“Senza un incontro con l’azienda non scendiamo” Prosegue la protesta dei facchini

Continua la protesta dei facchini sul tetto dello stabilimento Gls di Montale (Piacenza) iniziata lunedì scorso.

facchini Gls Usb

A Piacenza è arrivato nella mattinata del 18 aprile Abubakar Soumaoro, dell’esecutivo nazionale Usb, per ribadire le ragioni della mobilitazione che ha spinto alcuni dei 33 lavoratori licenziati dall’azienda logistica al gesto eclatante.

“La Gls si deve presentare al tavolo per un confronto” è la richiesta avanzata dal sindacato autonomo.

Quanto proseguirà la protesta e che cosa chiedete? “Quello che chiediamo è un appello alla cittadinanza – ha detto Soumaoro – Parliamo di 33 padri di famiglia che si sono spaccati la schiena giorno e notte per fare andare avanti la filiera della logistica”.

“Con il loro lavoro e sudore hanno consentito alla Gls e all’intera filiera di fatturare miliardi. A un certo punto bisogna chiedere che cosa torna a questi lavoratori? Gli torna la possibilità di far fronte ai bisogni delle loro famiglie e dei loro figli? Questa è la domanda che noi ci facciamo. Per questo motivo ci appelliamo a tutte le istituzioni e a tutta la cittadinanza di questa città. per appoggiare e sostenere questa richiesta, perchè è una questione di civiltà”.

Quanto durerà l’occupazione? “La lotta continua, quello che noi chiediamo è il lavoro, come viene sancito dall’articolo 1 della Costituzione. Il lavoro non può essere un lavoro impoverito, dove chi chiede maggiore sicurezza viene licenziato, non può essere un lavoro dove chi lotta e si organizza rimanendo all’interno dei perimetri stabiliti dalla costituzione viene licenziato”.

“Chiediamo il reintegro sul posto di lavoro, non l’assistenza, e abbiamo chiesto l’apertura di un tavolo di confronto con l’azienda”.

facchini Gls Usb

Riad Zaghdane, dirigente di Usb Piacenza ha chiarito le condizioni per interrompere la protesta: “Siamo aperti a tutte le soluzioni per chiudere questa vertenza. Siamo in attesa di una risposta chiara e su una data di incontro. Finchè non c’è una data di incontro con il prefetto gli operai non scendono.

Siamo sotto Pasqua, siamo vicini al 25 aprile, stiamo all’interno di una campagna elettorale, questa situazione può dare fastidio a molti. Questa lotta però mette al centro il lavoro, mette al centro la funzionalità di una multinazionale all’interno di un territorio come l’Italia, dove i lavoratori vengono sottoposti a un meccanismo di “usa e getta”.

“Questi sono lavoratori storici – ha continuato – che hanno iniziato le lotte nel 2011. Se nel frattempo non succede niente faremo anche la notte del 25 aprile sotto questo magazzino e la chiameremo “la notte della resistenza”: una data importante, la liberazione dal fascismo e che ha consegnato una delle costituzioni più belle del mondo. Sarà una giornata di lotta e resistenza”.

facchini Usb protesta polizia

La nota ufficiale dell’azienda Gls: “Magazzino chiuso per motivi di sicurezza” – È in atto a Piacenza l’occupazione dell’hub GLS da parte di 33 ex dipendenti licenziati della Seam Srl, appaltatrice del servizio di smistamento merci.

Questi ex lavoratori sono saliti sul tetto e stanno creando una situazione di pericolo per l’incolumità loro e di altri, richiedendo l’intervento urgente di polizia, pronto soccorso e vigili del fuoco. In queste condizioni l’hub rimarrà chiuso a tempo indeterminato.

I licenziamenti contro i quali viene inscenata la protesta sono stati intimati da Seam Srl per reprimere condotte illecite di natura individuale, all’esito di regolari procedure disciplinari, e nulla hanno a che fare con la libertà sindacale, ampiamente rispettata e tutelata in azienda.

La protesta si fonda quindi su motivi del tutto pretestuosi e rischia di mettere in pericolo l’incolumità delle persone, oltre che il futuro del magazzino, che in queste condizioni deve rimanere chiuso per motivi di sicurezza. Resta inteso che le condotte illecite poste in essere dai manifestanti e dai loro mandanti verranno perseguite attraverso denuncia alle Autorità.

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