Half Marathon, le piacentine più veloci testimonial contro la violenza sulle donne foto

Tre atlete piacentine testimonial contro la violenza sulle donne.

È stato il questore di Piacenza Pietro Ostuni a consegnare le magliette di “Questo non è amore”, campagna nazionale promossa dalla polizia, alle prime tre classificate piacentine all’ultima edizione della Placentia Half Marathon. Si tratta di Marta Miglioli (sesta classificata assoluta), Francesca Fava (14esima assoluta) e Lucia Braghi (20esima assoluta).

“Tre atlete piacentine – ha sottolineato Ostuni, affiancato dal direttore della scuola allievi agenti di viale Malta Paola Capozzi – che nonostante la pessima giornata sul fronte meteo hanno dimostrato a tutti come si possa vincere il freddo e la pioggia incessante, raggiungendo il traguardo di Piazza Cavalli e registrando tempi di tutto rispetto”.

“L’occasione della maratona – ha aggiunto – è importante per rilanciare la campagna della polizia contro la violenza sulle donne, voglio ringraziare i colleghi dell’anticrimine e della squadra mobile che si impegnano quotidianamente in questo senso. Bisogna insistere sempre di più, perchè più facciamo e meno le donne si sentono sole”.

“Sono molto contenta e onorata – le parole di Marta Miglioli, avvocato e mamma da pochi mesi – penso che lo sport possa avere un ruolo importante contro la violenza di genere, perchè insegna che le donne possono fare cose straordinarie”.

Mamma è anche Lucia Braghi, di professione fisioterapista: “In alcuni casi – spiega – la vita può essere vissuta come piena solo di lavoro o di obblighi e lo sport in questo senso diventa un diversivo: un’ora si trova sempre, per se stesse ma anche per dare un buon esempio ai figli che osservano una madre che ha passioni e vive”.

Alla sua prima esperienza alla mezza maratona era invece Francesca Fava, neo laureata all’Università Cattolica, riuscita a conciliare l’attività sportiva con quella lavorativa: “Anche le donne al pari degli uomini – ha sottolineato – possono fare ciò che vogliono e possono anche volersi un po’ bene, dedicando tempo a se stesse”.

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