Gualmini (Pd) : “Più sociale e meno tecnocratica, ma non possiamo stare senza Europa” foto

Ospite al centro anziani di Borgonovo (Piacenza), ha fatto tappa nel piacentino la campagna per le europee di Elisabetta Gualmini, vicepresidente della Regione Emilia Romagna e candidata nel Pd.

L’incontro è stato preceduto dal saluto del segretario provinciale Silvio Bisotti e dall’introduzione della vice segretaria del Pd Paola De Micheli. Che ha esordito con queste parole: “Solo noi ci possiamo caricare sue spalle il tema del cambiamento dell’Europa per renderla più vicina alle persone.  La nostra lista nel Nord Est con Elisabetta Gualmini capolista femminile è composta da persone preparate e può ampliare il nostro consenso”.

Gualmini De Micheli

“Gli indecisi oggi appartengono sopratutto a tre gruppi, le donne che vedono un arretramento sui diritti, il mondo cattolico per lo sdoganamento delle parole dell’odio compiuto da questo governo, e le persone che il 4 di marzo si erano astenute, dobbiamo lavorare soprattutto su queste categorie di persone per convincerle della nostra proposta”.

“Vedo ogni giorno come si sta trasformando il paese – ha concluso – e da mamma e da imprenditrice vivo come una minaccia che il governo possa durare ancora 4 anni”.

Elisabetta Gualmini ha toccato alcuni temi che sta portando in giro nella sua campagna elettorale sul territorio. “Abbiamo lavorato tantissimo in Regione sulla lotta alle disuguaglianze, per questo abbiamo adottato il reddito di solidarietà che ha avuto una ricaduta importante per coontrastare il disagio sociale, penso che il centrosinistra abbia sbagliato a cedere il tema della redistribuzione e dello lotta alla povertà ad altri partiti”.

E poi ha ricordato lo sforzo in Emilia Romagna per la coesione. “In questa regione c’è sempre stata un’attenzione speciale al tema dell’inclusione e della protezione sociale: la domanda di giustizia è un tema chiave anche della campagna europea”.

Gualmini De Micheli

“Queste sono le prime vere elezioni europee e in gioco c’è il futuro del processo di integrazione e non possiamo permetterci di tornare indietro. Lo svilimento delle istituzioni, anche quelle europee mette in discussione la democrazia”. “Il bilancio dell’Emilia Romagna dispone di 3 miliardi – ha ricordato – quasi un terzo di risorse che vengono dall’Unione Europea, con quei fondi sosteniamo tanti settori e progetti, dall’agricoltura, al welfare, allo sviluppo. L’Europa ci tutela ma va cambiata. Non abbiamo un costituzione Europea, le nazioni devono cedere più sovranità all’Europa, meno tecnocratica e più prossima ai cittadini”.

“La prossima legislatura sarà fondamentale per riformare l’Europa. Ci sono segnali di autoritarismo strisciante nel nostro paese, un esempio è dato dal disprezzo degli ultimi. E il reddito di cittadinanza non è la risposta perchè degrada a sudditi le persone e le stigmatizza come poveri. Un autoritarismo nuovo che si accompagna ad una società chiusa. In un clima di questo tipo – ha concluso – va fatta una battaglia molto seria dobbiamo rilanciare l’utopia del progetto europeo come fratellanza e sguardo fiducioso al futuro”.

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