All’ascolto del Maestro Muti e della “Cherubini”, tra disciplina e consonanza foto

Disciplina e consonanza con l’orchestra Luigi Cherubini di Riccardo Muti – di Micaela Ghisoni 

Muti prova Cherubini

Disciplina e consonanza. È questa l’impressione immediata e genuina che subito si avverte sentendo suonare l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini, fondata e diretta dal celeberrimo maestro partenopeo Riccardo Muti.

Il direttore è giunto a Piacenza martedì pomeriggio per provare con la sua orchestra di giovani promesse della musica, tutte sotto i 30 anni, la “Missa Defunctorum” di Giovanni Paisiello (sinfonia funebre per la morte del pontefice Pio VI) che sarà presentata, in una prova d’insieme al Teatro Municipale, ore 20.30.

Ma anche le prove intermedie, iniziate martedì e proseguite mercoledì alla sala dei Teatini di Piacenza, sono state aperte al pubblico, con ingresso libero mattina e pomeriggio. Un’occasione unica offerta agli spettatori, per capire da vicino come il maestro Muti si comporta con i giovani musicisti.

E se il direttore fonda la Giovanile Cherubini nel 2004, il suo sodalizio con Piacenza (e Ravenna) inizia l’anno dopo, con la decisione di trasferirne la sede nelle due città dopo aver lasciato Milano. E così Piacenza diventa motivo di orgoglio europeo, perchè i giovani della Cherubini confluiscono anche in orchestre estere. Archi, fiati, niente percussioni questa volta nell’Orchestra Cherubini, ma l’esperienza di ascolto rimane straordinariamente completa e coinvolgente.

Gli allievi rilassati, eppure sempre estremamente attenti alle indicazioni del maestro. Un insegnante che sembra fare del binomio “parole e musica” il focus del suo metodo. Spiega e interrompe moltissimo gli allievi, mentre suonano note dolci o gravi, a tratti solenni. Si preoccupa il maestro di ogni minino particolare: dalle difficoltà di partitura, alla postura degli allievi, al fraseggio, che cerca di rendere più chiaro aiutandosi con la sua bacchetta. E poi l’espressione da trovare “in ogni nota”.

“In ogni nota dovete trovare la vostra espressione – dice a un certo punto-  e dovete trovarla nel fraseggio, non nelle parole chiave. Qui ad esempio dovete esprimere dolore, gravità. Dobbiamo cercare di far capire al pubblico cos’è questa musica di impronta chiaramente classica, difficile da suonare e da trasmettere”.

Non mancano neppure i rimbrotti e le le battute del Maestro Muti, in un rapporto con gli allievi che è di fiducia e rigore. E l’attenzione del direttore partenopeo non perde mai di vista i singoli strumenti, poichè basta che uno si inceppi per far crollare l’insieme. Ma la consonanza di insieme non può mancare, se l’essenza dell’orchestra è la comunicazione armonica tra le parti.

Molte parole quindi, tra i suoni della giovane orchestra di Riccardo Muti. Eppure, nel suo insieme, la musica, non appare spiegata, ma condotta. Perché la musica non si può spiegare a parole, ma solo abitare. Meglio ancora in una sala dei Teatini restaurata nei suoi affreschi, che sembra incarnare quell’accoglienza e quel rigore fondamentali per il grande maestro.

Muti prova Cherubini

Alla prova della Cherubini una lezione di ascolto musicale – di Vanessa Benedetti

Attesa davanti alle porte della sala dei Teatini di Piacenza per assistere alle prove dell’Orchestra Cherubini, fondata e diretta da Riccardo Muti. Il pubblico entra alle ore 9 e 30 per potersi riservare un momento musicale di prestigio con il maestro Riccardo Muti chiamato a dirigere l’orchestra giovanile nel Requiem datato 1789-1799 di Giovanni Paisiello, la Missa Defunctorum.

I musicisti della Cherubini firmano la presenza alle prove, preparano gli strumenti, poi il primo violino si alza in piedi per dare il “La” e l’orchestra si accorda all’unisono. Il Maestro Riccardo Muti, entra nella sala dei Teatini di Via Scalabrini per ultimo; prima di sedersi stringe le mani ai primi violini e si siede per dare inizio alle prove.

Alla giovane orchestra fa da guida il grande Maestro che chiarisce di voler restare fedele all’opera nella sua autentica lettura, con un atteggiamento critico nei confronti delle riletture “popolari” fatte da alcuni musicisti italiani, come fa notare tra un’interruzione e l’altra durante le prove.

Il Maestro Muti a un certo punto si rivolge all’orchestra e al pubblico facendo notare come alcuni autori interpreti delle opere di Puccini o Verdi tendevano a “trattenere l’accordo dominante per suscitare attesa nel pubblico e quindi applausi”; si tratta secondo il Maestro, di una pratica non corretta nei confronti delle opere originali, che come da spartito non prevedono l’accordo dominante trattenuto.

Muti si propone di presentare al pubblico la Missa Defunctorum nella sua versione classica e pura, insegnandola con rigore alla sua giovane orchestra. “Confido molto in voi, dovete difendere questo paese”, queste le parole del Maestro rivolgendosi all’orchestra.

Le prove come quelle ai Teatini permettono a tutti noi, ascoltatori frenetici e distratti, di dedicare un momento all’educazione all’ascolto; molto utile in questo senso seguire le correzioni fatte dal Maestro e subito dopo ricercare attraverso l’ascolto la differenza nell’esecuzione dell’orchestra.

L’Orchestra, fondata nel 2004 da Riccardo Muti, offre un’opportunità importante per i musicisti che ne fanno parte: permette infatti di acquisire una formazione accademica e professionale allo stesso tempo. I musicisti che ne fanno parte, tutti sotto i trent’anni, trascorsi i tre anni nell’organico della prestigiosa orchestra hanno la possibilità di accedere alle orchestre più prestigiose a livello europeo.

Per entrare a farne parte i giovani musicisti hanno sostenuto centinaia di audizioni e ora girano l’Italia, portando momenti di pura bellezza a tutti coloro che desiderano coltivare il proprio spirito attraverso l’opera classica.

Chi non ha potuto assistere alle prove alla sala dei Teatini, avrà comunque l’occasione di ascoltare l’orchestra che si esibirà nella prova d’insieme al Teatro Municipale di Piacenza, giovedì 23 maggio alle ore 20,30.

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