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Montagna sempre più spopolata, Travo il comune che cresce di più

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Montagna sempre più spopolata a vantaggio della città e anche di alcuni comuni della fascia collinare: basti pensare che in provincia di Piacenza a Travo si è registrato il maggior incremento demografico degli ultimi anni.

Lo dicono gli ultimi dati Istat sulla popolazione, che mostrano una grande striscia che corre lungo l’Appennino (anche quello piacentino) – e poi giù fino alla Calabria e alle isole – di comuni dove oggi vivono meno persone che nel 2012.

Un calo compensato dalla crescita di popolazione nei centri urbani, in particolare quelli più grandi: solo a Roma per esempio abita il 10% delle persone in più rispetto a sei anni prima.

Il confronto tra il 2012 e il 2018 – nella mappa interattiva di Infodata de “IlSole24Ore” – indica che in provincia di Piacenza è continuata senza tregua l’emorragia di residenti nei comuni della montagna: Cerignale è primo per saldo negativo con un meno 20,6 %, e poi seguono Farini (meno 17,8), Zerba (15,4), Ferriere (12,6), Ottone e Corte Brugnatella (12,4).

Più articolato il quadro geografico in collina e pianura, con comuni che crescono e altri che sono assai meno attrattivi, altri che perdono abitanti.

A Travo il maggior incremento demografico dal 2012 al 2018 con un più 6,4 %, poi c’è Gragnano con più 5 %, mentre nel capoluogo Piacenza il saldo è positivo per un 2,9 %. Ci sono poi comuni della pianura che vedono una contrazione dei residenti, come S. Pietro in Cerro con meno 10,5 %, Castelvetro con meno 4,4 e Sarmato con meno 2,5.

LA MAPPA INTERATTIVA

A partire dal 2015 il numero di italiani nel suo complesso risulta in calo, nel 2018 ce ne sono circa 300mila meno del 2012. Altro dato rivelatore dell’anzianità dei piacentini è l’indice di vecchiaia, pari al 196. Siamo terzi in Emilia Romagna superati solo da Ferrara e Ravenna.

L’indice di vecchiaia è un indicatore statistico dinamico usato nella statistica demografica per descrivere il peso della popolazione anziana in una determinata popolazione. Stimando il grado di invecchiamento di una popolazione. Esso si definisce come il rapporto di coesistenza tra la popolazione anziana (65 anni e oltre) e la popolazione più giovane (0-14 anni). I valori superiori a 100 indicano una maggiore presenza di soggetti anziani rispetto ai giovanissimi.

È un indicatore abbastanza grossolano ma efficace, poiché nell’invecchiamento di una popolazione si ha generalmente un aumento del numero di anziani e contemporaneamente una diminuzione del numero dei soggetti più giovani, ed in questo modo numeratore e denominatore variano in senso opposto esaltando l’effetto dell’invecchiamento della popolazione.

Rispetto al 2002 l’indice di vecchiaia cresce parecchio ovunque in Italia, con l’unica eccezione dell’Emilia-Romagna. La Liguria era allora e resta ancora oggi l’area dove vive il maggior numero di over 65 e pochissimi ragazzi fino a 14 anni.

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