“Militari, sacerdoti, stranieri: celebriamo la varietà della Resistenza piacentina” fotogallery video

Piacenza festeggia il 74esimo anniversario della Liberazione.

Con il tradizionale corteo delle istituzioni e dei cittadini da piazzale Genova fino a Piazza Cavalli e le orazioni ufficiali del sindaco Patrizia Barbieri e del direttore dell’Istituto Ferruccio Parri Mirco Carrattieri. Tanta la gente in piazza e applausi per tutti i relatori. Pochi i fischi e isolate le contestazioni della parte più politicizzata del corteo.

Qualche momento di tensione si è registrato a metà di Corso Vittorio Emanuele, quando le forze dell’ordine hanno rallentato e poi scortato la componente di estrema sinistra fino in piazza, dove tuttavia tutti manifestanti sono arrivati senza problemi.

Discorso apprezzato quello del sindaco Barbieri, che citato alcune figure di partigiani a cui l’amministrazione ha reso omaggio. Significativo il riferimento – per lei avvocato – alle importanti figure di avvocati che parteciparono alla lotta di Liberazione, ai quali due anni fa è stata dedicata una targa in Tribunale.

“I valori della convivenza civile messi a dura prova ancora oggi – ha affermato il sindaco di Piacenza – possono rivivere se non facciamo concessioni agli opportunismi ideologici e alle visioni totalitarie. Nelle testimonianze ad esempio di Renato Gatti e Carlo Alberici, i due giovani caduti a cui è dedicata la lapide partigiana in piazzale Veleia e che il Comune ha voluto conservare dopo i lavori di riqualificazione”.

“Voglio ricordare i 18 avvocati piacentini che lottarono per la libertà, tra questi Grandi, “Selva”, Daveri, Minoia, Trabacchi, e il sacrificio del giovane parroco Don Giuseppe Borea”. E non è mancato un riferimento alla Costituzione, “frutto dell’unione di culture politiche diverse”.

La locuzione ufficiale è toccata a Mirco Carrattieri, storico e direttore dell’Istituto Ferruccio Parri. Reggiano ha ricordato le somiglianze della Resistenza piacentina con il movimento che ha combattuto sulle sue montagne.

“La Resistenza piacentina è stata molto importante, con l’assegnazione della Medaglia d’Oro. E tuttavia non ha avuto il riconoscimento storiografico che le spetta. Le bande che la animano sono caratterizzate da una straordinaria varietà: militari, sacerdoti, tanti non piacentini e anche comandanti stranieri”.

Tra citazioni di Calamandrei, Parri, Moro, ha rimarcato la necessità di “continuare a studiare la storia”. “Dobbiamo andare fieri della Resistenza – ha affermato – senza chinare gli occhi, perché ha insegnato a ribellarsi, a scegliere e a sperare, anche nella notte più nera”.

Ecco un passaggio del suo discorso in video.

Nel corteo e in piazza erano presenti tutte le autorità, oltre al sindaco Patrizia Barbieri, la vice segretaria del Partito Democratico, la parlamentare piacentina Paola De Micheli, l’assessore alla sicurezza Luca Zandonella, il prefetto Maurizio Falco, il questore Pietro Ostuni, il comandante dei carabinieri Michele Piras, e diversi sindaci.

Dopo la parte istituzionale le autorità si sono recate a messa nella vicina chiesa di San Francesco. In piazza non potevano mancare le “100 chitarre” condotte da Giovanni Castagnetti che hanno contagiato nel canto di “Bella Ciao” tanti dei presenti.

VIDEO – LE “100 CHITARRE” IN PIAZZA

L’Anpi ha comunicato che invece è stato annullato il concerto serale a causa del previsto maltempo. Confermato invece il programma pomeridiano sotto ai portici.

Al termine della Cerimonia ufficiale
Cento Chitarre, Mille voci per la Resistenza

Ore 15.30
Marcia della Liberazione, sesta edizione della camminata tra i cippi della memoria con partenza dal Palazzo del Governatore e rientro previsto alle 17 in piazza Cavalli su un percorso di circa 5 km. Partecipazione libera.
A cura di Spi Cgil e Associazione Nuovi viaggiatori Cisl Piacenza

dalle 16
Attività culturali, concerti con musiche e canti popolari e tradizionali con servizio di ristoro.
Voci della Resistenza, filmato a cura di Gianni Cravedi e Maria Vittoria Gazzola presso lo stand Anpi.

ore 16
Animazione per bambini: lettura animata ispirata al racconto “La bambola brutta” di Renata Viganò e laboratorio, a cura dell’Associazione di Promozione Sociale “Il pane d’oro”

ore 17.15
Canti popolari, del lavoro e della Resistenza con Erica Opizzi, Antonio e Teresa Amodeo

ore 18.15
Percorsi Ribelli. Resistenza 4.0 in Val Trebbia: APP con geofencing e beacon in tecnologia bluetooth per la mappatura di luoghi e monumenti della Resistenza in Val Trebbia, a cura del Comune e Centro Lettura di Rivergaro, con la collaborazione di ANPI

IL DISCORSO DEL SINDACO BARBIERICare piacentine e cari piacentini,

il 25 aprile di 74 anni fa, un popolo si riversava in piazza per celebrare la Liberazione. Erano donne e uomini, giovani e meno giovani uniti dall’amore per la vita, dal profondo bisogno di pace e democrazia, accomunati – al di là di ogni differenza di classe sociale, cultura o storia personale – da una comune speranza di libertà.

