in un maestoso cortile quattrocentesco, costruito per volere del conte Manfredo Landi (oggetto di restauri terminati quest’anno), scandito dall’intervallo irregolare delle colonne del porticato e del loggiato, una sorta di architettura “gentile” che dona al castello l’aspetto roccaforte/residenza.

Il castello di Rivalta

All’interno dell’edificio numerose stanze arredate da pregiati mobili antichi, in eccellente stato di conservazione. Inoltre è possibile ammirare varie collezioni: argenterie, strumenti musicali, armature, armi e piatti di porcellana inglese, appesi ordinatamente su una parete della sala da pranzo.

Non mancano quadri di rinomati pittori, utensili appartenuti a epoche passate e oggetti rari, come, ad esempio, due preziosi candelabri toscani ottocenteschi (ne restano in Italia solamente altri otto esemplari). Di particolare interesse storico tre bandiere, con gli stemmi della casata Landi, che sventolarono nel corso della battaglia di Lepanto (1571) e che il pubblico può ammirare nella Sala delle Armi.

Il castello di Rivalta

Visitando il castello di Rivalta si comprende come sia stato concepito con l’idea di essere una fortezza militare inespugnabile, ma nello stesso tempo un palazzo sfarzoso ed elegante; appare pertanto impossibile non citare i magnifici locali delle cucine, con le tante casseruole in rame, così come la Camera Verde e la Camera del Falcone, la sala da biliardo e la già citata Sala delle Armi.

Addentrandosi nei sotterranei si giunge alla cantina, locale che fino al Quattrocento era utilizzato come scuderia. Grazie al fatto che temperatura e umidità rimangono costanti, attualmente in questa immensa stanza sotterranea il vino Gutturnio invecchia all’interno di botti di rovere. Rimanendo nei sotterranei si trovano anche le prigioni: cinque anguste celle che in caso di assedio erano utilizzate anche per conservare le vettovaglie.

Il castello di Rivalta

LA STORIA DEL CASTELLO – Le prime notizie certe sull’esistenza del castello di Rivalta sono legate alla figura dell’imperatore Enrico II che, come risulta da documenti dell’epoca, ne donò nel 1048 una parte al monastero di San Savino di Piacenza retto dai monaci benedettini.

Nel XII secolo padroni di Rivalta furono i Malaspina, famiglia nota dall’età medievale. Nel 1322 feudatario di Rivalta fu Obizzo Landi, appartenente al ramo dei Landi di Cerreto. Nel 1412 Filippo Maria Visconti, duca di Milano succeduto al fratello Giovanni Maria, confermò a Manfredo Landi l’investitura del feudo di Rivalta.

Il castello di Rivalta

La difficile convivenza nel Ducato di Parma e Piacenza, costituito da Paolo III nel 1543, e il conseguente accentramento del potere nelle mani dei Farnese, significò per molte influenti famiglie la confisca delle loro ricchezze. Con la presunta congiura del 1612 Ranuccio I incamerò diversi castelli del contado; nel 1682 i Landi dovettero cedere Ranuccio II i feudi di Bardi e Compiano e poco dopo dovettero rinunciare anche al controllo sulle acque del Trebbia ottenendo in cambio il meno redditizio marchesato di Gambaro in Val Nure.

Nel Settecento il castello fu anche saccheggiato, prima dei tedeschi e poi anche dei francesi. Con la morte, nel 1808, del marchese Giuseppe Landi, si estinse il ramo dei Landi di Rivalta. Il castello passò di mano ai Landi delle Caselle, marchesi di Chiavenna. Verso la fine dell’Ottocento il castello e il borgo vennero acquistati dalla famiglia Zanardi Landi che tutt’oggi ne è proprietaria.

Il castello di Rivalta

Fonti: “Scoprire e vivere 19 Castelli del Ducato di Parma e Piacenza”, testi di Daniela Guerrieri, Quadra Editrice, pagg. 208/233

IL CASTELLO OGGI – La famiglia Zanardi Landi provvede a prendersi cura sia del maniero che dell’antico borgo. Vengono organizzate visite guidate su prenotazione: il castello è aperto tutto l’anno. In un’ora e venti minuti è possibile essere accompagnati da una guida e vedere il cortile, il salone d’onore, la sala da pranzo, le cucine, la cantina, le prigioni, le camere da letto, salire sulla torre, visitare l’area museale, la galleria con fuga dei salotti, la sala musica e la sala da biliardo.

Il castello di Rivalta

Al castello si svolgono laboratori creativi e didattici per bambini delle scuole medie e ragazzi delle superiori. È inoltre location per meeting, eventi, matrimoni. Per tutti gli eventi in programma e calendarizzati si rimanda al sito internet www.castellodirivalta.it – Telefono: 366.6935622.

Per l’albergo Hotel Torre di San Martino, ubicato all’interno del borgo, i contatti sono: telefono: 0523 972002 oppure 366.6935605, l’indirizzo e-mail: info@hoteltorredisanmartino.it e il link al sito Internet: http://www.hoteltorredisanmartino.it

Per Rivalta Spa e Wellness, aperta dal lunedì al giovedì dalle ore 10 alle ore 19 e nel weekend dalle ore 10 alle ore 20, i contatti sono: telefono 0523 978327, e-mail: info@rivaltaspa.it oppure visitando il sito Internet: http://www.rivaltaspa.it, di cui avevamo già dato conto in un articolo.

Inoltre ci sono due rinomati ristoranti: L’Antica Locanda del Falco (telefono: 0523.978101) e La Rocchetta (telefono: 0523.978100). Infine, il Bistrot “Caffè di Rivalta”, che oltre ad essere una caffetteria, è un luogo ideale per assaporare un semplice pranzo oppure sorseggiare un drink dopo cena (telefono: 339.2987892).

Il castello di Rivalta

I CASTELLI DEL DUCATO DI PARMA E PIACENZA – “Per una questione turistica possedere un bel castello non è sufficiente ragione perché la gente lo venga a visitare” – spiega l’attuale proprietario, il conte Orazio Zanardi Landi, nella veste di Presidente dell’Associazione dei Castelli del Ducato di Parma e Piacenza.

“Da una mia idea nasce il mettere insieme i castelli del territorio piacentino e del territorio parmense, offrendo la possibilità ai turisti di poter fare un percorso di particolare interesse. Il circuito, che attrae anche tanti turisti stranieri, che soggiornano anche più giorni, si avvale dell’enogastronomia, della musica, delle mostre, dei monumenti e anche dei percorsi naturalistici, ampliando così l’offerta turistica”.

“Così facendo abbiamo raggiunto quota un milione e seicento mila visite sul sito internet dell’Associazione e oltre seicento mila presenze nei vari Castelli che fanno parte del circuito che rappresento”.

“Oggi la principale difficoltà che riscontra chi possiede un castello – ha chiosato il conte Zanardi Landi – è quella legata ai costi di manutenzione. Essi sono tali – non solo in virtù delle dimensioni ma anche per quanto riguarda vincoli della Sovrintendenza – che per molti proprietari risultano essere davvero esorbitanti, visto e considerato poi che lo Stato Italiano ci aiuta ben poco…per dire che non ci aiuta per niente”.

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