Forza Italia contro la rimozione dell’aereo alla Cattolica: “Si cancella la storia”

Diventa un caso politico la rimozione dell’aereo Caccia F-104 dall’area verde interna dell’Università Cattolica di Piacenza.

Una decisione spiegata così sulle colonne del “Corriere della Sera” dal rettore Franco Anelli: “È una decisione presa dai colleghi del consiglio di facoltà perché hanno ritenuto che non si cogliesse più il valore rappresentativo del monumento per l’università, visto che non siamo un ateneo tecnologico. Né la sua relazione con Piacenza”.

L’aereo era stato collocato nel 2011 nel giardino dell’ateneo dall’ex direttore di sede Libero Ranelli e pare che la scelta di rimuoverlo sia legata anche alle esigenze di ampliamento degli edifici della sede piacentina.

A criticare la decisione della direzione di sede (anche se non si conoscono i tempi e le modalità di attuazione del trasferimento) il senatore di Forza Italia Enrico Aimi.

Ecco la nota stampa – Rimuovere dal giardino dell’Università Cattolica di Piacenza il caccia F-104, a ricordo della passione per il volo di padre Agostino Gemelli, è l’ennesimo tentativo di cancellare la nostra storia, la nostra identità, a causa dei soliti retaggi ideologici di cui, evidentemente, certi “pensatori” non riescono a liberarsi.

Lo dichiara con una nota stampa Enrico Aimi, senatore e capogruppo in Commissione Affari Esteri per Forza Italia.

La scelta del Professor Balordi, direttore della sede di Piacenza della Cattolica, appare illogica, probabilmente ‘di comodo’, fatta più ‘per quieto vivere’, forse perché sarebbe stato troppo impegnativo spiegare il reale impiego dell’F-104 che nasce, essenzialmente, come sistema di difesa e non di attacco. Ma, ad ogni modo, si tratta di un’offesa anche alle nostre Forze Armate.

Vogliamo vergognarci di quello che siamo? Vogliamo dimenticare perfino che Piacenza è stata sede, fino al 2016, del glorioso 50esimo stormo caccia? Senza chiedere aiuto alla sociologia, verrebbe da chiedersi cosa alberghi nella testa del professor Balordi. Ed è triste, surreale, che certe scelte avvengano in ambienti universitari dove la capacità di sintesi, di critica, di pensiero, e non certo ‘a senso unico’, dovrebbe essere la normalità.

Stupisce, insomma, che ci si arrenda a pensieri così semplicistici e si scelga di rimuovere un caccia F-104 perché, altrettanto semplicisticamente, qualcuno ritiene che “richiami la guerra”, dimenticando le migliaia di missioni di pace compiute in tutto il mondo dal nostro Esercito.

A volte bisogna guardare in faccia anche la realtà e comprendere che, come stabilisce la Costituzione (richiamata a volte solo ad intermittenza), la difesa della Patria è sacra. Siamo alle solite, evidentemente l’utopia genera pensieri bizzarri: ieri erano il disarmo della Polizia e il vilipendio di ogni divisa, oggi nel mirino ci sono i simboli delle nostre Forze Armate alle quali, viceversa, dovremmo tutti essere grati per l’impegno e il tributo di sangue versato per la pace e la nostra sicurezza.

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