Ogni anno libri come lascito, Gossolengo intitola la biblioteca a Paolo Boiardi

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“Una persona comune portatrice di valori non comuni”. A due anni dalla prematura scomparsa, Gossolengo ricorda Paolo Boiardi, a cui è stata intitolata la biblioteca comunale.

Un luogo non casuale: Boiardi, da sempre appassionato lettore, pochi giorni prima di morire, aveva chiesto alla sorella e alla moglie di fare una cosa per lui: donare alla biblioteca, con una cifra che da lui appositamente accantonata e destinata, libri per un valore di 500 euro per ogni anno.

In tanti hanno partecipato alla cerimonia, alla presenza del sindaco Angelo Ghillani, nel corso della quale è stata scoperta dalla moglie Michela e dai due figli una targa con il suo nome.

La cerimonia di intitolazione della biblioteca di Gossolengo

Nato a Piacenza nel 1972, Boiardi si era trasferito all’età di tre anni a Gossolengo. Tecnico di cantiere molto stimato sul lavoro, già negli anni Novanta, chiamato dall’allora Assessore alla Cultura e amico Massimo Cassola (oggi Don Massimo), si era occupato di scegliere libri da acquistare per l’implementazione della Biblioteca Comunale.

Si interessa di storia locale antica, moderna e contemporanea, abbinando le letture ad itinerari e visite dei luoghi; donatore Avis, si iscrive all’A.N.P.I. e si appassiona di storia della Resistenza, esplora inoltre i classici della narrativa italiana apprezzando molto Calvino. Anche se ha poco tempo e trascorre periodi lontano da casa per motivi di lavoro, porta spesso i propri figli alla Biblioteca Giana Anguissola di Piacenza, dove il sabato si organizzano iniziative sulla lettura dedicate ai bambini.

La cerimonia di intitolazione della biblioteca di Gossolengo

Purtroppo, ad appena quarantatré anni, pieno di vitalità, di progetti e con due bambini da crescere, si ammala. Affronta i ventidue mesi di interventi, cure e terapie con grande forza, coraggio, con determinazione e lucidità, oltre che con tanta positività. Durante il periodo della malattia continua a leggere tanto: libri, quotidiani, periodici, fino a quando la malattia e la vista glielo consentono.

Racconta alla sorella di avere un “obiettivo”: predere in prestito libri in biblioteca e, in ordine alfabetico, partendo dalla lettera Z fino alla lettera A, individuare autori e leggere un libro per ogni lettera alfabetica (riferita al cognome dello scrittore): l’intento è quello di scoprire autori significativi e messaggi preziosi, soprattutto nell’ambito della letteratura straniera dei paesi del Nord Africa.

E poco prima di morire il gesto di generosità verso la biblioteca, e quindi nei confronti della collettività, fornendo personalmente istruzioni e consigli.

Come dice la moglie Michela, “Paolo era una persona comune portatrice di valori non comuni”.

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