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E’ scontro sindaco-Liberali. Barbieri: “Attaccano me, se hanno cambiato idea sul programma lo dicano”

E’ scontro durissimo in consiglio comunale tra il sindaco Patrizia Barbieri e il gruppo dei Liberali Piacentini, che l’ha sostenuta finora, pur in maniera critica nell’ambito della coalizione di centrodestra.

Ad acuire il conflitto – che prosegue da settimane su svariati temi – l’intervista concessa nei giorni scorsi a “Libertà” da Antonio Levoni, capogruppo a Palazzo Mercanti dei Liberali.

IL VIDEO DELLA SEDUTA DEL CONSIGLIO COMUNALE

Intervista nella quale Levoni ha ribadito la contrarietà del suo gruppo alla vendita di azioni Iren e dispensato giudizi pesanti sull’operato dell’assessore al Bilancio Paolo Passoni e del dirigente Vittorio Boccaletti. E anche una frecciata al vicesindaco Elena Baio (vedi pezzo a parte).

Alla fine di una seduta lunga e dibattuta, la delibera di vendita di una quota delle azioni Iren, è stata approvata dalla maggioranza di centrodestra con la non partecipazione al voto dei consiglieri Levoni e Ultori dei Liberali Piacentini.

La spaccatura interna alla maggioranza esplode subito in apertura di una seduta a Palazzo Mercanti, che sembra una replica dei lavori di commissione di due settimane fa. Il capogruppo dei Liberali Piacentini Antonio Levoni ha chiesto una sospensiva, che è stata bocciata e sostenuta solo dalla minoranza con l’astensione del consigliere di Forza Italia Mauro Saccardi.

Proprio nei confronti di Saccardi nei giorni scorsi era scattato il cartellino giallo da parte del suo partito, dopo che, proprio in qualità di presidente della commissione chiamata ad esprimersi sulla opportunità di vendere le azioni Iren, aveva votato a favore appunto della richiesta di Levoni di soprassedere. La commissione non è poi stata riconvocata nei termini previsti, e la delibera e stata ugualmente calendarizzata dal sindaco in consiglio comunale, nella seduta odierna.

Una decisione che scavalca il consiglio, ha detto Christian Fiazza del Pd che ha cercato di bloccarne la discussione prima con una pregiudiziale e poi con una mozione d’ordine, bocciate dal presidente del consiglio e dal segretario generale.

Ma la dialettica vera è tutta interna alla maggioranza: con attacchi a Levoni, per le affermazioni rilasciate a “Libertà” passibili di diffamazione, contro le quali si è già espressa in un comunicato la vice sindaco Baio, concetto ripreso durante il dibattito dall’assessore Passoni e dal sindaco Barbieri.

Patrizia Barbieri ha replicato in prima persona all’intervista definita di “pessimo gusto” rilasciata da Levoni. “Rinnovo la mia piena stima e solidarietà – ha affermato – agli assessori Passoni e Baio, non è vero che andando a colpire due assessori si vuole rinnovare fiducia al primo cittadino, perchè si tratta di due assessori espressione diretta della volontà del sindaco, un discorso che non può essere consentito”.

“Voglio evocare tre parole – ha proseguito – concertazione, concretezza e risultato, e per la vendita delle azioni Iren sono le parole che hanno guidato le nostre scelte”.

“Il discorso della vendita delle azioni Iren – ha ricordato – era cosa nota, perchè faceva parte del programma e già nel 2017 c’era questa intenzione, pertanto non è una novità e di tempo per dibattere sull’argomento ce n’era”.

“Questa maggioranza ha preso decisioni ben precise, ad esempio quando abbiamo deciso di non aumentare le aliquote Irpef, perseguendo l’obiettivo di portare avanti alcuni interventi senza mettere le tasche nei cittadini”.

Consiglio comunale

E tornando al provvedimento delle azioni Iren, il sindaco ha puntualizzato: “Quando noi siamo arrivati a questo tipo di soluzione abbiamo concordato anche i tempi, e sono tre settimane che la giunta ha deliberato il provvedimento. Pertanto sono io che ho voluto che si discutesse sulla vendita delle azioni in questa seduta, ma qui si tenta di fermare l’attività dell’amministrazione”.

