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Oltre 250 segnalazioni con l’app “salvavita” “Così interventi più capillari”

Quando si verifica un arresto cardiaco il tempo è un fattore determinante. Per questo la Regione Emilia Romagna ha lanciato dall’anno scorso un’app che permette di ridurre sempre più i tempi d’intervento, coinvolgendo soccorsi, forze dell’ordine, ma anche normali cittadini.

L’applicazione si chiama “Dae RespondEr” – scaricabile sia su sistemi Android che su Apple – e per favorirne una diffusione ed un uso maggiore nella mattinata del 18 aprile sono state presentate alcune iniziative che vedranno protagonisti in sinergia 118 Emergenza Urgenza dell’Azienda Usl di Piacenza e Progetto Vita.

app 118 smartphone

Nei prossimi giorni saranno infatti attivati i 5 tablet donati dall’associazione alle centrali delle forze di polizia del territorio e vigili del fuoco: gli strumenti permetteranno un ulteriore miglioramento del sistema, già esistente da anni, di allerta contemporanea delle pattuglie contestualmente alle ambulanze in caso di sospetto arresto cardiaco (codice blu nato a Piacenza nel 1999).

Inoltre, nell’ambito della Placentia Half Marathon, per celebrare i 21 anni di Progetto Vita, a ogni chilometro della gara sarà attivata una postazione con defibrillatore e un istruttore dell’associazione per sensibilizzare gli spettatori sull’utilizzo del defibrillatore e dell’applicazione regionale “Dae RespondEr”.

Sul territorio piacentino sono stati censiti ad oggi 799 defibrillatori – tuttavia se ne stimano più di 900 effettivi – di cui il 44% nel solo Comune di Piacenza e il restante 56% distribuiti su tutta la provincia.

“Piacenza è la provincia più cardioprotetta d’Europa, con un defibrillatore in media ogni 290 abitanti – ha commentato Luca Baldino, direttore generale Ausl Piacenza -. Non basta però avere defibrillatori, nè avere persone formate, ci vuole infatti una organizzazione che li renda veramente fruibili”.

“Si tratta di qualcosa che consente di essere assolutamente capillari negli interventi – ha poi spiegato – Con questa app il 118 può avvisare i cittadini che sono nelle vicinanze di un eventuale arresto cardiaco, indicando il defibrillatore più vicino e quindi chiedendo se vogliono e possono intervenire”.

Uno strumento che nell’ultimo anno e mezzo ha già portato i primi risultati, come raccontato da Stefano Nani, coordinatore del Servizio di emergenza territoriale 118 della Usl di Piacenza. “Nel 2018, su 190 situazioni d’emergenza registrate, l’app ha accettato 26 volte l’attivazione e 5 volte normali cittadini sono effettivamente arrivati sul luogo dell’evento prima del mezzo sanitario. Nei primi mesi del 2019, invece, su 62 eventi segnalati ne sono stati accettati 8 e in 3 casi si è arrivati sul posto prima dei mezzi sanitari”.

“Questo strumento ha un obiettivo altissimo, ovvero salvare una vita – ha aggiunto Nani – Qualsiasi cittadino può rendersi disponibile in caso di necessità ad intervenire: il tempo in questi casi è infatti determinante. Oltre ad accorciare i tempi, inoltre, quest’app permette anche di geolocalizzare con precisione il luogo dell’arresto cardiaco, facilitando l’arrivo dell’ambulanza”.

“Un’innovazione positiva, che può salvare una vita – ha quindi sottoscritto Daniela Aschieri, presidente Progetto Vita Onlus – sarebbe bello se entro fine anno almeno in mille persone avranno scaricato l’app”.

“La tecnologia quando viene semplificata e messa al servizio dell’uomo ritrova il suo aspetto umano – questa la chiosa del prefetto Maurizio Falco –  Il mantice di tutto questo è il coraggio”.

Tra i presenti il questore Pietro Ostuni, il comandante provinciale dei carabinieri Michele Piras, il comandante della Polizia Municipale Giorgio Benvenuti e Massimiliano Clini del comando dei vigili del fuoco.

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