Grandine e pioggia, la conta dei danni: in Valtidone colpiti vigneti e strade

Non solo problemi alla viabilità, con strade allagate e chiuse al traffico, ma anche danni alle colture e ai vigneti a causa di violenti grandinate.

Il giorno dopo i temporali che si sono abbattuti nel territorio piacentino nel pomeriggio del 28 maggio, nei Comuni più colpiti si inizia a fare la conta dei danni. Come segnalato da Coldiretti Piacenza e confermato dal sindaco di Ziano, Manuel Ghilardelli, particolarmente in sofferenza l’area della Val Tidone.

Grandine a Ziano

“La grandine ha provocato ingenti danni ai vigneti in particolare nella frazioni della parte alta della vallata, come Cesura, Albareto e Montalbo – spiega il primo cittadino di Ziano -. Nelle aree più a valle il problema è stata invece l’esondazione dai canali, che ha provocato deterioramenti alla banchina delle strade. In paese a Ziano si sono verificati poi dei problemi alle fognature e gli edifici appena rinnovati del campo sportivo hanno subito diversi danni”.

“Stiamo ancora facendo una valutazione complessiva della situazione – fa sapere – una volta tracciato il bilancio complessivo ci rivolgeremo alla Protezione Civile per i risarcimenti”.

VALTREBBIA – Alcune criticità anche nella zona di Bobbio a causa delle forti precipitazioni. Nella foto di seguito l’intervento la scorsa notte in località Le Rocche dei vigili del fuoco, insieme a carabinieri e polizia locale, impegnati nella costruzione di un ponte per raggiungere due famiglie rimaste isolate a causa dell’esondazione di un canale.

L'intervento dei vigili del fuoco a Le Rocche di Bobbio

La Bonifica: “Le dighe hanno laminato e gli impianti idrovori sono in funzione” – “Le dighe di Molato e Mignano hanno ridotto l’impatto della piena di circa il 50% sui circa 50.000 ettari sottesi. Per la Val Tidone, il Tidoncello (privo di invasi di contenimento e posto a valle della diga del Molato) ha concorso in modo rilevante agli effetti in pianura raggiungendo una piena visivamente quantificabile tre i 150 e i 200 metri cubi. Un plauso di merito al personale del Consorzio che è entrato in azione in modo tempestivo, coordinato e con tutti i mezzi necessari”.

Così il Consorzio di Bonifica in una nota fa il punto della situazione. “Come spesso accade – commenta il presidente Fausto Zermani – il territorio agrario è la prima fonte di assorbimento della risorsa idrica anche a costo di accollarsi danni ingenti. Eventi come questi dimostrano quanto gli invasi siano importanti per aumentare la resilienza dei territori ai cambiamenti climatici fungendo da stoccaggio della risorsa per trattenerla quando c’è o è pericolosa e distribuirla quando serve”.

Di seguito la situazione delle dighe e degli impianti idrovori della nostra provincia.

DIGA DEL MOLATO (Nibbiano di Alta Val Tidone) – Il picco massimo in ingresso è stato di 90 metri cubi al secondo con un’erogazione massima di 50; trattenuta (laminata) quasi la metà della risorsa.

“Alle 16.30, appena prima del picco di piena, – commenta Fabio Rogledi, tecnico della diga – è stata data la comunicazione di pre-allerta agli Enti preposti in base al Documento di Protezione Civile (DPC) in vigore. Procedura necessaria per il supermanto della quota autorizzata anche se non raggiunta la massima raggiungibile. Alle 23 è rientrata l’allerta e nella notte tra ieri e oggi l’apporto è sempre stato in diminuzione”.

Da rilevare un picco importante dei pluviometri posti e monte della diga quali sentinella per l’arrivo dell’acqua in ingresso all’invaso: a Romagnese sono stati registrati complessivamente 51 millimetri con picchi di 21 in un’ora e 17 in mezz’ora; a Valverde complessivamente i millimetri sono stati 50,8 millimetri con un picco di 28 in un’ora e 17 in mezz’ora”.

“Per quanto riguarda la Val Tidone – aggiunge Fausto Zermani., il Tidoncello, posto circa 5 chilometri a valle della diga del Molato, ha contribuito in modo violento alla piena del Tidone. Gli uomini del Consorzio sono entrati in azione fin dal primo pomeriggio di martedì cercando di distribuire l’acqua dove potesse avere un minor impatto per la collettività”.

DIGA DI MIGNANO (Vernasca) – “Alla diga di Mignano, in 24 ore, complessivamente sono caduti 51 millimetri di pioggia. Alle 2 di stanotte è stata diramata una comunicazione di attivazione della fase di pre-allerta come da DPI (Documento di Protezione Civile). Per questa piena sono stati rilevati due picchi: il primo alle ore 16.45 di 77 metri cubi al secondo (mcs) e il secondo nella nottata tra l’1.30 e le 2.00 di 72 mcs”.

“L’erogazione massima è stata di 50 mcs e continua tutt’ora ma il livello si sta abbassando e le quote stanno rientrando nella normalità. Alle 12:50 di mercoledì è stata inviata la comunicazione di fine pre-allerta” commenta Andrea Terret, tecnico del Consorzio. Il fenomeno è in attenuazione e non si rilevano danni particolari sul territorio di valle”.

IMPIANTI IDROVORI – Entrati in funzione quasi tutti gli impianti di bonifica utili sia allo scolo delle acque da monte sia a protezione dalle piene da Po. L’impianto della Finarda, strategico per la protezione della città di Piacenza, non è ancora entrato in funzione ma è pronto per farlo. Alle 12 di mercoledì mattina il deflusso delle acque, arrivato da monte sulla città, è defluito naturalmente.

