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Tra jazz e sevdah, intervista all’artista serbo bosniaca Sonja Duric

Intervista a Sonja, classe ’94, pianista, cantante e regista serbo-bosniaca

Abbiamo intervistato Sonja Djuric, artista serbo-bosniaca che ha conosciuto la nostra Provincia. Dalla sua testimonianza si evince un vero e proprio innamoramento: vede Piacenza come la realizzazione di un sogno come persona e come donna di spettacolo.

Quale è il tuo primo contatto con Piacenza?
Quando avevo nove anni ho partecipato al Concorso Pianistico Internazionale tenutosi in Val Tidone. Da quel momento mi sono innamorata di Piacenza. Ho bei ricordi e tanti cari amici., motivo per cui mi piace tornare. Un altro ricordo è sicuramente il concerto nella meravigliosa sala del Conservatorio Nicolini e poi una indimenticabile “Giornata della lingua slava”, organizzata dal dott. Sacchi dell’Università per gli adulti “Giuseppe Malvermi” dove ho cantato con Dragan Marković e Nevena Đurić.

Hai grande successo nei Balcani. E’ grazie alla tua determinazione e al tuo talento?
Il talento non basta ci vuole passione, disciplina e impegno quotidiano. Si potrebbe dire che questo è in parte il mio successo, e in parte il successo di mia madre che mi ha insegnato la disciplina e i veri valori della vita. Penso che sia la combinazione della personalità di una persona, delle sue scelte personali, ma anche della sua educazione.

Chi sono i tuoi eroi?
Il mio più grande eroe è mia madre e lo dico sinceramente. È una delle persone più meravigliose, più diverse e più capaci che conosca, una multitasker, una persona con una moltitudine di talenti e un’anima pura. Per quanto riguarda gli altri eroi, penso che ognuno di noi sia un po’ un eroe, a modo suo. Fin dall’infanzia sono stata affascinata dall’antico Egitto e la prima persona che mi viene in mente è la regina egiziana Cleopatra. Ci sono molte persone fantastiche che hanno lasciato il segno nella storia, devo dire che sono sempre stata affascinata da storie su donne come Cleopatra; donne coraggiose, istruite e ambiziose di fronte al tempo, che hanno senza dubbio cambiato il corso della storia. E poi i miei eroi sono le mie persone care. Sono la cosa più preziosa che si possa avere. Ho la fortuna di essere circondata da persone meravigliose, famiglia e amici, da loro imparo molto e mi ispirano ogni giorno. Sono grata per questo.

Hai lanciato una piacevole novità e nuova tendenza, si tratta di un mix tra jazz femminile e sevdah Bosniaco?
Anche la Bosnia Erzegovina ha una musica tutta sua che si chiama Sevdah. Nacque nel periodo ottomano, viene dalla parola turca “sevda” e significa “amore”. Sevdalinka è una canzone molto lenta, malinconica e affascinante. La canzone che personalmente trovo eccellente è “ Emina” scritta da un famoso poeta mostariano: Aleksa Santic. Le parole della canzone toccano anima e cuore e fanno riflettere. Emina era la figlia di un Imam e per motivi legati alla religione non poteva innamorarsi di un ortodosso. Una realtà che viviamo anche adesso.

Come si vive nei Balcani?
I giovani nei Balcani vivono nell’incertezza. Ma nonostante tutto la Bosnia ed Erzegovina è un vivaio di talenti, di giovani istruiti, intelligenti e capaci. Sfortunatamente, in questo momento, non abbiamo grandi prospettive . Lo Stato fa ben poco per cambiare la situazione, quindi stiamo scegliendo sempre più di perseguire il nostro sviluppo professionale e la carriera all’estero. Però bisogna dire che il multiculturalismo è la migliore caratteristica della Bosnia ed Erzegovina. E’ un luogo di incontro di tante culture diverse, religioni, tradizioni. Credo che verrà il giorno in cui capiremo che le nostre differenze ci rendono più forti e più speciali. Alla fine , non importa dove viviamo, che lingua parliamo, tutti siamo nati per vivere e amare, indipendentemente dalla Nazione, dalla religione o dalla lingua.

Quali sono I tuoi progetti futuri?
Da poco mi sono laureata in produzione cinematografica. In futuro ho intenzione di continuare a dedicarmi alla musica e al mio primo film. Voglio lavorare con persone volonterose e creative per realizzare i miei progetti che coltivo da tempo.

Rajka Stojisavljevic , mediatrice linguistico culturale

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