Come cambia la fotografia. Sergio Ferri intervistato al centro socioriabilitativo “Il Faro Rosso”

Intervista al fotografo Sergio Ferri

Nell’ambito del progetto “ Un Caffè con…. “ – il 10 aprile scorso, è stato ospite presso il centro socio-riabilitativo “Faro Rosso” – il fotografo piacentino Sergio Ferri – che ha accettato volentieri di essere intervistato e dopo le presentazioni iniziali gli abbiamo rivolto le nostre domande.

Redazione: Che formazione hai avuto?
Sergio: Mi sono laureato in filosofia, ho lavorato per breve tempo in Università, non ho frequentato una scuola di fotografia, sono un autodidatta e ho seguito corsi semestrali.

R: Prima di fare il fotografo che lavoro svolgevi?
S: Sono stato educatore lavorando per Coopselios, in seguito mi sono occupato di formazione fino al 2012.

R: Come hai fatto a trasformare la tua passione in una professione?
S: Contemporaneamente al mio lavoro di formatore avevo aperto un punto vendita di fotografia con un mio amico – Marco Salami- e dal 2013 svolgo esclusivamente la professione di fotografo.

Nel 2015 con la fotografa Serena Groppelli ho aperto “Effe Tre Photo Studio” in Via G. Bruno a Piacenza.

Sergio ci spiega che nel corso degli anni, i soggetti che ha più fotografato sono stati i matrimoni, ma ultimamente essendo questi ultimi in diminuzione, si sta dedicando a lavori più redditizi quale ad esempio la produzione di cataloghi commerciali per aziende. Inoltre ci dice che la sua esperienza in ambito sociale ha orientato alcune scelte, quale la collaborazione ad un progetto fotografico che ha descritto la vita al campo nomadi di Piacenza – con una mostra dedicata presso l’Università Cattolica nel mese di novembre 2017.

A tale proposito ci ha detto che è stato interessante raccontare questa “realtà” così separata dalla città e che non è stato facile entrare nel quotidiano delle persone che abitano il campo nomadi, ha dovuto lentamente conquistare la loro fiducia.

R: Al tuo parere oggi la fotografia è cambiata?
S: Negli ultimi anni sono cambiati gli strumenti, la scheda di una macchina digitale ad esempio contiene tantissime fotografie e per noi fotografi è più difficile rimanere sul mercato, dobbiamo coniugare le nostre passioni con gli aspetti economici dell’impresa. Inoltre oggi i giornalisti quando partecipano ad un evento, ad un’intervista, spesso s’improvvisano anche fotografi con i propri mezzi.

Attualmente Sergio insegna Photoshop alla Scuola “Don Orione” di Borgonovo, per l’Ente di Formazione Tutor di Piacenza.

L’intervista si è conclusa con molta soddisfazione da parte dei presenti e ci siamo salutati con un piacevole aperitivo.

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