L’impianto di Armalunga, importante per la sicurezza idraulica della zona suburbana di Piacenza (Mortizza), è entrato in funzione alle 21.35 con la piena del Nure e ha sollevato 100.000 metri cubi di acqua.

L’impianto idrovoro di Zerbio, sempre in funzione perché situato in una zona depressa rispetto al livello dei corsi d’acqua ricettori (Po e torrente Chiavenna), ha visto un’intensificarsi sia del volume sollevato che delle ore di funzionamento delle pompe; complessivamente nella serata di martedì sono stati sollevati 30.000 metri cubi di acqua.

L’impianto idrovoro di Casino Boschi, nella bassa val Tidone, continua ad essere in funzione e complessivamente sono stati sollevati meccanicamente circa 60.000 metri cubi di risorsa. Dalle 14 di martedì fino alle 2 di notte in funzione anche la cassa di espansione in Via Paul Harris a protezione dell’abitato di San Nicolò, sollevati fino a 2.500 metri cubi.

I diversivi di Est e Ovest, canali fondamentali per la ricezione delle acque che da monte arrivano alle porte della città costeggiandone il perimetro, hanno aumentato la portata (senza criticità) scolmando le acque verso il Trebbia e il Nure. Il reticolo di scolo e quello promiscuo (sia bonifica che irrigazione a seconda delle necessità) stanno funzionando bene con presenza di acqua nei canali ma senza criticità.

“Anche gli impianti idrovori hanno lavorato bene rimarcando il loro valore a protezione dei territori più depressi della provincia. Siamo in attesa della piena del Po e ci aspettiamo che anche l’impianto della Finarda entri in funzione” commenta Fasto Zermani.

TERRITORIO MONTANO – Non si registrano situazioni di criticità. Tecnici e operai sul territorio dall’alba per scandagliare il territorio e intervenite prontamente in caso di necessità. Da segnalare, a Trevozzo (comune di Alta Val Tidone), un canale che ha straripato e invaso la strada. Determinante, a mitigazione degli effetti delle precipitazioni, l’intervento di regimazione e di pulizia canali, portato a termine dal Consorzio due mesi fa.

Infine a Pratogiardino, in comune di Farini, dove la viabilità non è interrotta ma si è creato un dislivello nell’asfalto di circa 15 centrimetri; per questo si interverrà immediatamente per livellare il piano stradale in collaborazione con il comune per poi procedere con l’iter di ripristino totale.

“La manutenzione diffusa in montagna – prosegue Zermani – si dimostra anche in questo caso fondamentale. Drenaggi, briglie, sistemazione di versanti, difese spondali e regimazione, pulizia e risagomatura di fossi sono interventi indispensabili per il nostro territorio”.

INTERVENTO ANCHE A PIACENZA A BORGHETTO – Alle ore 12.15 di mercoledì mattina, gli uomini del Consorzio di Bonifica sono entrati in azione per ripristinare il transito nel sottopasso in via Ferdinando di Borbone verso Borghetto. La richiesta di collaborazione è arrivata dalla Protezione Civile di Piacenza. In azione anche i Vigili Urbani per la viabilità.

“Siamo intervenuti in un sottopasso comunale in emergenza. La collaborazione con la Protezione Civile, le amministrazioni comunali e gli altri soggetti del territorio uniti alla tempestività di intervento sono fondamentali” – conclude Fausto Zermani.

Grandine a Ziano

ALLERTA DELLA PROTEZIONE CIVILE – Nonostante il previsto miglioramento delle condizioni meteo, per tutta la giornata di giovedì 30 maggio la Protezione Civile Emilia Romagna ha emesso anche per la nostra provincia un’ allerta gialla per criticità idraulica ed idrogeologica. Attenzione massima quindi su frane e piene dei fiumi.

DOPO LE PIOGGE DA GIOVEDI’ TORNA IL SERENO – Dopo l’inizio settimana segnato da forti piogge ed alluvioni, che hanno causato anche allagamenti in diverse zone della provincia, a Piacenza nei prossimi giorni è atteso un miglioramento delle condizioni meteo. A partire dalla mattinata di giovedì 30 maggio, la nuvolosità dovrebbe infatti attenuarsi con il trascorrere della giornata, e lasciare quindi spazio al sereno.

Le temperature si attesteranno tra i 7 °C sui rilievi e 12 °C in pianura, mentre le massime pomeridiane saranno comprese tra 16 °C sui rilievi e 24 °C in pianura. Sereno o poco nuvoloso anche nella giornata di venerdì 31 maggio, con temperature minime del mattino comprese tra 9 °C sui rilievi e 14 °C in pianura e massime pomeridiane comprese tra 17 °C sui rilievi e 25 °C in pianura.

SP 412R DI VAL TIDONE, LIMITAZIONE DELLA CIRCOLAZIONE – Sono stati programmati lavori di difesa delle sponde del torrente Tidone a valle dello scarico di superficie della Diga del Molato, per cui risulta necessario utilizzare l’accesso esistente ubicato alla progressiva km 70+520, lungo la strada provinciale n.412R di Val Tidone. Per consentire lo svolgimento dei lavori in condizioni di sicurezza e al fine di evitare situazioni di pericolo, è stata disposta l’istituzione del limite di velocità a 60 km/h e l’installazione di due cartelli segnaletici fino al 20.12.2019, fra le progressive km 70+320 e km 70+720 della Strada Provinciale n° 412R di Val Tidone.

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