Meno disoccupati ma più inattivi. Stipendi al palo, crescono solo per i dirigenti

Piacenza, diminuiscono i disoccupati e crescono le esportazioni. Ma la popolazione è sempre più vecchia e i precari sono in aumento.

E’ quanto emerge dall’“Osservatorio sull’Economia e il Lavoro in provincia di Piacenza” curato da Marco Marrone di Ires Emilia Romagna e commissionato da Cgil Piacenza, giunto alla sua decima edizione con un quadro sfaccettato e complesso del mondo produttivo e di quello del lavoro piacentino.

Dopo le prime anticipazioni di ieri, domenica 14 aprile, nella mattinata del 15 aprile è stato presentato il rapporto completo da Gianluca Zilocchi, segretario Cgil Piacenza e da Giuliano Guietti, presidente Ires Emilia Romagna.

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“Rispetto all’andamento dell’economia del nostro territorio – ha commentato Zilocchi – escono dati che ci preoccupano e non ci lasciano per nulla tranquilli, confermando le tendenze registrate in questi anni che raccontano di un territorio sempre più in difficoltà e vuotato di capacità interna di rispondere alla crisi e ai fabbisogni dei cittadini, dei lavoratori e dei pensionati”.

“I dati confermano quindi la necessità di chiedere con sempre più forza alla politica del nostro territorio di affrontare a viso aperto questi problemi e queste sfide – ha proseguito -, non possiamo assolutamente puntare solo su quelle poche imprese che si sono riuscite ad accaparrare fette di mercato importanti con l’estero e che quindi hanno fatto dell’esportazione valore aggiunto”.

“Dobbiamo invece creare un’opportunità per questo territorio di ripensarsi per i prossimi 15-20 anni, mettendo al centro il tema dello sviluppo per capire se una nostra vocazione manifatturiera – che per anni ha portato Piacenza ad essere tra le realtà più avanzate in termini di crescita e di valore aggiunto prodotto – si può ripensare come nuova sfida per i prossimi anni; o se invece Piacenza diventerà un satellite di altre realtà – spesso extra- regionali – che attraggono sempre di più forza lavoro fuori dalla città”.

“Stiamo lavorando anche con Cisl e Uil per chiedere all’amministrazione una svolta radicale nelle politiche del lavoro – ha concluso il segretario Cgil – non vediamo infatti ne progetti di lunga durata, ne di sviluppo”.

CRESCE L’OCCUPAZIONE, MA RIMANGONO DELLE OMBRE – Entrando nel dettaglio dell’Osservatorio, un dato interessante è quello che interessa la crescita dell’occupazione sul nostro territorio.

Come mostrato da Guietti “l’andamento del mercato del lavoro nel corso dell’ultimo biennio presenta una crescita occupazionale che nasconde però numerose ombre. Anzitutto una sua concentrazione nelle classi di età più avanzate (over 64 anni), sollecitato dalle politiche degli ultimi anni e da un generale invecchiamento della popolazione sul territorio”.

“In secondo luogo come mostrato in particolare dai dati di flusso, da una sempre maggior precarizzazione dei rapporti di lavoro che vedono una sempre maggior perdita di centralità del tempo indeterminato. Si tratta, dunque, di complessità che ci costringono a relativizzare il dato della crescita occupazionale che appare inevitabilmente condizionato nella sua qualità”.

Lavoratori più anziani, dunque, e con rapporti di lavoro sempre più instabili e con prospettive incerte. Un altro dato che emerge dal rapporto e che contribuisce a gettare ulteriori ombre sulla situazione lavorativa a Piacenza è quello sugli inattivi, ovvero le persone che non fanno parte delle forze di lavoro, quindi ne lavorano, ne sono in cerca di un’occupazione (a differenza dei disoccupati).

Se infatti nel corso del 2018 sono stati registrati oltre mille occupati in più (pari a una crescita dello 0,9% rispetto all’anno precedente) – che come detto però si riferiscono alla fascia di persone con età superiore ai 64 anni, mentre invece tra i 15 e i 64 anni si è verificata una lieve flessione – e al contempo sono calati i disoccupati – passati dal 4,6%  della popolazione del territorio del 2017 al 4,2% del 2018 – sono nettamente aumentati gli inattivi (sono compresi anche gli studenti), che sono passati al 26,6% dei piacentini nel 2018, quando l’anno prima erano invece il 26%.

Se ne può dedurre che in molti hanno definitivamente abbandonato l’idea di cercare un lavoro, oppure hanno raggiunto una condizione economica tale per cui non necessitano un’occupazione.

E GLI STIPENDI? AUMENTANO SOLO I DIRIGENTI – Un altro dato significativo del report riguarda gli stipendi e la loro variazione: mentre la retribuzione media pro capite cresce poco per operai (0,25%) e impiegati (0,19%), per quadri e dirigenti cresce del 1,28% e 4,97%, mentre gli apprendisti vedono un decremento di tale valore di oltre 1%.

ESPORTAZIONI SOPRA LA MEDIA REGIONALE – Altro dato significativo è quello relativo alle esportazioni, dove Piacenza si colloca nell’ultimo triennio sopra la media regionale. Il 2016 ha fatto registrare una crescita del 7,8% rispetto all’anno precedente, solo parzialmente confermata nel corso del 2017 dove viene invece registrato un incremento limitato al 3,2% rispetto all’anno precedente, ma che torna ad alti livelli con una crescita stimata a circa il 20% nel solo corso del 2018.

Molto più contenuti sono invece i dati della media regionale, che presenta un incremento del 1,5% nel corso del 2016, e stime di una crescita del 6,9% per il 2017 e del 5,7% per il 2018.

I settori che crescono maggiormente sono quello alimentare (61,3%), il legno (41,1%) l’abbigliamento (38,6%) e la pelle (31,7%). Bene anche l”Industria chimica (27,5%) la  carta (27,5%) i BeniMobili (7,8%), computer e apparecchiature biomedicali (16,6%), altre apparecchiature elettroniche (10,7%), veicoli (8%), altri mezzi di trasposto (23%).

Decrescono invece i macchinari e apparecchiature nca (- 0,6%) unica lieve flessione, anche se si tratta del settore più significativo in termini di valore assoluto delle esportazioni. Le esportazioni sono dirette principalmente verso L’Unione Europea, ma cresce sempre di più anche il mercato asiatico.

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