Protesta Gls, il Prefetto Falco: “C’è chi esercita la propria identità solo col conflitto” foto

“Mi dispiace che l’incontro convocato oggi per affrontare il tema del futuro dell’insediamento di Gls sul territorio piacentino sarà ancora disertato”.

Lo ha detto il prefetto di Piacenza Maurizio Falco, intervenuto sulla situazione di stallo in cui si trova la protesta dei facchini del sindacato Usb sul tetto dello stabilimento Gls.

Da parte dell’azienda non sono arrivati segnali di apertura finora, nè tantomeno gli operai hanno intenzione di interrompere la protesta. Il timore è che – nel perdurare del muro contro muro – possa allargarsi la mobilitazione. La situazione è resa ancor più complicata dalla posizione del sindacato concorrente Si Cobas che non intende partecipare ad alcun confronto sul futuro dello stabilimento piacentino, ancora chiuso.

“Ridurre le distanze tra istituzioni e cittadini è stato uno dei principi del mio mandato – ha chiarito il prefetto Falco – per tenere al corrente di come le dinamiche sociali impattano sul territorio. Il mio ruolo di mediazione in questo caso ha cercato di essere il più sereno possibile, cercando di evitare polemiche e che qualcuno possa far diventare il 25 aprile o il primo maggio una cassa di risonanza per motivazioni ben diverse dal merito”.

“E’ il merito delle questioni che crea la fiducia tra le istituzioni e l’opinione pubblica, se qualcuno vuole esercitare la propria identità solo nel conflitto e non nella soluzione dei problemi, questo non è un gioco a cui il Prefetto può stare”.

Usb Gls protesta

LA VISITA DEI PARLAMENTARI LAFORGIA E PASTORINO – Solidarietà ai facchini di Usb da parte del senatore Francesco Laforgia e il deputato Luca Pastorino di èViva che sono giunti a Montale nella mattinata del 29 aprile. I due hanno annunciato un’interrogazione parlamentare sulla questione e sottolineato la necessità di accendere i riflettori sul settore della logistica.

“Oggi abbiamo portato la nostra solidarietà ai lavoratori licenziati della Gls, trentatré lavoratori tra cui molti padri di famiglia che vivono da anni in questo territorio Abbiamo parlato con loro a distanza perché non è stato possibile raggiungere il tetto su cui sono accampati in condizioni precarie ormai da 14 giorni”.

“Crediamo sia dovere dell’azienda sedersi al tavolo convocato dal Prefetto, su questo depositeremo una interrogazione al governo per risolvere positivamente la vicenda, trovare una soluzione su questi lavoratori e accendere i riflettori su un settore, quello della logistica, nel quale molto spesso lavorano in condizioni difficili, con turni massacranti e salari poco dignitosi”.

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