Mensa della Fraternità a Piacenza, mirabile esempio di progetto nato dall’8 per mille alla Chiesa Cattolica

36.274 pasti erogati all’anno, 3.800 docce effettuate con cambio abiti e servizio barbiere, 253 i volontari impiegati sui vari servizi, 149 i volontari serali.

Sono questi i numeri della Mensa della Fraternità – Caritas Diocesana di Piacenza che dall’anno della sua fondazione, il 1986, offre pasti caldi e solidarietà a chiunque sia in difficoltà. In via San Vincenzo, la struttura è una mano tesa a quanti sono a rischio di esclusione sociali: persone sole, povere, tra cui licenziati, separati, precari con uno stipendio che non basta ad arrivare a fine mese.

Secondo il rapporto “Coraggio, alzati! 2018” della Chiesa emiliana, il 22% di chi ha ricevuto un piatto caldo alla mensa piacentina non si era mai rivolto prima alla Caritas. Tra tavoli e ‘borse viveri’ per le famiglie, in un anno sono state distribuite 24 tonnellate di alimenti, grazie alla filiera di recupero dei cibi vicini alla scadenza.

«Assieme al Centro d’ascolto, la mensa non è solo distribuzione pasti – spiega Francesco Millione, membro del consiglio Caritas – ma accoglienza che mira a restituire valore e competenze ad ogni persona umana. Perché la povertà attuale è anche povertà di relazioni».

La Mensa della Fraternità di Piacenza è un mirabile esempio di realtà sociale nata dalle donazioni che i contribuenti italiani hanno fatto alla Chiesa Cattolica attraverso l’8 per mille. La struttura, infatti, è stata sostenuta con 28.500 euro derivati dalla parte Irpef devoluta al momento della dichiarazione dei redditi.

Nel 2015, il capoluogo della provincia emiliana ha visto nascere un’altra attività sostenuta dalla Caritas diocesana mediante l’8 per mille, l’Officina delle 4S, ovvero una scuola di italiano dove si insegna che la dignità delle persone non ha passaporti. In via Pietro Giordani (nella sede della Caritas), la scuola offre corsi di italiani a rifugiati, badanti, lavoratori in cerca di un impiego migliore.

Le classi sono principalmente costituite da uomini e donne che provengono da Iraq, Perù, Moldavia, Afghanistan, Senegal e Ghana: la sequenza delle ondate migratorie degli ultimi anni. Come sottolineano i volontari, «i primi passi per imparare la nostra lingua fanno parte dei servizi di orientamento lavorativo, assistenza legale e segretariato sociale. Le lezioni sono necessarie per trasmettere una nuova cultura, la conoscenza di diritti e doveri, dare opportunità sul territorio, favorire la crescita personale. Tutti strumenti di base per costruire dialogo e integrazione».

La Mensa della Fraternità e l’Officina delle 4S sono bellissimi esempi di come viene reinvestito l’8 per mille alla Chiesa Cattolica.  Come fare per contribuire alla realizzazione di grandi progetti a favore della collettività? Basta firmare alla voce “Chiesa cattolica” nella scheda apposita del modulo della dichiarazione dei redditi (modello Redditi PF, 730 e CU).

DESTINAZIONE 8 PER MILLE MODELLO REDDITI – La scelta viene effettuata utilizzando l’apposita scheda presente all’interno del modello Redditi.

Possono firmare solo i contribuenti che non scelgono di utilizzare il modello 730 per la dichiarazione dei redditi oppure i contribuenti che sono obbligati per legge a compilare il modello Redditi. Per effettuare la donazione basta semplicemente apporre la propria firma nella casella “Chiesa cattolica” situata nel riquadro denominato “Scelta per la destinazione dell’Otto per mille dell’Irpef”.

Il modello e la scheda possono essere predisposti da qualsiasi intermediario fiscale abilitato alla trasmissione telematica (commercialisti, CAF), che provvederà anche all’invio della dichiarazione entro il 31 ottobre. Chi invece predispone da solo il modello, deve effettuare la consegna via internet entro il 31 ottobre, mentre chi non è obbligato all’invio telematico, può presentare il modello presso qualsiasi ufficio postale dal 2 maggio al 2 luglio.

DESTINAZIONE 8 PER MILLE MODELLO 730 – Il modello 730 precompilato viene messo a disposizione del contribuente, a partire dal 15 aprile, in un’apposita sezione del sito internet dell’Agenzia delle entrate. Per accedere a questa sezione è necessario essere in possesso del codice Pin rilasciato dall’Agenzia delle Entrate.

Il contribuente può accedere alla propria dichiarazione precompilata anche tramite il proprio sostituto che presta assistenza fiscale oppure tramite un Caf o un professionista abilitato. In questo caso deve consegnare al sostituto o all’intermediario un’apposita delega per l’accesso al 730 precompilato.

Il 730 precompilato è a disposizione dei contribuenti che – oltre ai redditi di pensione, di lavoro dipendente o assimilati – possiedono altri redditi da dichiarare con questo modello e/o hanno oneri deducibili/detraibili, non hanno partita IVA e possono avvalersi dell’assistenza fiscale del proprio sostituto d’imposta (datore di lavoro o ente pensionistico) oppure di un CAF o di un professionista abilitato. Il 730 precompilato e il modello 730-1 devono essere presentati entro il 7 luglio nel caso di presentazione al sostituto d’imposta e entro il 23 luglio nel caso di presentazione diretta all’Agenzia delle Entrate oppure al Caf o al professionista abilitato.

DESTINAZIONE 8 PER MILLE MODELLO CU – Possono utilizzare il modello CU i contribuenti che possiedono solo redditi di pensione, di lavoro dipendente o assimilati, attestati dal modello CU e sono esonerati dalla presentazione della dichiarazione dei redditi.

Per devolvere l’8 per mille alla Chiesa Cattolica i contribuenti che ricorrono al modello CU devono firmare nella casella “Chiesa Cattolica” situata nel riquadro relativo alla scelta per l’8 per mille situato nell’apposita scheda allegata. Occorrerà anche firmare nello spazio “Firma” posto in basso nella scheda.

Il modello CU deve essere consegnato entro il 30 settembre solo la scheda con la scelta, in una busta chiusa, che deve recare cognome, nome, codice fiscale del contribuente e la dicitura “SCELTA PER LA DESTINAZIONE DELL’OTTO, DEL CINQUE E DEL DUE PER MILLE DELL’IRPEF” consegnandola presso un qualsiasi ufficio postale (il servizio di ricezione è gratuito) oppure a un intermediario fiscale abilitato alla trasmissione telematica (commercialisti, CAF).

Gli intermediari hanno facoltà di accettare la scheda, possono chiedere un corrispettivo per il servizio e devono rilasciare, anche se non richiesta, una ricevuta attestante l’impegno a trasmettere la scelta. È possibile trasmettere la direttamente via internet entro il 31 ottobre.

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