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Quale facoltà? “I genitori non scelgano per i ragazzi”

Si avvicina l’esame di maturità. E con esso il bivio tra il lavoro e lo studio. Per aiutare ad affrontare con la giusta consapevolezza una scelta che riguarda il singolo studente, ma che, per la complessità del sistema e per la straordinaria ricchezza delle alternative, coinvolge inevitabilmente anche i genitori, l’Orientamento e Tutorato della sede piacentina dell’Università Cattolica ha organizzato nel pomeriggio del 30 maggio l’iniziativa “Università Cattolica, ti presento i miei!”.

Dopo la presentazione generale dell’ateneo e dei suoi servizi, con qualche consiglio ai genitori per orientare i figli nella scelta, sono stati illustrati i percorsi formativi e l’organizzazione delle facoltà presenti presso l’Università Cattolica di Piacenza.

“Le famiglie sono sempre più importanti nel momento della scelta dell’università da parte dei giovani– ha spiegato Michele Faldi, direttore dell’Offerta formativa, Orientamento e Tutorato dell’Università Cattolica di Piacenza –. Spesso pero questo avviene in modo errato, con i genitori che si vanno a sovrapporre alle decisioni del figlio: questa giornata vuole essere quindi uno strumento per aiutare le famiglie a non sostituirsi ai ragazzi e ad essere invece le reali protagoniste in una scelta decisiva per il loro futuro”.

Scienze e tecnologie agrarie, Scienze e tecnologie alimentari, Food production management; Economia aziendale e Doppia Laurea in Management Internazionale (Double degree), Giurisprudenza – Profilo Diritto e innovazione digitale e Profilo Diritto&Economia – Scienze dell’educazione e della formazione. Questa la proposta didattica dell’ateneo piacentino che i maturandi e le loro famiglie hanno potuto conoscere un po’ più da vicino, assaporando per una giornata l’atmosfera del mondo universitario.

“Dalle indagini che facciamo nel nostro ateneo emerge chiaramente che per quanto riguarda la scelta del percorso di studi lo studente che arriva dal liceo è mosso principalmente dalla propria passione e dal proprio interesse, oltre ad essere molto attento alle materie che si studiano e ai percorsi didattici offerti dalle diverse facoltà” – ha poi commentato Faldi.

“Questo è un fatto positivo: da un lato perché notiamo che la percentuale di abbandono degli studi qui è sotto la media nazionale, dall’altro perché se un giovane sceglie con questi criteri è aiutato a trovare facilmente lavoro, in quanto la formazione che offriamo è completa e rende capaci di essere attenti alle novità del mondo esterno”.

“Il mondo del lavoro oggi cerca giovani flessibili – ha poi evidenziato – che abbiano voglia di imparare e che non siano troppo specializzati, ma bensì pronti ad imparare rispetto alle novità che lo attraversano. In questo senso, oggi più che mai iscriversi all’università non solo è utile, ma bensì fondamentale”.

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