“Con teleriscaldamento attivo “spente” 3mila auto. Rifiuti altrove? Costerà il 30% in più”

Valore delle azioni che si è quasi triplicato, passando da 18 milioni di euro nel 2013 ai 45 milioni attuali, con un aumento dei dividenti saluti da un milione di euro a un milione e 400 mila euro.

Ma le ricadute di Iren su Piacenza non si limitano a questo “Facciamo tanto per il territorio che ci ospita” dice in premessa Barbara Zanardi, rappresentante di palazzo Mercanti nel cda della multiutility, che è intervenuta per la prima volta in commissione insieme a Giovanni Chinosi, direttore operations della business unit ambiente di Iren.

“Piacenza detiene 20 milioni di azioni di Iren, nel 2014 il valore del pacchetto era di 18 milioni di euro. Ora è di 45 milioni – dice Zanardi -, il che dimostra che “è stata una scelta corretta”.

“I dividendi delle azioni sono passati da un milione a un milione e 400mila euro, gli investimenti sul territorio da 14 a 31 milioni nel 2017. I dipendenti piacentini sono 540, con 47 nuove assunzioni negli ultimi 4 anni. Inoltre a Piacenza è presente la sede centrale dei laboratori di tutto il gruppo, con 32 professionalità impegnate in questo settore”.

Ma sui costi di Iren per le casse del Comune di Piacenza intervengono sia Luigi Rabuffi (Piacenza in Comune) che Massimo Trespidi (Liberi), mentre Andrea Pugni (M5s) interviene sui compensi dei dirigenti. Trespidi poi incalza sulla vendita delle quote della multiutility, recentemente approvata dal consiglio.

“Iren non fa profitto con i soldi pubblici, fornisce un servizio che viene pagato, in questo caso, da un cliente pubblico – risponde Zanardi -. Riguardo alla decisione di vendere le quote, non sono io la destinataria di questa domanda, non entro nel merito di decisioni politiche, di cui posso avere un’opinione come privata cittadina e che quindi tengo per me”.

“Al di là del Comune di Genova che ha fatto una scelta di altro tipo, la tendenza di vendita di azioni (da parte degli enti soci, ndr) è generalizzata. Recentemente sono state approvate da questo consiglio due importanti modifiche allo statuto e ai patti parasociali: l’ingresso di La Spezia porterà il numero di consiglieri da 13 a 15, per Piacenza non cambierà nulla. La Spezia avrà un pacchetto di 28 milioni di azioni e avrà un proprio consigliere come Piacenza. La riforma dei patti parasociali consentirà l’abbassamento delle quote vincolate dal 40 al 35%, con l’introduzione del voto maggiorato ossia consentirà il voto “doppio” ai soci di lungo periodo, che manterranno le proprie azioni per 24 mesi”.

Sul fronte dei compensi, quelli dei manager Iren “devono essere visti in rapporto con quelli di altre società: rispetto a quelle di altre partecipate come A2A e Acea siamo al di sotto, così come sono inferiori del 60% rispetto a quelli di aziende private”.

Le sponsorizzazioni invece erogate da Iren non sono “una partita di giro”, spiega sempre Zanardi. “Come tutti gli altri operatori economici che abbiano un approccio da multiutility, Iren promuove iniziative di sostegno del territorio. E’ un modo fisiologico, in modo commerciale, di essere vicini ai cittadini. Ad esempio sosteniamo l’attività dei teatri, a Piacenza come in altre città. Poi, magari, non a tutti piacciono le proposte che finanziamo”.

Da parte dei Liberali Piacentini, rappresentati da Antonio Levoni, è arrivato un deciso apprezzamento nei confronti di Zanardi, elogiandone la competenza. Per scegliere i propri rappresentanti il confronto deve essere fatto sui curricola e non sulle appartenenze politiche, osserva il consigliere che nel proporre Barbara Zanardi per la riconferma nel cda di Iren (proposta condivisa anche da Stefano Cugini del Pd), ribadisce comunque la necessità di avviare al più presto un dialogo con Genova, come suggerito nei mesi scorsi da Tommaso Foti (FdI).

TERMOVALORIZZATORE E TELERISCALDAMENTO – Sul fronte degli investimenti sul territorio piacentino da parte di Iren viene ricordato il teleriscaldamento: quando diventerà operativo a pieno regime (da ottobre 2019) il suo effetto sarà paragonabile allo “spegnimento” di 3mila auto a Piacenza, ha spiegato in commissione Zanardi.

Ma quale sarà il futuro dell’inceneritore? Al momento il servizio del teleriscaldamento non è ancora collegato all’impianto di Borgoforte, di cui la Regione ha previsto lo “spegnimento” nel 2020. Spostare i rifiuti altrove avrà un costo sia in termini ambientali che economici, fa notare Giovanni Chinosi. Aumenterà il traffico su strada e, per poter essere trattati, si dovrà ricorrere a una centrale di compattamento, facendo “aumentare i costi del 30%”.

Dove saranno poi trasportati i rifiuti? “Parma non può accoglierli” riferisce sempre Chinosi.

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