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Una scuola di pace unisce i bambini bosniaci, serbi e croati foto

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Benvenuti nella “Scuola di pace” – Prosegue la collaborazione tra PiacenzaSera.it e le associazioni “Mondo Aperto” e “Sentieri nel Mondo” che si occupano da anni di formazione e di mediazione interculturale. Un viaggio a puntate nel mondo delle comunità straniere che vivono, lavorano (e pagano le tasse) a Piacenza.

Sabato 23 febbraio presso il Collegio Scalabrini le associazioni di cittadini multilingue hanno festeggiato la Lingua Madre, giornata internazionale proclamata dall’Onu che ricorre ogni 21 febbraio.

Hanno celebrato aprendo ai piccoli lo scrigno delle proprie lingue, ricche di storia e a volte di conflitti. Andrea Roda e Sara Dallavalle nei panni di Pappa e Pero hanno raccontato come i colori nascano dal nero, nel cielo, e insieme possano colorare il mondo scendendo sulla terra.

E così è per le lingue: dal primo uomo della Rift Valley ad oggi la comunicazione è passata per migliaia di lingue, alcune “dimenticate” o “assotigliate” perché parlate da minoranze che vanno via via perdendosi…

Anche Piacenza ha il suo patrimonio linguistico, fatto da oltre cento lingue diverse. Ma c’è un’esperienza che, nel cuore della città, favorisce il dialogo e l’inclusione linguistica: è la Scuola di Pace.

scuola di pace

Una scuola molto particolare che unisce i bambini bosniaci, serbi e croati. Come se la guerra degli anni novanta non fosse mai esistita. Un modello sperimentale creato dall’Associazione Bosnia Erzegovina Oltre i Confini, che apre le porte a tutti i bambini dai 4 ai 12 anni a titolo gratuito.

Situata in Via Maria Macellari, un posto silenzioso e tranquillo, è dotata di tre aule luminose adibite all’arte, all’informatica, alla biblioteca. Le lezioni si svolgono ogni lunedì dalle ore 17 alle ore 19. Ad ogni bambino si lascia libertà e possibilità di scegliere la lingua che desidera studiare in base alle proprie radici. Per ora la scuola è frequentata da 33 bambini guidati da tre insegnanti: Tatjana insegnante di croato, Satka insegnante di bosniaco e Vesna, insegnante di serbo.

L’apprendimento della lingua è favorito da un contesto ludico e da un approccio naturale, nonché dalla proposta di attività giocose che implicano azioni motorie. Viene applicata tale metodologia in base al principio secondo cui una lingua si impara meglio quando non viene esplicitamente insegnata, ma utilizzata in un contesto reale.

Si organizzano situazioni di gioco e di esperienza di vita diretta in cui il bambino non si sente costretto ad esprimersi in lingua, ma può farlo in modo del tutto spontaneo e naturale. L’apprendimento del lessico viene facilitato inoltre dallo svolgimento di attività manipolativo-creative.

Nello stesso tempo la scuola desidera rafforzare la pratica e l’uso della lingua italiana non solo a livello di prima comunicazione ma anche a livello di prestazione formale.
Ogni bambino trova sostegno nello svolgimento dei compiti scolastici e nelle attività di studio attraverso una efficace metodologia di apprendimento proposta da due docenti di lingua italiana, Debora e Roberto.

scuola di pace

La scuola organizza infine laboratori creativi, seguiti dalla docente Faouzia, rivolti a genitori e figli insieme per facilitare e migliorare i rapporti famigliari specie nel periodo della preadolescenza. Un momento speciale da vivere insieme per entrare in relazione utilizzando “il fare” all’interno di diverse tecniche artistico- espressive nel rispetto delle attitudini di ciascuno.

L’intenzione è quella di realizzare una scuola che guarda verso il futuro, che educa alla pace, che mira a promuovere il dialogo tra culture diverse attraverso l’educazione, la scoperta di altre storie e l’interazione tra persone di diverse provenienze fin dalla più tenera età.

Rajka Stojisavljevic, mediatrice linguistico-culturale

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