“Conti del Comune in salute” Ok al rendiconto, ma la spesa torna a salire

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Il bilancio del Comune di Piacenza “gode di buona salute”.

Lo ha sottolineato l’assessore Paolo Passoni presentando il rendiconto 2018 – approvato dalla Commissione 1 con i voti di maggioranza e Gruppo Misto -, chiuso con avanzo complessivo di amministrazione, compresa la parte vincolata, di 35 milioni di euro.

“La parte disponibile che si può spendere – è entrato nel dettaglio Passoni – è di circa 8 milioni di euro, di cui circa 1,9 milioni destinati agli investimenti”.

“Abbiamo sufficiente liquidità presso la nostra tesoreria – ha evidenziato – e siamo soddisfatti. Oggi è prematuro dire dove andremo a intervenire, ma sicuramente l’avanzo di amministrazione sarà speso complessivamente per circa 8 milioni di euro in investimenti e opere pubbliche. Continueremo a spendere per strade, scuole ed edifici pubblici, tutto quello che abbiamo da spendere lo investiremo in opere pubbliche”.

In sintesi, – viene evidenziato dalla relazione sul documento – emerge che alla fine del 2018 il Comune di Piacenza presenta una situazione finanziaria e patrimoniale “di sufficiente solidità” caratterizzata “dall’assenza di squilibri e dalla presenza di un avanzo di amministrazione disponibile – al netto di accantonamenti e vincoli – di segno positivo pari ad € 6.396.633,66”.

ENTRATE – Le entrate nel 2018 evidenziano una “ripresa dopo la consistente flessione dell’anno precedente”.

Quelle di natura tributaria hanno registrato nel 2018 un incremento complessivo di circa 1 milione e 250 mila euro in più rispetto al 2017 “dovuto principalmente all’attività di accertamento per evasione/elusione dell’Imu a cui corrisponde un maggior accantonamento di spesa a FCDE per 800 mila euro, ed all’aumento dell’Imu ordinaria”.

Il principale tributo comunale è l’Imu, “complessivamente accertata per 28,1 milioni di euro”. Gli accertamenti dei trasferimenti correnti nel 2018 sono aumentati di circa 1 milione di euro rispetto al 2017 e riguardano entrate a specifica destinazione destinate al finanziamento di spese di parte corrente.

Si rilevano maggiori trasferimenti dallo Stato, “fra i quali si segnalano il fondo nazionale per le politiche sociali accertato per 1.181 migliaia di euro ed il fondo per il sistema integrato educazione ed istruzione accertato per 432 migliaia di euro”. I trasferimenti regionali si riferiscono principalmente a funzioni socio-assistenziali e hanno una minore consistenza.

SPESE – Dopo la diminuzione delle spese nel loro valore complessivo nel triennio 2015 – 2017, si assiste ad una ripresa nel 2018. In particolare le spese correnti aumentano di circa 2,5 milioni di euro (2,7%). L’incremento riguarda principalmente le spese correnti vincolate.

PERSONALE – Continua la diminuzione del personale alle dipendenze del Comune, che non si interrompe nel 2018: i dipendenti sono 610 contro i 627 dell’anno precdente.

TEMPI PAGAMENTO – Passoni ha poi sottolineato come i tempi pagamento dei fornitori siano inferiori di oltre sei giorni rispetto ai termini di legge.

CONTENZIOSO – Il contenzioso, secondo i più recenti aggiornamenti, al netto delle quote coperte da polizze assicurative e di oneri a carico di altri convenuti, comporta un valore ipotetico complessivo a carico dell’Ente di circa 7,9 milioni di euro.

“La partita più rilevante – è entrato nel dettaglio Passoni – riguarda la causa Soved – Donati (Ex Macello): il 6 febbraio scorso è stata emessa una sentenza di secondo grado, sfavorevole per il Comune, da cui discendono oneri a carico dello stesso per circa 4,2 milioni di euro. Al momento non è stata ottenuta la sospensione della sentenza”.

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Conseguentemente il Fondo contenzioso deve essere rimpinguato per fronteggiare oneri eventualmente derivati da altre sentenze. Occorre anche tenere conto che, oltre a quello dell’ex Macello, spicca un contenzioso a fronte del diniego comunale di rimborsi ICI, che in caso di sentenza sfavorevole potrebbe comportare un onere per circa 3,3 milioni di euro”.

“Evidentemente, rispetto ad una distribuzione meno concentrata dei costi in esito alle vertenze, la necessità di accantonamento aumenta, in quanto, nel caso si verificassero esiti sfavorevoli all’Ente, occorre assicurare finanziamenti unitari di notevole consistenza”.

“Risulta quindi appropriato – ha concluso Passoni – secondo criteri di prudente valutazione, definire un fondo contenzioso nell’importo di 7 milioni e 700mila euro. Si è anche considerato che nel bilancio di previsione 2019-2021 non sono stati operati stanziamenti riguardanti il fondo rischi per spese legali”.

LA DISCUSSIONE – “Dovreste chiedere scusa ai cittadini ai quali avevate detto che non c’erano i soldi per fare le cose – ha attaccato Massimo Trespidi (Liberi) -, il vero problema non è che non ci sono i soldi ma che non si riescono a spendere”. Trespidi non ha poi partecipato al voto, al pari di Roberto Colla (Piacenza Più).

“Personalmente non ho mai detto che il Comune non ha soldi – la replica di Passoni -, ma ho sempre affermato che i conti sono in ordine. E’ evidente come il compito di un assessore sia quello di trovare i soldi per fare delle cose, poi è chiaro che questi soldi vanno spesi bene e per me spendere bene significa opere pubbliche”.

Antonio Levoni (Liberali), annunciando il suo voto favorevole, è tornato sulla questione Iren che ha recentemente portato ad una frizione con la maggioranza: “Penso che entro la fine di quest’anno non riusciremo a vendere le azioni, ne sono quasi certo, e sono certo che se ne avremo bisogno dovremo predisporre una nuova delibera da fare approvare al consiglio. Per questo avevamo chiesto di approfondire la questione”.

“Mi auguro davvero che nella scelta tra utilizzare le risorse dell’avanzo e la vendita delle azioni Iren si utilizzi l’avanzo – ha aggiunto Luigi Rabuffi (Pc in Comune), che si è astenuto -. Iren quest’anno ha aumentato il dividendo del 20% rispetto all’anno precedente“.

Commissione speciale ambiente – Bocciata invece dalla Commissione la proposta, presentata dai consiglieri Pd, di costituire una Commissione Speciale “Ambiente Piacenza 2020”.

“La volontà – aveva spiegato Christian Fiazza illustrando la proposta – è creare uno strumento a tempo che abbia lo scopo di affrontare alcune tematiche relative all’ambiente, in particolare quella della gestione del traffico veicolare”. Il tutto per fornire un contributo che possa essere “elemento di valutazione e discussione per l’amministrazione nel momento in cui si realizza il piano per mobilità sostenibile”.

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