“Il segreto degli antichi manoscritti”, il 9 marzo la presentazione a Villa Braghieri

Liberate la fantasia e siate pronti a salpare. Officine Gutenberg presenta “Il segreto degli Antichi Manoscritti”, brillante e dirompente romanzo d’esordio dell’autrice piacentina Laura Vaghini che, nella sua folgorante opera prima, si rivolge con fantasia, delicatezza e partecipazione, ad un pubblico di fanciulli di tutte le età.

Il libro – prima di trovare la sua trasposizione cartacea – è stata ideata per un lettore particolare, il figlio Matteo, che ha vissuto insieme all’autrice la genesi di un mondo avventuroso e ricco di personaggi che rivelano poco alla volta la loro natura. Il protagonista, nel corso del suo viaggio alla ricerca della felicità, toccherà con mano la molteplicità dei sentimenti che albergano l’animo umano: incontrerà amici che sapranno aiutarlo con animo gentile, mentre altri si riveleranno deboli, accecati dall’invidia o semplicemente malvagi.

Laura Vaghini presenterà “Il Segreto degli Antichi Manoscritti” sabato 9 marzo alle ore 16 a Villa Braghieri a Castel San Giovanni, e domenica 24 marzo tarda mattinata alla Feltrinelli a Piacenza.

IL LIBRO

Relazionarsi con le altre persone non è facile, ma per qualcuno è un po’ più difficile. L’opera è qualcosa di unico nel suo genere. Può essere letta come un semplice romanzo fantastico, ma scrutando tra le righe del testo rivela la sua essenza di manuale d’amore parentale che in quanto tale ha già ottenuto recensioni molto autorevoli. “Uno dei miracoli a cui continuo ad assistere”, scrive Fabiola Casarini, Dottore di Ricerca in Educazione e Assegnista di Ricerca presso il Dipartimento di Educazione e Scienze Umane dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, “oltre al recupero di alcuni bimbi, è quello della maturazione delle loro mamme. Mamme che amano in modo così costruttivo da trovare, nella straordinaria esperienza educativa che ti impone la comprensione dei bisogni dei propri figli, fonti di crescita personale e scoperta di sé. E Laura, che possiede il tipo di fantasia, di capacità narrativa e di costruzione di mondi di una J.K. Rowling (mamma capace di creare Harry Potter in un momento di grave difficoltà personale e familiare), non ha scritto un diario sull’ABA (Applied Behavior Analysis) o una biografia, ma un’avventura verso la ricerca della felicità. E ha fatto bene, perché il prodotto è una perla”.

“Laura è riuscita ad andare oltre la fatica, il dispiacere, la delusione, la frustrazione, la rabbia della chiusura, del muro che ci si trova davanti nell’espressione comunque viva del proprio figlio,” ha commentato Claudia Uccelli, psicologa e psicoterapeuta e già Professoressa a contratto Presso la Facoltà di Psicologia, dell’Università degli Studi di Torino. “Con il figlio Matteo è riuscita a creare una relazione sana ed evolutiva, basata sul gioco come spazio creativo, come direbbe il noto pediatra e psicoanalista Winnicott. Una relazione mediata da un oggetto terzo, il disegno prima, la parola poi, il racconto dopo. Un oggetto terzo capace di creare legame e nello stesso tempo differenziazione, elementi fondamentali per crescere consapevoli di sé e del proprio sentire e della presenza dell’altro. Con pazienza, costanza, intuito ed ascolto è riuscita a fare ciò che nessun terapeuta avrebbe potuto fare, per continuità, dedizione e passione, ma è ciò che cerca di realizzare con il proprio paziente. Laura è un grande esempio per tanti genitori, è riuscita da sola ad impostare e creare questo gioco e questa relazione. Non sempre questo è possibile per tanti fattori e contingenze, e l’esempio può rappresentare una buona iniezione di fiducia ma non essere sufficiente, per genitori che hanno bisogno di essere sostenuti ed aiutati nel trovare uno spazio creativo e di condivisione col proprio figlio”.

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