Protesta Usb, le famiglie portano viveri ai facchini sul tetto della Gls foto

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Dal tetto del magazzino Gls di Montale a Piacenza qualcuno allunga una corda fino al piazzale. Alcune donne con il capo velato assicurano all’estremità borse piene di cibo e acqua. Subito la fine viene ritirata in alto, portando con sè il proprio prezioso carico.

Continua la protesta dei facchini, aderenti al sindacato autonomo Usb, sul tetto della sede piacentina del corriere internazionale. Se ne nella giornata del 18 aprile era scattato il divieto di dare rifornimenti ai 33 manifestanti, oggi i familiari, tante donne e bambini, hanno deciso di disobbedire alle indicazioni, cercando di rifocillare per quanto possibile i loro cari.

“Questo è un atto di disobbedienza civile – dice Roberto Montanari, rappresentante Usb -, siamo venuti a portare da mangiare a queste persone, perché i loro familiari erano preoccupati. Noi speriamo ancora che la situazione si sblocchi e che si riapra la discussione”.

“Gls racconta bugie: qui il lavoro c’è, la merce continua ad arrivare. Si è voluto invece colpire i lavoratori e il sindacato che si sono dimostrati più combattivi che hanno portato il rispetto dei contratti, della legge, della dignità. Gls vuole fare più profitto con meno lavoratori”.

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