Perchè è importante andare a votare alle elezioni europee

Verso le elezioni europee 2019, la nostra scheda per capire meglio

Mancano pochi giorni alle elezioni europee del 26 maggio, ma si parla troppo poco di questo appuntamento elettorale cruciale per il futuro di tutti i cittadini.

Le informazioni giungono spesso in modo unilaterale e contrastante tra europeisti ed euroscettici, ma soprattutto i media non parlano quasi mai di Europa, se non quando chiamata in causa dai politici nazionali. Questo non aiuta i cittadini a comprenderne il valore delle elezioni e il funzionamento dell’Unione Europea. Un funzionamento complesso, vista la quantità di istituzioni interne che la compongono.

Vediamo allora di fare un po’ di chiarezza.

Quando e perchè si vota nei diversi Paesi – Si vota per eleggere i deputati che andranno a comporre il Parlamento Europeo (VAI AL SITO UFFICIALE) per i prossimi cinque anni e rappresenteranno gli interessi dei cittadini dell’Unione europea. Il Parlamento di Strasburgo stabilisce infatti normative che riguardano gli oltre 500 milioni di cittadini europei, che vertono su tutti gli argomenti della vita di tutti i giorni: agricoltura e pesca, sviluppo regionale, protezione dei consumatori e sicurezza alimentare, trasporti, ambiente ed energia, salute, cultura, istruzione e formazione, commercio, concorrenza, ricerca e innovazione.

Gli Stati membri dell’Unione Europea sono 28, Inghilterra compresa, e le elezioni si terranno tra il 23 e il 26 maggio 2019, con calendario variabile per ciascun Paese.

Il caso particolare dell’Inghilterra – Con il rinvio della Brexit (uscita del Regno Unito dall’Unione Europea) dal 12 aprile al 31 ottobre, Londra si trova costretta ad eleggere i suoi rappresentanti all’Europarlamento. Inizialmente le elezioni non erano pianificate per il fatto che l’uscita del Regno Unito dall’Unione europea (“Brexit”), decisa tramite il referendum del 2016, era stata fissata per il 29 marzo 2019. Tuttavia, il governo britannico e il Consiglio europeo hanno deciso di ritardare la Brexit al summit europeo dell’11 aprile.

Gli eletti tornano così al numero originario di 751, dopo essere stati tagliati a 705. Questo obbliga il Parlamento a riconteggiare i seggi aggiuntivi che erano stati assegnati ad altri paesi europei, visto che lo scenario-Brexit prevedeva che i 73 scranni del Regno Unito fossero in parte rimossi (46 seggi) e in parte (27) ridistribuiti ad altri paesi, inclusa l’Italia.

Gli eurodeputati che sarebbero stati eletti al posto dei colleghi britannici resteranno in stand by fino alla data di uscita dell’Isola dalla Ue, in teoria fissata entro il 31 ottobre del 2019 dopo la nuova proroga concessa da Bruxelles.

Vediamo allora la data scelta per le elezioni da ciascun Stato membro dell’Unione Europea.

• Austria – 26 maggio
• Belgio – 26 maggio
• Bulgaria – 26 maggio
• Cipro – 26 maggio
• Croazia – 26 maggio
• Danimarca – 26 maggio
• Estonia – 26 maggio
• Finlandia – 26 maggio
• Francia – 26 maggio
• Germania – 26 maggio
• Grecia – 26 maggio
• Irlanda – 24 maggio
• Italia – 26 maggio
• Lettonia – 25 maggio
• Lituania – 26 maggio
• Lussemburgo – 26 maggio
• Malta – 25 maggio
• Paesi Bassi – 23 maggio
• Polonia – 26 maggio
• Portogallo – 26 maggio
• Regno Unito – 23 maggio
• Repubblica Ceca – 25 maggio
• Romania – 26 maggio
• Slovacchia – 25 maggio
• Slovenia – 26 maggio
• Spagna – 26 maggio
• Svezia – 26 maggio
• Ungheria- 26 maggio

Quanti deputati vengono eletti per ciascun paese (LA MAPPA) – Si eleggono 751 parlamentari, distribuiti in proporzione alla popolazione di ogni stato membro, da un massimo di 96 (Germania), a un minimo di 6 (Malta). Dal 1979 i deputati sono eletti a suffragio universale diretto per un periodo di cinque anni.

