“Non parliamo di clandestini ma di irregolari” Il festival “Diritti in cammino” entra nel vivo

Il festival dei “Diritti in cammino” è entrato nel vivo venerdì 17 maggio con l’incontro “Migrare è un diritto dei popoli” tenuto da Talita Pini nel salone Nelson Mandela della Cgil dalle 10 alle 12.

Consulente giuridica a Parma presso il Ciac (Centro Immigrazione Asilo e Cooperazione internazionale), Pini si occupa di aiutare da un punto di vista legale i migranti nel riconoscimento dei loro diritti. Durante l’incontro ha parlato nel dettaglio di alcune problematiche inerenti ai diritti dei richiedenti asilo alla luce delle ultime decisioni a livello europeo e nazionale.

Particolare riferimento è stato fatto al recente Decreto 113/18, il cosiddetto “Decreto Sicurezza”, promosso dal ministro degli Interni Matteo Salvini e diventato legge nel dicembre del 2018. “Un decreto incostituzionale in molti punti – sostiene Pini – e che già associando il termine sicurezza all’immigrazione dimostra come sia alla base fondamentalmente sbagliato”.

Abrogazione della protezione umanitaria, esclusione dallo Sprar dei richiedenti asilo e dei titolari di protezione internazionale, preclusione dell’iscrizione anagrafica ai richiedenti asilo, ampliamento della lista dei reati, allungamento tempi di attesa per ottenimento cittadinanza e possibilità di revoca della stessa, sono gli elementi principali del “Decreto Sicurezza” affrontati nel dibattito.

“Non pensiamo al richiedente asilo solo come alla persona che viene dall’Africa col “barcone” – ha poi sottolineato -, questa legge va a ledere tutti quanti, anche soggetti che hanno maggiore autonomia: si pensi agli immigrati dall’Ucraina o dal Venezuela, che nei loro Paesi stanno vivendo situazioni di guerra”.

“Ma perchè le persone richiedono asilo? – ha poi domandato Pini – Non si tratta solo di fuggire dalla guerra, in molti casi le persone vanno alla ricerca di maggiori possibilità per quanto riguarda lo studio e i servizi sanitari fondamentali. Sono tanti gli elementi da considerare. Bisogna far capire che il termine giusto per parlare di queste persone è irregolare, non clandestino. Nessuno è contento di non avere documenti, i cosiddetti clandestini si trovano in questa condizione non per scelta loro, ma a causa delle mancanze che ci sono nei loro Paesi”.

All’intervento di questa mattina, seguirà nel pomeriggio, sul Pubblico Passeggio, dalle 16, “Diritto di migrare: per chi?” conversazione con Mohammed Ba, artista di strada senegalese, che incontrerà nella mattinata successiva 200 studenti dei licei Gioia e Cassinari. Dalle 20.30, nel salone Mandela Cgil, invece appuntamento con Gender (R)Evolution, incontro con Monica Romano e il prof Antonio Prunas.

Sabato 18 maggio, dalla mattina, evento “La biblioteca dei libri parlanti”, promosso da Agedo e Fiorenzuola Oltre i Confini, nel pomeriggio corteo contro le discriminazioni, in partenza da piazzale Marconi alle 16 con arrivo previsto alle 17 e 30 in piazza Cavalli. Dalle 19 in piazza Borgo evento Borgo Rainbow, con musica, cibo ed esibizioni di drag queen.

Domenica 19 maggio banchetto Emergency sul Pubblico Passeggio, dalle 9 e 30, sempre sul Facsal, laboratorio dedicato al libro di Roberta Viganò “La bambola brutta”, a cura di Anpi. All’oratorio San Savino, dalle 12 e 30, si terrà il banchetto dei popoli, a cura di Fiorenzuola oltre i confini (per prenotazioni 3703023581). Si chiude sempre sul Pubblico Passeggio con le letture animate delle storie del “piccolo uovo”  di Francesca Pardi, premio Andersen nel 2012, dalle 16 alle 18.

E’ proprio quest’ultimo evento, insieme alla conversazione con Mohammed Ba, a non aver ottenuto la “collaborazione ” del Comune. “Abbiamo chiesto, tra le iniziative in programma, il sostegno di palazzo Mercanti relativamente alle attività che si sarebbero tenute sul suolo pubblico. Di sette proposte, cinque sono state accettate e non ci è stato spiegato il perché di questo parziale rifiuto – avevano precisato gli organizzatori -. Concedere la collaborazione, per l’ente pubblico, significa dare non solo un supporto logistico, ma anche morale”.

I rapporti con l’assessore di riferimento, Federica Sgorbati, vengono comunque definiti “cordiali” e la disponibilità dimostrata dal singolo assessore non combacia con quella della giunta Barbieri nel condividere, all’interno del programma, le due proposte dalla connotazione “politica” più evidente: il diritto alla migrazione e il diritto alla normalità delle famiglie arcobaleno.

Questo comunque non fa venir meno l’entusiasmo del coordinamento che conta, appunto, 18 associazioni diverse: Arcigay Piacenza Lambda, Cisl Piacenza, Agedo Milano, Progetto Mondo Mlal, associazione Fabbrica e Nuvole, Amnesty International, Uil Piacenza,Fiorenzuola Oltre i Confini, Epikurea, Associazione Arcangelo di Maggio, Famiglie Arcobaleno Piacenza, Libera contro le Mafie, Anpi Piacenza, Restiamo Umani, Cgil Piacenza, Arci Piacenza, Emergency Piacenza, Mondo Aperto Piacenza.

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