Prosegue il progetto della regione Lunezia “Ogni area ha diritto a pari considerazione”

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Si è parlato di infrastrutture, cultura e turismo nell’incontro – tenutosi nei giorni scorsi –  del Gruppo Lunezia di Piacenza e Cremona alla presenza del Presidente dell’Associazione Rodolfo Marchini e del Responsabile dell’area Fabio Callori.

“Un convegno partecipato – riferisce Callori -, con un positivo confronto su obiettivi e opportunità che Lunezia può concretizzare a fianco delle Associazioni di Categoria e delle Amministrazioni Pubbliche. La “marginalità” di alcune province e superfici geografiche deve terminare, ogni area ha diritto a pari considerazione”.

Il progetto della Lunezia, al quale lavora da tempo l’omonima associazione – lo ricordiamo – riguarda una nuova regione che abbracci i territori dal mare alla Lombardia (La Spezia, Massa Carrara, Garfagnana di Lucca, Piacenza, Parma, Reggio Emilia, parte di Cremona e Mantova).

“Non sarà una battaglia contro qualcosa o qualcuno – evidenzia Callori -, bensì un appoggio per migliorare la qualità di vita e l’ accrescimento dei territori interessati. E’ stato proposto di organizzare gruppi di lavoro tematici per presentare programmi e progetti futuri”.

“La montagna non vive di proclami o di sogni, bensì di progetti concreti e attuabili. I porti di mare non sono competitivi se non esistono retro ponti con infrastrutture che permettono collegamenti comodi e veloci. Il turismo deve essere una nuova sfida, non tradizionale ma aggiornato alle esigenze attuali e questo sarà reso possibile dal confronto con gli operatori del settore”.

Il prossimo appuntamento è previsto a Pontremoli sabato 23 Marzo: nell’occasione “saranno concordate nuove iniziative e presentate proposte anche con il confronto con gli Amministratori locali”.

“Lunezia – conclude Callori – sta crescendo in termini di adesioni, idee e progetti. E’ dunque una bella e importante sfida sicuramente seria che sfocerà in una concreta realtà”.

IL PROGETTO“La Lunezia – scrive l’associazione sul proprio sito internet – non è mai stata, almeno da parte nostra, la proposta di una regione in più. E’, invece, la strategia geopolitica riferita ad un’”area vasta”, nella quale si sommano territori oggi appartenenti a regioni diverse, dislocata lungo l’asse Tirreno-Brennero, un asse che tutti considerano strategico per l’Europa, ma che resta inspiegabilmente dimenticato nella programmazione delle priorità e degli investimenti sulle grandi infrastrutture (Ferrovia Pontremolese, raccordo Autocisa-Autobrennero, ecc.)”

“Questo ambito territoriale è fortemente caratterizzato da un assetto urbano policentrico che va riconosciuto come fondativo del progetto dell’area vasta, in cui possono e devono, prima di tutto, trovare valorizzazione il sistema portuale dell’alto Tirreno (La Spezia, Carrara), il polo logistico di Piacenza, l’aereoporto di Parma, la stazione Tav medio-padana di Reggio Emilia, l’asta medio-padana del Po (nel quale vanno riscoperte le funzionalità di navigazione industriale e turistica), i distretti industriali alimentari e tecnologici”.

“L’ambizione della nostra proposta padano-lunense, forte di premesse storiche molto significative, suffragata da una risoluzione della Costituente, allora favorevole a riconoscerle il rango di Regione, motivo di numerosi accordi intervenuti nel frattempo tra Enti pubblici locali, è quella di configurarsi come un progetto innovativo ed esemplare per le politiche regionalistiche di scala europea”.

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