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Finanza alternativa: le banche aprono al crowdfunding?

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“C’è una grande, nuova opportunità d’investimento in Italia ed è la finanza alternativa a supporto delle imprese innovative. In Italia sta crescendo tantissimo, in questo ultimo periodo: forse finalmente sta partendo davvero”.

Tommaso Baldissera Pacchetti, fondatore e CEO di CrowdFundMe, si riferisce all’equity crowdfunding. CrowdFundMe, infatti, è la prima piattaforma italiana di equity crowdfunding per numero di investitori.

Sebbene in forte ritardo rispetto al Regno Unito, che già nel 2012 presentava numeri da capogiro, in Italia l’equity crowdfunding sta crescendo molto. I motivi? Per il potenziale ritorno estremamente elevato e per ii basso, se non addirittura nullo, rischio finanziario degli investitori.

Inoltre far parte della compagine sociale evidenzia in modo concreto la partecipazione attiva al progetto imprenditoriale: “tra gli investitori nelle nostre campagne ci sono stati distributori che hanno apportato know how e conoscenze per aprire i nuovi mercati”, afferma Tommaso Baldissera Pacchetti. L’investimento diventa quindi un modo per apportare valore all’impresa non solo in termini finanziari.

“Noi siamo quattro anni indietro all’Inghilterra – spiega Baldissera -, infatti il nostro 2017 è stato l’anno zero, come il loro 2012. Il nostro 2018 è stato il primo anno di forte crescita, come il loro 2013”. Il motivo del ritardo? Non certo la regolamentazione, visto che «noi siamo stati i primi in Europa a regolamentare l’equity crowdfunding». Purtroppo è un problema culturale.

“La sfida che oggi in tutto il mondo i regolatori dei mercati finanziari hanno davanti a sé si chiama FinTech, ovvero digitalizzazione e disintermediazione dell’industria finanziaria”, afferma Giuseppe Vegas poco meno di due anni fa nella sua ultima relazione da presidente della Consob.

In un periodo in cui sono richiesti cambiamenti nel delicato rapporto tra economia e finanza, il crowdfunding può giocare un ruolo importante, perché è l’unico strumento in grado di fare aderire una pluralità di persone a supporto di progetti e/o imprese, con un forte abbattimento del rischio per l’investitore.

Ma cos’è il “crowdfunding”? Per crowdfunding si intende il processo con cui più persone conferiscono somme di denaro, anche di modesta entità, per finanziare un progetto imprenditoriale o iniziative di diverso genere utilizzando siti internet e ricevendo talvolta in cambio una ricompensa.

Rispetto alla forma donation (dove un progetto civico o artistico raccoglie denaro sotto forma di liberalità) o reward (nelle quali i proponenti dell’iniziativa offrono un premio o una specifica ricompensa non in denaro in funzione dell’apporto che riceveranno dai sostenitori), l’equity crowdfunding prevede che il finanziatore ottenga, come contropartita del denaro erogato alla società proponente, una partecipazione al capitale.

Le banche aprono al crowdfunding? – L’equity crowdfunding è sicuramente una grande sfida per le banche tradizionali. Alcune hanno però iniziato ad occuparsene, definendo accordi di collaborazione con piattaforme di crowdfunding.

Nel 2016 la banca digitale tedesca “Fidor” inserisce l’equity crowdfunding tra i propri servizi siglando un accordo con la britannica “Seedrs”. Sempre nel 2016 la banca digitale britannica Monzo sigla un accordo di collaborazione con la piattaforma “Crowdcube”, stabilendo un record: raccogliere un milione di sterline in meno di due minuti dall’apertura del servizio.

Société Générale, uno dei principali gruppi finanziari europei, ha stretto una partnership con la francese Spear (Société Pour une Épargne Activement Responsable), che si occupa di crowdfunding solidale, con focus su progetti ad alto impatto sociale o ambientale.

La situazione in Italia – Navigando sul web tre sono le banche che evidenziano in modo chiaro di avere inserito l’equity crowdfunding tra i loro servizi: Banco BPM, Banca Etica e Intesa San Paolo. Intesa San Paolo ha siglato nel 2018 un accordo con la piattaforma israeliana di equity crowdfunding “Ourcrowd”, una delle più autorevoli piattaforme al mondo nel settore. In Italia un altro soggetto del settore è BACK TO WORK 24, un portale per selezionare e supportare i progetti su cui investire.

Oggi, nonostante il numero degli investitori sia ancora basso e pesano molto le resistenze culturali, il mercato della finanza alternativa sta crescendo. Lo conferma il fatto che è nata un’associazione, l’AIEC (Associazione Italiana Equity Crowdfunding) che rappresenta e tutela gli interessi degli operatori del settore.

Andrea Lodi (economix@piacenzasera.it

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