Le Rubriche di PiacenzaSera.it - Confapi Industria

Accordo pomodoro, Bosoni (Unionalimentari Confapi) “Non soddisfa agricoltori e industria”

“Non è un accordo soddisfacente né per la parte agricola, né per la parte industriale”.

Così il Presidente di Unionalimentari Confapi Piacenza Gian Mario Bosoni commenta l’accordo raggiunto ieri sul prezzo del pomodoro da industria per il nord Italia fissato a 86 euro alla tonnellata: “Di fatto è un accordo che scontenta tutti: sia gli agricoltori che gli industriali”, spiega Bosoni che è anche Amministratore Delegato di Emiliana Conserve SpA, oltre che un grande produttore agricolo di pomodoro.

“Noto – prosegue Bosoni – che le organizzazioni agricole lamentano il fatto che non tutte le modifiche richieste alle scalette di qualità siano state recepite: sono il primo a dire che le scalette vanno modificate, ma ciò deve avvenire in modo graduale e non da un anno all’altro. Le industrie non possono permettersi che l’incremento del prezzo reale del pomodoro superi l’incremento nominale perché non sono nelle condizioni di richiedere ai clienti questa eventuale differenza di costo”.

“Siamo in una congiuntura di mercato dei derivati del pomodoro molto difficile: l’eccesso di capacità produttiva industriale ed il rallentamento dei consumi registrato negli ultimi mesi rendono già oggi difficile, se non impossibile, richiedere aumenti di prezzi e le industrie sono in grande difficoltà”.

Bosoni segnala anche un’altra particolarità del mercato italiano: “Il prezzo del pomodoro fresco italiano è il più alto d’Europa – spiega – l’Italia ha il pomodoro migliore, ma anche una materia prima più costosa rispetto agli altri Paesi”.

“Quello che serve, per uscire da questa impasse, è una programmazione delle semine seria ed occorre anche valorizzare il prodotto e su questi aspetti sia le Organizzazioni dei Produttori che il Distretto del pomodoro nord Italia finora hanno mostrato tutta la loro inadeguatezza. L’unico vero passo in avanti negli ultimi mesi è stata l’introduzione, a livello italiano, dell’obbligo di indicazione in etichetta della provenienza della materia prima: c’è ancora tantissimo da fare ma purtroppo non c’è una regia”.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di PiacenzaSera.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.