“Non si può morire di lavoro” sabato il presidio dei sindacati in Prefettura

“Tristezza e dolore non bastano per la morte del giovane operaio edile, deceduto nell’incidente a Chiavenna Landi. Questa nuova tragedia sul lavoro, avvenuta il Primo Maggio, obbliga tutti ad intervenire, per quanto di competenza, perché non si può e non si deve morire di lavoro”.

Con queste parole e ricordando “altri recenti gravissimi eventi, come quello avvenuto a Gariga solo il 25 aprile scorso”, Cgil, Cisl e Uil promuovono un presidio davanti alla Prefettura di Piacenza il prossimo sabato 4 maggio, dalle 10 alle 12.

I sindacati rivolgono un appello a cittadini ed alle istituzioni “affinché partecipino all’evento, facendo sentire forte il rifiutò della comunità piacentina nei confronti della incultura della fatalità e del rischio”.

La decisione dei rappresentanti dei lavoratori è stata presa anche a seguito dell’infortunio mortale che ha funestato il Primo Maggio sul territorio Piacentino, dove ha trovato la morte, in un cantiere in comune di Cortemaggiore, Alessandro Zigliani, 50 anni.

“Sono oltre 100 – evidenziano – le morti sul lavoro nei primi mesi del 2019; 4 morti sul lavoro nella sola giornata del 24 aprile. L’analisi dei dati sugli infortuni sul lavoro è impietosa. I dati Inail 2018 ci forniscono un quadro sconfortante. Crescono quelli sul lavoro (+2,8%) e quelli nel recarsi al lavoro (+5%). Crescono in tutti i territori, a partire dal Nord-Est, con un +5,2%,. Crescono sia per gli uomini (+3,7%) che per le donne (+5,5%)”.

“Crescono in tutti i settori: nell’Industria e nei Servizi (+2,6%) e in Agricoltura (+7,4%). Ci vuole più prevenzione e vigilanza ma servono anche più controlli: come ci ricorda il presidente dell’Anmil, Bettoni, “delle 20.942 aziende ispezionate nel 2018 dall’Inail (Ispettorato Nazionale del Lavoro) ben 16.394, pari al 78,2% del totale, sono risultate irregolari con una crescita del tasso di irregolarità del 5% rispetto all’anno precedente. Le violazioni accertate sono state 31.218, di cui la stragrande maggioranza (26.885) di natura penale”.

Il Pd aderisce al presidio dei sindacati – Il Pd aderisce al presidio promosso dalle Confederazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil per sabato mattina davanti alla Prefettura. “L’infortunio mortale che ha lasciato sul campo un lavoratore proprio il 1 maggio – scrivono in una nota -, oltre a privare una famiglia di un affetto e di un sostentamento fondamentali, dimostra come il bisogno di lavoro costringa tanti lavoratori a prestare la propria opera sempre, anche in giornate festive”.

“Nell’auspicio che questa famiglia non venga lasciata sola”, il Pd provinciale sottolinea che “la garanzia del lavoro e le sue tutele devono tornare ad essere al centro dell’attenzione e delle decisioni dell’agenda politica e istituzionale, sia per la corretta applicazione delle norme sulla sicurezza del lavoro, tema sul quale non va mai abbassata la guardia, sia per far sì che il lavoro torni ad essere un diritto riconosciuto in quanto tale”.

L’adesione di Articolo 1 – Anche Articolo 1 annuncia l’adesione al presidio di sabato mattina a Piacenza.

“Ancora una volta – scrivono – dobbiamo piangere un lavoratore che ha perso la vita mentre stava lavorando e per di più il 1 maggio! Articolo 1 si unisce al dolore dei familiari e ricorda come nei primi mesi del 2019 sono già più di cento i lavoratori morti sul lavoro”.

“Ogni anno si consuma una vera e propria “strage” che evidenzia come la sicurezza sul lavoro sia nel nostro paese una vera emergenza nel disinteresse delle istituzioni. Se più prevenzione e vigilanza, strumenti adeguati, formazione e informazione sono i mezzi migliori per contrastare il fenomeno non va dimenticato che occorrono anche più controlli”.

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