Il traffico di cuccioli di cani passava per Piacenza. Perquisizione e denunce

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I carabinieri forestali della Stazione di Reggio Emilia, con l’ausilio dei colleghi e dei Nuclei Investigativi dei gruppi di Piacenza, Ravenna, La Spezia, Grosseto, Bergamo e Monza, hanno scoperto un’associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di animali da compagnia.

cuccioli di cani

Sono scattate le misure cautelari di divieto di espatrio e di dimora in nove regioni del centro-nord Italia, oltre a perquisizioni e sequestri nelle abitazioni e in alcuni negozi, a carico degli associati e di ulteriori 11 indagati nelle province di Reggio Emilia, Piacenza, Ravenna, La Spezia, Grosseto, Bergamo e Monza.

Tra i luoghi sottoposti a perquisizione vi sono tre esercizi commerciali destinati alla vendita di animali vivi, toelettatura ed accessori per cani. Uno di questi si trova a Piacenza, dove sono stati denunciati due coniugi.

I provvedimenti, eseguiti nell’ambito dell’operazione denominata “Crudelia” nei quali vengono contestati a vario titolo, i reati di associazione per delinquere, maltrattamento di animali, frode in commercio, falsità in atti e truffa, scaturiscono da un’indagine nata a seguito di controlli su strada e contestuali sequestri di centinaia di cuccioli di cani di razze pregiate illecitamente introdotti nel territorio nazionale.

cuccioli di cani

Le misure cautelari, consistenti nel divieto di espatrio e di dimora in nove regioni del centro-nord Italia, sono state eseguite dai carabinieri forestali nei confronti di tre persone indagate per associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito di animali da compagnia, maltrattamento di animali, frode in commercio, falsità in atti e truffa.

Il giro d’affari dell’organizzazione si aggirava sui 500mila euro annui.

carabinieri forestali Reggio Emilia animali da compagnia

Coldiretti Piacenza: “Il traffico dei cuccioli vale 300 milioni l’anno” – Sono oltre 400 mila i cani e i gatti che ogni anno vengono importati illegalmente dall’estero per essere venduti sul mercato nero a prezzi che oscillano tra i 60 ed i 1.200 euro per un valore di circa 300 milioni di euro.

E’ quanto emerge da un’analisi di Coldiretti sull’ultimo Rapporto Agromafie in relazione all’operazione Crudelia dei carabinieri forestali di Reggio Emilia con perquisizioni che hanno interessato diverse città, tra cui Piacenza.

Come noto, l’operazione ha portato all’esecuzione di 3 misure cautelari di divieto di dimora ed espatrio con altre 11 persone sotto inchiesta per associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito animali da compagnia, maltrattamento di animali, frode in commercio, falsità in atti e truffa per un giro d’affari di mezzo milione di euro all’anno e centinaia di cuccioli contrabbandati fra l’est Europa e l’Italia.

Il traffico di animali – commenta al riguardo Coldiretti Piacenza – rappresenta uno dei fenomeni malavitosi a maggior impatto sociale visto che una casa italiana su tre (32%) ospita almeno uno o più animali da compagnia che spesso diventano veri e propri componenti del nucleo familiare per un totale di oltre 14 milioni di cani e i gatti di tutte le razze, tagli ed età.

Ma quelli che arrivano con la tratta clandestina – sottolinea Coldiretti – sono di solito cuccioli di poche settimane, quasi sempre non svezzati e ovviamente senza microchip d’identificazione richiesto dalla legge.

Questi esemplari, assai spesso imbottiti di farmaci per farli apparire in buona salute, vengono introdotti nel territorio nazionale accompagnati da una documentazione contraffatta che ne attesta la falsa origine italiana e riporta trattamenti vaccinali e profilassi mai eseguiti.

Gli animali sono il più delle volte trasportati nascosti e pressati dentro contenitori, doppi fondi ed altri ambienti chiusi, stipati in furgoni e camion che percorrono lunghi tragitti. Un trattamento che aumenta anche del 50% il rischio di morte. Il traffico di animali da compagnia costituisce un danno per tutte le parti coinvolte, ad eccezione di chi lo gestisce. Ad esserne colpiti sono, oltre che gli allevatori ed i rivenditori onesti, in primo luogo gli animali stessi, vittime quasi sempre di maltrattamenti ed abusi.

E se un cucciolo di razza offerto dal mercato illegale arriva a costare anche solo un ventesimo di quanto si spende nella filiera legale dell’allevamento, si tratta tuttavia solo di un “risparmio apparente” – evidenzia Coldiretti – visto che l’acquisto di cuccioli di razza attraverso circuiti non legali si traduce assai spesso in una spesa maggiore a lungo termine in cure mediche oppure addirittura nella morte dell’animale malato.

La nota di Enpa – “Desidero esprimere a nome di tutta l’associazione la mia più profonda gratitudine ai Carabinieri Forestali per la nuova, brillante operazione che ha permesso di sgominare l’ennesima banda di criminali dedita al traffico illegale di cuccioli con l’Est Europa. Siamo fiduciosi per il prosieguo del procedimenti giudiziario. Naturalmente, come in tutti i casi simili, ci costituiremo parte civile”.

Lo dichiara la presidente nazionale di Enpa, Carla Rocchi, commentando l’esito dell’operazione Crudelia, che, condotta dai Carabinieri Forestali di Reggio Emilia, ha portato all’esecuzione di 3 misure cautelari di divieto di dimora e di espatrio per i reati di associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito di animali da compagnia, maltrattamento di animali, frode in commercio, falsità in atti e truffa.

Tuttavia, secondo Enpa, il problema del traffico illegale di animali è a monte e risiede nelle attività di compravendita. “Il commercio legale – spiega Rocchi – con la sua prospettiva di profitto, finisce per alimentare anche i traffici illegali: per alcuni la massimizzazione del guadagno rappresenta un’attrattiva irresistibile. Ciò conferma l’urgenza di spezzare questo circolo vizioso, fermando le attività compravendite di animali e togliendo così ogni possibilità di profitto a chi lucra sulla pelle degli esseri viventi”.

L’Ente Nazionale Protezione Animali apprezza anche le tante voci che in queste ore hanno ribadito la necessità di inasprire il quadro sanzionatorio per i reati contro gli animali, a partire dalle misure restrittive della libertà personale, ma ribadisce la necessità di fare presto.

“Sono anni che si parla e si discute di pene più severe, tuttavia – conclude la presidente di Enpa – non sono ancora stati approvati norme ad hoc. E intanto gli animali continuano a morire”.

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