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Ex Carmine, Italia Nostra “Soppalco è mancanza di creatività”. Barbieri “Funzionale al futuro utilizzo” fotogallery

Il soppalco realizzato nell’ex chiesa del Carmine denota “una mancanza di creatività progettuale, un marziano che capita in un mondo diverso”. No, è solo un elemento funzionale al futuro utilizzo dell’immobile, destinato ad ospitare il laboratorio della mobilità e logistica sostenibile, affidato alla Fondazione Brodolini.

Il sopralluogo, chiesto da Italia Nostra e autorizzato dal Comune di Piacenza, non è servito da appianare le divergenze sul progetto di recupero dell’immobile, abbandonato da anni.

“Non c’è nessuna intenzione da parte nostra di criticare le amministrazioni precedenti e l’attuale – dice Carlo Emanuele Manfredi di Italia Nostra Piacenza -, non si poteva perdere una opportunità del genere (ossia i cospicui finanziamenti per il restauro del Carmine, ndr) e in merito a questo io esprimo la mia ammirazione e il mio consenso. Cosa che invece non posso fare nei confronti della progettazione e degli uffici che avrebbero dovuto trovare un’alternativa rispetto a questo soppalco, che denota una mancanza di creatività progettuale; è davvero un pugno in un occhio, una stonatura in una architettura del genere”.

“Il futuro di questo spazio è già stato definito e verrà gestito dalla Fondazione Brodolini, che ha vinto un bando proprio per questo. Il Carmine sarà un luogo di lavoro – interviene il sindaco Patrizia Barbieri, insieme all’assessore ai lavori pubblici Marco Tassi – e ospiterà postazioni di lavoro”.

Alcune sono già visibili, posizionate lungo le navate laterali, nicchie isolate da vetri, così come altri uffici saranno raggiungibili proprio dal soppalco.

“Il progetto di recupero è funzionale al suo utilizzo, ossia all’ospitare il laboratorio della mobilità e logistica sostenibile. Sulle scelte progettuali – continua Barbieri – non sono competente e non entro nel merito. Posso dire che l’iter è stato seguito in tutte le sue fasi, il progetto è stato esaminato e approvato da autorità competenti. La Soprintendenza ha dato l’ok, quindi ubi maior…”

“Le persone di cultura, gli appassionati di storia e i conoscitori dell’arte piacentina non è che non possano esprimere il proprio giudizio, anche se non siamo architetti” – conclude Manfredi.

Insomma, la diversità di vedute resta, in attesa del completamento dei lavori e l’avvio delle numerose attività presentate nei mesi scorsi. Il cantiere dovrebbe chiudere il 20 maggio, poi sono necessari i tempi tecnici per i collaudi e la predisposizione degli spazi di lavoro e quelli ricreativi (come la caffetteria, ad esempio), destinati a protrarsi fino a novembre, quando si terrà l’inaugurazione.

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