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Pesca, Molinari (Pd): “Studiare piano di contenimento dei cormorani”

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“L’incremento del cormorano ha determinato la riduzione di una quota sempre più significativa negli stock ittici, con effetti dannosi sulle produzioni e sulle attività di pesca professionale e sportiva, senza contare gli effetti su tutto il patrimonio ittico locale, anche quello protetto”.

“Per questo motivo – spiega il consigliere regionale piacentino Gian Luigi Molinari (Pd) – è necessaria una soluzione per aiutare i pescatori ed evitare di mettere ulteriormente in pericolo l’equilibrio ambientale. Nella risoluzione, di cui il dem piacentino è primo firmatario, viene infatti chiesta una verifica sulla fattibilità della realizzazione di piani di abbattimento dei cormorani, attraverso un confronto e un’analisi accurata della situazione”.

“Fino a qualche decennio fa – aggiunge Molinari – questi uccelli selvatici era avvistabili occasionalmente mentre oggi sono una presenza costante e numerosa in tutti i bacini interni e anche gli allevamenti ittici hanno dovuto predisporre alcune misure per limitarne i danni dal momento che le acque ferme interne vengono sistematicamente svuotate di ogni forma ittica specialmente nei periodi invernali”.

Ad aggravare la situazione è stato l’ampliamento dell’area di diffusione con uno spostamento dalle zone costiere e di pianura a quelle collinari e, più recentemente, montane. Secondo i risultati dei censimenti degli uccelli acquatici svernanti in Emilia-Romagna condotti periodicamente da Asoer (l’associazione ornitologi dell’Emilia-Romagna), nel 2010 i cormorani risultavano 9.886 mentre nel 2016 si è arrivati a 11.275 unità con picchi a Ravenna e a Ferrara dove si arriva a quota 3000 esemplari. Nel territorio piacentino sono circa 200.

In considerazione del notevole successo delle iniziative di protezione del cormorano (specie protetta ai sensi della Legge nazionale 157/1992 e della Direttiva 2009/147/ CE del Parlamento europeo) la Commissione pesca del Parlamento europeo sta lavorando da alcuni anni alla redazione di un Piano europeo di gestione della popolazione di questa specie affinchè ne sia limitato l’impatto sulle risorse ittiche e sulle attività concernenti l’acquacoltura.

“Alcune Regioni italiane – sottolinea Molinari – si sono già attivate per avviare piani di prelievo in deroga soprattutto nelle aree e nelle realtà produttive in cui si pratica l’attività di vallicoltura, nel rispetto della normativa vigente che prevede la preventiva approvazione di ISPRA – Istituto per la Protezione e la Ricerca Ambientale; su questa linea credo sia necessario che anche la Regione avvii l’iter per la concessione di deroghe, attraverso tutte le valutazioni del caso, affidandosi a strutture scientifiche e a professionisti esperti della materia, in grado di fornire informazioni attendibili sulla effettiva consistenza delle popolazioni di cormorani e sui danni che arrecano alle specie ittiche particolarmente pregiate”.

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