Futuri medici di famiglia a Piacenza “Carenza problema che va affrontato a tutti i livelli”

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In una situazione generale di carenza di personale medico, a Piacenza è pronto a prendere il via un percorso triennale che mira a formare giovani dottori in un settore cruciale come quello della medicina di famiglia.

A partire dal 2 Aprile la nostra città ospiterà infatti ogni anno una classe di 26 studenti – che saranno quindi 78 complessivi alla fine dei 3 anni – futuri medici di famiglia.

La regione Emilia Romagna, responsabile di questa formazione post laurea, ha identificato Piacenza insieme ad altre cinque città (Reggio Emilia, Modena, Bologna, Cesena e Ferrara) per le attività didattiche seminariali e per quelle formative di natura pratica.

“Una scelta – ha evidenziato il direttore generale Ausl Luca Baldino nella mattinata del 29 marzo in occasione della presentazione del progetto – che ci rende molto orgogliosi. Metteremo a disposizione i nostri professionisti e le nostre unità operative, in ospedale e sul territorio, per far sì che i futuri medici di famiglia possano avere efficaci opportunità di apprendimento professionale”.

La presentazione del corso post laurea per medici di famiglia nella sala delle colonne

Il Corso triennale di formazione specifica in medicina generale è la tappa obbligatoria post laurea per intraprendere la professione di medico di famiglia per chi ha conseguito il titolo universitario dopo il 1991. Si tratta di un percorso impegnativo, strutturato su 3 anni, che prevede la frequenza obbligatoria.

“Nei 36 mesi di formazione – ha poi spiegato la dottoressa Anna Maria Andena, che sarà referente aziendale per il corso- i medici frequenteranno 4800 ore di attività, tra conferenze seminariali (1600) e tirocini di tipo pratico (3200)”. Le lezioni teoriche si svolgeranno nel campus del gruppo Credit Agricole Italia di via San Bartolomeo.

I contenuti riguardano la medicina, l’area materno infantile, l’ostetrica e la ginecologia, la medicina preventiva (consultori, igiene ambientale, medicina del lavoro, igiene e profilassi, etc.) l’attività medica guidata ambulatoriale e domiciliare e l’attività mirata all’acquisizione di tecniche diagnostico terapeutiche. I tutor Ausl sono già stati individuati e a maggio ne verranno reclutati altri, grazie all’avvio di un corso di formazione dedicato e rivolto ai medici ospedalieri e a quelli di famiglia.

Le attività didattiche di tipo pratico si svolgeranno negli ospedali di provincia, nelle sedi territoriali, tra cui le case della salute, e negli studi dei medici di famiglia. Quest’ultima parte di tirocinio è quella prevalente (1064 ore su 3200).

Dei 26 studenti pronti ad iniziare il corso circa la metà viene dal piacentino, ma sono presenti medici anche dal resto della Regione, da Rimini a Parma, e dal resto d’Italia.

Al termine del corso triennale di formazione specifica in medicina generale, i medici potranno iscriversi alle graduatorie per la copertura delle zone carenti del territorio. Il titolo conseguito – ha specificato Andena – offre anche l’opportunità di andare a lavorare all’estero.

Una possibilità che – leggendo tra le righe – il presidente dell’Ordine dei Medici di Piacenza Augusto Pagani non si augura, visto quanto affermato sulla situazione nazionale a livello di completezza di organico medico – sanitario: “In Italia, nonostante l’Emilia Romagna sia esempio virtuoso, vi è carenza di personale sanitario – ha commentato – In questo senso ci si augura che al termine dei 3 anni alcuni medici possano continuare a rimanere a lavorare sul territorio piacentino”.

“Bisogna però iniziare ad assumersi responsabilità a tutti i livelli – ha aggiunto – cercando di far presente che certe problematiche vanno affrontate: anche i pazienti devono iniziare a capire che se vi sono mancanze nei servizi le colpe non sono solo dei medici”.

Anche le istituzioni hanno voluto dimostrare la loro vicinanza al progetto, erano infatti presenti alla presentazione del corso di formazione il vicesindaco Elena Baio; Patrizia Calza, presidente Conferenza territoriale socio sanitaria e la consigliera provinciale Paola Galvani.

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