“È vero si possono avere anche opinioni diverse – dice Barbieri – ma queste non sono accettabili perché si è arrivati alla diffamazione. Questa è una dialettica distruttiva”.

“Se oggi questa seduta si è tenuta ugualmente e responsabilità del sindaco – continua Barbieri – il presidente della commissione può fare quello che ritiene. Sono scaduti i 10 giorni per la riconvocazione, questa per noi è una partita prioritaria, io ho ritenuto di reiscriverla’.

“Bene ha fatto l’assessore Passoni – ha rincarato il sindaco – a replicare quello che gli viene imputato. Mi riferisco alla vendita delle azioni Seta in Provincia nel 2013, quando era assessore al Bilancio nell’amministrazione Trespidi: quella fu un’operazione virtuosa e che fu votata dal consigliere Coppolino, esponente dei Liberali in consiglio provinciale”.

“Pertanto non c’è mai stata in passato una contrarietà interna – ha aggiunto – come quella vista in questi ultimi giorni. Questa è una polemica che doveva essere evitata. La gravità della situazione è legata alle parole dette, affermate, che c’è un’assessore che si diletta con il dirigente a gonfiare il bilancio. E’ molto grave: o si condividono gli obiettivi in maggioranza o ci si assume la responsabilità di affermare che si ha cambiato idea”.

“Se la commissione fosse stata convocata nei 10 giorni previsti, questo pasticcio non ci sarebbe stato. Forse in discussione generale – dice Giorgia Buscarini (Pd) – questo ci sarà spiegato (ma Mauro Saccardi non prenderà la parola, ndr)”.

“Noi non siamo contrari in via di principio alla vendita delle azioni Iren, lo abbiamo fatto anche noi. Ma diteci quali sono le priorità. Invece assistiamo a uno spettacolo squallido per i cittadini di Piacenza. Esprimo solidarietà all’assessore Passoni e al dirigente Boccaletti (che poi si alzerà e le stringerà la mano, ndr). Tutti abbiamo visioni diverse, ma la maggioranza dovrebbe lavare i panni sporchi in altra sede”.

Un altro duro attacco nei confronti dei Liberali arriva dal capogruppo della Lega, Davide Garilli. “Ci sono state diverse riunioni di maggioranza durante le quali è stato espresso questo intendimento comune: no a un aumento delle tasse, sì invece alla vendita delle azioni Iren.

Nessuno ha mai sollevato obiezioni. Non è la prima volta – osserva il consigliere – che si cerca di bloccare, con influenze non sempre identificabili, l’attività dell’amministrazione, è dopo aver fatto campagna elettorale sfruttando il nome della civica, di cui faceva parte l’ex assessore Garetti, per poi cambiare subito il nome all’insediamento del consiglio’.

‘La situazione politica è grave ma non è seria’ dice Massimo Trespidi, capogruppo di Liberi, citando Flaiano, per poi entrare nel merito del provvedimento.

‘Il piano delle opere pubbliche è già finanziato, quindi non si può dire che i proventi delle vendite serviranno a questo. Io non sono contrario alla vendita, l’ho già fatto da presidente della Provincia (vendere le partecipazioni in aziende pubbliche, ndr).

Ma vendere quote richiede tempo e bisogna calcolare i tempi, qui si rischia di spostare i proventi nell’avanzo di bilancio. Per quanto riguarda il valore, uscire con un prezzo di un euro e 90 è una manifestazione di debolezza, in 3 mesi le azioni hanno toccato questo importo solo per 2 giorni. Partire con una quotazione così bassa ci impedirebbe di guadagnare altri 345 mila euro, risorse che ci farebbero comodo’.

‘Avrei preferito chiudere la mia presenza in consiglio comunale in altro modo’ interviene Tommaso Foti (FdI). ‘A chi dice che i tempi di vendita sono sbagliati, ricordo che il Comune di Torino ha scelto il momento peggiore. Le azioni si vendono prima dell’approvazione del bilancio, non dopo quando si è già spartito il dividendo’.

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