Oggi è per me motivo di particolare orgoglio poter ricordare e celebrare in quella stessa piazza, insieme a questo popolo, insieme a voi, quella storica giornata e, soprattutto ricordare il cammino, segnato da ferite anche mortali e dal sacrificio estremo di donne e uomini, che ha condotto a vivere quella giornata di 74 anni fa, ma soprattutto a riaffermare i valori di pace, democrazia e libertà.

E’ lo stesso sacrificio che ha unito altre generazioni di italiani; i tanti eroi del Risorgimento, che sotto la bandiera forte del concetto di Nazione Unita imbracciarono le armi per difendere la nostra Patria. O le schiere dei militari italiani che per garantire a questo Tricolore di poter sventolare libero sui pennoni, persero la vita nelle trincee sui nostri confini nazionali o in lande straniere sperdute e lontane.

Generazioni unite nei valori che dovrebbero essere l’essenza di una società civile e di una civile convivenza, ma che troppo spesso vengono messi a dura prova dalla prevaricazione, dalla sopraffazione, dalla violenza non solo fisica degli uni verso gli altri. Per questo motivo, il nostro impegno, oggi, come in ogni giorno del nostro cammino di vita, è quello di rinnovare dentro di noi quei valori, che possono rimanere eterni solo nel momento in cui riusciamo a comprenderne appieno la forza dirompente e a trasmetterla agli altri e alle giovani generazioni.

Per questo è giusto e doveroso serbare la memoria di quegli esempi di alto e nobile sacrificio; una memoria che è tanto più condivisa quanto più quegli esempi sono conosciuti e approfonditi, senza concessioni alle derive dell’opportunismo ideologico o al totalitarismo di pensiero.

Dobbiamo tenere la nostra storia libera dai carichi dell’ideologia, per poterne comprendere appieno l’esemplare valore e l’insegnamento che dalla stessa ci viene tramandato. Solo tutelando l’integrità storica e i suoi esempi potremo riconoscere in essi i valori su cui si costruisce l’identità di un popolo. E l’identità di un popolo è, per sua stessa definizione, condivisa.

La memoria dei giorni della lotta di Liberazione rivive ogni anno in questa solenne celebrazione, ma ancora di più nelle testimonianze e nei simboli che si tramandano giorno dopo giorno, anno dopo anno, fino a oggi.

Quello che dobbiamo chiederci, oggi, è se anche noi sappiamo condividere e tramandare agli altri quegli ideali di libertà assoluta che animavano esempi quali Renato Gatti e Carlo Alberici, giovani piacentini che trovarono la morte solo alcuni giorni prima di quei giorni di festa. Giovani animati, insieme a tanti altri coetanei, dalla passione per la libertà e il cui sacrificio il Comune di Piacenza, con voto unanime, ha voluto mantenere vivo nel luogo in cui persero la vita, in Piazzale Velleja, attraverso quella lapide di marmo che non è solo riconoscimento al loro sacrificio ma è monito perché lo stesso sacrificio non sia stato vano.

Come da monito e insegnamento risuona l’esempio di 18 avvocati partigiani piacentini delle più varie estrazioni culturali e sociali, a testimonianza di un’unione di azione e di intenzione nata all’insegna di valori più alti, quali quelli della libertà e della pace: dal liberale Gaetano Grandi al Comandante Selva (Wladimiro Bersani), dall’ex sindaco Felice Trabacchi all’ex Prefetto Vittorio Minoja, a tutti gli altri “eroi in toga”, come vennero ricordati il giorno dell’inaugurazione della targa presso il Tribunale di Piacenza due anni fa. Diciotto piacentini, diciotto nomi di piacentini scolpiti nel marmo che, da avvocato, da sindaco, da piacentina, rappresentano il sacrificio, la risolutezza e il coraggio di chi ci ha permesso di essere qui, oggi, donne e uomini, italiani e piacentini liberi.

O, ancora, l’esempio di Don Giuseppe Borea, cappellano dei partigiani, ma capace di abbracciare indistintamente il prossimo in nome degli ideali di pace e giustizia.

Nel periodo storico nel quale ci troviamo a vivere, contraddistinto dagli strascichi di una profonda crisi economica, dalle difficoltà occupazionali e dall’incertezza sull’avvenire dei nostri giovani, a Piacenza, come nel resto d’Italia, i valori della Liberazione, la tenacia, l’orgoglio e la determinazione, la volontà di chi ha combattuto in nome di quei valori, devono essere il più grande incentivo, la forza e la spinta più concreta per costruire le basi del nostro futuro e di quello dei nostri figli.

Oggi come allora abbiamo bisogno del coraggio. Oggi come allora dobbiamo guardare avanti con fiducia, per non dimenticare il passato, per difendere l’Italia e la Repubblica italiana che della Resistenza è figlia, i suoi simboli, la Bandiera, la Costituzione e la nostra Libertà. Nelle poche e chiare parole del primo articolo della Carta Costituzionale si sono unite culture diverse, marxista, liberale, cattolica. Ciò è stato possibile in nome di ideali più elevati, che sono quelli della Libertà e della Pace, che sono quelli dell’amore per la nostra Patria e per la Democrazia.

Occorre resistere alle spinte contingenti dei fatti e conservare i valori fondanti della nostra convivenza civile. E’ un impegno che dobbiamo a noi, ma soprattutto ai nostri giovani perché celebrino ogni giorno il valore della libertà.

Buon 25 aprile, Piacenza! Buona festa degli italiani.

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