Una Piacenza sempre più “vecchia”. Tiene l’industria, crescono i precari

Una Piacenza sempre più “vecchia”, che sta subendo una “trasformazione del tessuto industriale”, con sempre più contratti precari e dei timidi segnali di crescita nel campo del “valore aggiunto” prodotto.

E’ quanto emerge dall’“Osservatorio sull’Economia e il Lavoro in provincia di Piacenza”, a firma dei ricercatori di Ires e commissionato da Cgil Piacenza, giunto alla sua decima edizione con un quadro sfaccettato e complesso del mondo produttivo e di quello del lavoro piacentino.

La ricerca, a firma di Marco Marrone e coordinata da Giuliano Guietti, dell’Istituto di ricerche economiche e sociale IRES Cgil di Bologna), verrà presentata e commentata lunedì nel corso di un incontro in programma alla Camera del Lavoro di Piacenza. Ne anticipiamo alcuni passaggi.

“Nonostante la battuta d’arresto del calo demografico registrato negli ultimi anni – si legge nel testo -, l’invecchiamento della popolazione piacentina, già colto nei precedenti osservatori, continua a farsi strada”.

“Diminuiscono infatti tutte le classi di età comprese tra i 30 e i 50 anni, ossia la maggior parte degli individui in età attiva, mentre cresce in maniera significativa la popolazione oltre i 50 anni. Fanno così registrare incrementi significativi tutti gli indici di invecchiamento, sottolineando il prendere forma di una difficoltà strutturale nel sostenere i costi del welfare”.

“L’andamento congiunturale invece evidenzia, a fronte di una difficoltà dei settori che si basano sulla domanda interna come ad esempio il commercio, un buon andamento dell’industria in senso stretto, che si trova a beneficiare anche di una crescita delle esportazioni particolarmente positiva per il territorio piacentino, che fa registrare percentuali superiori alla media regionale.

Per quanto riguarda la demografia d’impresa, viene invece sottolineato “il consolidarsi di un processo di distruzione del numero di imprese operanti, che segnala una trasformazione in corso del tessuto industriale”. Tendenza confermata “da una maggiore tenuta dell’industria a discapito dei servizi, ma anche da performance migliori registrate per le società di capitale a discapito delle altre tipologie di impresa”.

Sull’andamento occupazionale la ricerca, sulla base dai dati di flusso in entrata e in uscita, segnala una crescita degli avviamenti concentrata anche in questo caso nelle fasce di età più avanzate, con la tendenza anche nel territorio piacentino a ridimensionare il ruolo del contratto a tempo indeterminato.

Infine, un’ulteriore problematica dell’occupazione nella provincia di Piacenza è rappresentata “dall’andamento delle retribuzioni che vede concentrare l’incremento del salario medio pro capite in particolare tra quadri e dirigenti, a discapito di operai, impiegati e apprendisti”.

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