Austria – 19 (+1)
Belgio – 21 (/)
Bulgaria – 17 (/)
Cipro – 6 (/)
Croazia – 12 (+1)
Danimarca – 14 (+1)
Estonia – 7 (+1)
Finlandia – 14 (+1)
Francia – 79 (+5)
Germania – 96 (/)
Grecia – 21 (+1)
Irlanda – 13 (+2)
Italia – 76 (+3)
Lettonia – 8 (/)
Lituania – 11 (/)
Lussemburgo – 6 (/)
Malta – 6 (/)
Paesi Bassi – 29 (+3)
Polonia – 52 (+1)
Portogallo – 21 (/)
Regno Unito – 73 (+2)
Repubblica Ceca – 21 (/)
Romania – 33 (+1)
Slovacchia – 14 (+1)
Slovenia – 8 (/)
Spagna – 59 (+5)
Svezia – 21 (+1)
Ungheria – 21 (/)

Quali sono le istituzioni dell’Ue? – Quelle principali sono 3: Commissione, Parlamento, Consiglio europeo. La Commissione è il governo, l’organo esecutivo. In quanto tale, propone le leggi all’organo legislativo, composto da Parlamento e Consiglio, che le approva e adotta, o respinge. Parlamento e Consiglio formano le due “camere” dell’organo legislativo, proprio come Camera e Senato in Italia.

Il Parlamento è eletto direttamente a livello europeo, il Consiglio è composto dai governi degli Stati membri, che a loro volta rappresentano il volere elettorale dei cittadini a livello nazionale.

Dove si trova e come è composto il Parlamento europeo? – Il Parlamento ha due sedi: quella principale a Bruxelles, quella secondaria a Strasburgo; quest’ultima è stata la prima sede. Di fatto i parlamentari si trovano a Strasburgo generalmente solo una settimana al mese, per adottare i provvedimenti che per tutto il resto del tempo sono discussi e studiati nella sede di Bruxelles.

Ogni partito nazionale concorre a formare, con i propri candidati, un gruppo europeo. I nuovi arrivati e gli outsider che non fanno parte di grandi famiglie politiche europee possono decidere a che gruppo appartenere, una volta eletti e se accettati, o costituire nuovi gruppi.

Nell’attuale Parlamento, i gruppi politici sono i seguenti:

PPE (partito popolare europeo)

S&D (alleanza dei progressisti e democratici)

ALDE (alleanza dei democratici e liberali)

Verdi/ALE (Verdi/Alleanza libera Europa)

CRE (conservatori riformisti europei)

ELD (Europa della democrazia e libertà)

GUE/NGL (gruppo confederale della sinistra unitaria europea/sinistra verde nordica)

Europa della Libertà e della Democrazia Diretta EFDD (con l’UKIP di Farage e Movimento 5 Stelle)

Europa delle Nazioni e della Libertà ENF (estrema destra, con Lega e Marine Le Pen)

N-I (non iscritti)

Nell’attuale composizione, il PPE (centro e centro destra) ha la maggioranza dei seggi, seguito da S&D (sinistra e centro sinistra). S&D comprende nella sua componente principale il PSE (partito socialista europeo) di Schulz, Zingaretti e Pedro Sanchez (neo eletto in Spagna).

Cosa succede dopo le elezioni? – Dal 27 maggio i neo-eletti lavoreranno per formare i gruppi parlamentari. Per formare un gruppo servono almeno 25 parlamentari provenienti da almeno un quarto dei Paesi Membri (quindi 7 al momento).

Il 2 luglio il nuovo Parlamento si insedierà alla prima seduta plenaria di Strasburgo. In tale circostanza procederà alla formazione delle commissioni parlamentari e all’elezione del nuovo presidente del Parlamento europeo, che succederà ad Antonio Tajani (Forza Italia). Le commissioni sono 21 e si può far parte di più di una. Si dividono per ministeri: budget, cultura, affari giuridici, affari costituzionali, commercio, agricoltura etc.

Dopo le elezioni i parlamentari saranno anche chiamati a eleggere il nuovo presidente della Commissione europea. Da regolamento il candidato dovrebbe essere nominato dal Consiglio, organo formato dai capi di stato e di governo, ma dal 2014 si è affermata una nuova procedura, quella dello spitzenkandidaten, secondo cui ogni gruppo parlamentare presenta un candidato prescelto e il gruppo che consegue il maggior numero di voti ha il diritto di presentare il candidato al parlamento, che però dovrà ottenere la maggioranza assoluta dei voti (50%+1) e l’approvazione del Consiglio.

Data la necessità di un forte consenso politico, non è quindi sempre vero che il candidato del gruppo con più membri sia quello eletto.

A cura di Micaela Ghisoni

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