“Ogni generazione ha la sua Resistenza, oggi si chiama nuova Europa” foto

“Ai più giovani dobbiamo dire che i concetti di patria, popolo ed Europa non sono contrapposti, lo sostenevano i partigiani che liberarono i paesi del nostro continente nel nome dell’internazionalismo. Ogni generazione ha la sua Resistenza da fare, quella di oggi deve combattere per il futuro e per l’ambiente, e anche per rifare l’Europa”.

Lo ha detto Marco Damilano, direttore de “L’Espresso” che ha partecipato all’iniziativa voluta dal Partito Democratico di Piacenza “La notte prima della libertà”. Il riferimento è alla vigilia del 25 aprile, ma anche alla necessità di attualizzare i valori che ispirarono i giovani che lottarono per la Liberazione 74 anni fa.

Marco Damilano a Piacenza

Un incontro molto partecipato nella chiesetta della cooperativa sociale “Il Germoglio”, con il direttore Damilano che ha risposto alle sollecitazioni di tre giovani, Rafael, Filippo e Micaela sui temi della scuola, dell’ambiente e dell’Europa.

Dopo l’introduzione del segretario provinciale del Pd Silvio Bisotti, a portare il suo saluto la vice segretaria nazionale del partito Paola De Micheli. “Abbiamo la preoccupazione che questo 25 aprile sia diverso dagli altri, quando la memoria era qualcosa di attivo con un impegno diffuso. Percepiamo invece oggi una indifferenza verso alcuni dei valori fondanti della nostra società”.

“Oggi il tema della libertà non può essere separato dalla questione femminile – ha sottolineato – perché sta passando nel senso comune, anche in maniera surrettizia, che alcune conquiste delle donne, alcuni diritti possano essere messi in discussione”.

“Il nostro futuro non è un destino già scritto – ha concluso – ma è un progetto al quale siamo tutti chiamati a lavorare ogni giorno”.

Marco Damilano a Piacenza

Poi la parola è passata a Damilano. “Non mi è mai capitato di parlare del 25 aprile, ma tutti noi abbiamo la necessità di attraversare questa data fondativa della nostra nazione consapevoli del suo significato. Di recente abbiamo chiesto ai nostri lettori di coniugare nel 2019 una parola antifascista, ne sono uscite parole nuove come leggerezza, educazione, rispetto. Parole che un tempo non avrebbero avuto un connotato politico, ma che sono diventate tali”.

“Lo scrittore Elias Canetti raccontava, per descrivere i totalitarismi del ‘900, la scena della muta, qualcuno che indica la preda e parte la caccia. Questo è il meccanismo che oggi quasi quotidianamente scatta sui social. Io credo che ogni generazione debba fare la sua resistenza. Abbiamo dietro un ventennio nel quale non abbiamo avuto un regime, ma durante il quale siamo stati diseducati con il messaggio ‘la politica è una cosa sporca’. Ma delegittimando la politica è stata delegittimata anche la democrazia. Noi abbiamo una responsabilità in più quella educativa, non dobbiamo fare più l’errore di pensare che la democrazia sia un fatto acquisito. È un processo, è una tensione, è qualcosa da conquistare ogni giorno”.

Marco Damilano a Piacenza

E sul movimento Fridays for future, Damilano ha detto: “E’ un movimento di ragazzi e ragazze che non si batte per un interesse immediato, a differenza di altri movimenti del passato, ma si batte per il futuro. Questa è una lezione enorme per la politica di questo tempo che è corrosa da obiettivi immediati e istantanei. È un messaggio fortemente simbolico”.

E infine la riflessione sull’Europa. “Anche il processo di integrazione europea è stato dato per irreversibile e acquisito. Invece questo cammino si è rivelato assai più accidentato e difficile. Non si può difendere lo status quo dell’Europa, che va cambiata. Ma come? Prima di tutto occorre restituire rappresentanza democratica. Che significa maggiore potere al parlamento, maggior potere ai cittadini”.

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