Bernardini De Pace: “Decreto Pillon uno stupro al diritto” Minuto di silenzio per Damia foto

Un minuto di silenzio per Damia e per le altre vittime della violenza contro le donne.

E’ iniziato così, nella Sala dei Teatini di Piacenza, il convegno organizzato dal Telefono Rosa di Piacenza “Tutta un’altra storia” dedicato ai contenuti del Decreto Pillon e ai suoi effetti sulle conquiste delle donne nel campo dei diritti.

Naturalmente l’irruzione della cronaca, con l’uccisione di Damia El Assali, giovane mamma di Borgonovo, ha indirizzato la discussione sull’emergenza infinita legata alla violenza di genere. Ospite d’eccezione, l’avvocato Annamaria Bernardini De Pace, che si batte da sempre per la pari dignità delle donne, per il divorzio, per l’aborto.

“Allo scarabocchio di legge Pillon mi oppongo fermamente, – ha detto – in quanto butta nel nulla le conquiste di 50 anni a favore delle donne, tutto quello che è stato fatto per dare loro la giusta dignità giuridica, la serenità alle famiglie, per rendere felici i figli. Un disegno di legge misogino, un vero e proprio stupro al diritto.”

“È a malincuore – ha affermato Donatella Scardi – che il convegno si aprirà osservando un minuto di silenzio in memoria delle sei donne uccise per mano del partner a Piacenza dal 2012, l’ultima delle quali è Damia El Assali a Borgonovo. Abbiamo voluto questo convegno perché secondo noi sono a rischio i diritti sulle donne conquistati negli ultimi decenni, siamo spaventati per il disegno di legge Pillon, rischiamo di fare un salto indietro di 40 anni.”

Il decreto Pillon riguarda l’affido condiviso dei figli, il Ddl introduce la bigenitorialità perfetta, vale a dire che in caso di separazione fra i coniugi tempo da trascorrere con i figli e costi dovranno essere equamente divisi. Uno degli aspetti più contestati del provvedimento – secondo gli organizzatori del convegno – è la considerazione riservata agli eventuali episodi di violenza domestica.

La presidente del centro antiviolenza ha sottolineato il valore di questi momenti di sensibilizzazione, uno dei quali è stato organizzato in occasione della giornata internazionale contro la violenza sulle donne il 25 novembre, con la proiezione di un film sui problemi dell’affido dei figli.

“Il compito di un centro anti violenza – sottolinea Scardi – oltre l’accoglienza e l’ascolto alle donne è quello di creare incontri per agire culturalmente sul problema”. La presidente ha infine rivolto “un ringraziamento non formale ma di cuore all’amministrazione, in particolare al sindaco Patrizia Barbieri e all’assessore Federica Sgorbati senza le quali il centro antiviolenza di Piacenza oggi non sarebbe attivo”.

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