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Terruzzi racconta il mito di Ayrton Senna al Rotary Club Piacenza foto

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(distretto 2050)

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Il giornalista e scrittore Giorgio Terruzzi ospite del Rotary Piacenza

Lunedì 13 maggio, il noto giornalista e scrittore italiano Giorgio Terruzzi è stato accolto nella suggestiva sede del Grande Albergo Roma, ove si riunisce il Rotary Club Piacenza, per condividere con i soci presenti riflessioni e pensieri legati al mondo dello sport e dei motori.

Introdotto dal presidente di club Giancarlo Gerosa, l’ospite ha tracciato un ritratto del campione brasiliano di F1 Ayrton Senna, ripercorrendo alcuni passaggi del libro scritto in occasione del ventesimo anniversario della sua morte “Suite 200. L’ultima notte di Ayrton Senna”, con un titolo che esplicitamente richiama il luogo ove egli trascorse la sua ultima notte prima della gara di Imola, teatro del tragico evento risalente a venticinque anni fa.

Reduce da un weekend drammatico, segnato dal grave incidente del conterraneo Rubens Barrichello e da quello mortale di Ratzenberger, il fatale epilogo sopraggiunge quando Senna era alle prese con alcune decisioni importanti connesse alla sua vita sentimentale, alla sua attività di manager e ai suoi rapporti con una famiglia molto amata ma anche pressante.

Un campione di umanità, che raramente si è sentito appagato dal talento, dal successo e dalla ricchezza perché “tormentato” dal bisogno di restituire ciò che lui aveva ricevuto in abbondanza, in un paese, il Brasile, in cui la povertà (come ad esempio nelle favelas) era un’evidenza. La consapevolezza di accudire un debito e la ricerca di un senso alla propria vita delineano anche il rapporto “anomalo” di Senna con Dio. La Fondazione Senna in aiuto a milioni di bambini brasiliani, che avviò prima di morire, ha contribuito a testimoniare la scia indelebile tracciata da questo eroe immortale.

Dopo aver breve digressione sull’eterno ragazzo Valentino Rossi, il giornalista ha portato all’attenzione degli intervenuti una particolare sensibilità mostrata da Michael Schumacher non appena ricevuta la notizia della grave malattia diagnosticata al giornalista Pepi Cereda, telefonandogli tutte le sere sino alle fine dei suoi giorni.

Esempi anche di sensibilità, che avvicinano a noi persone che, per le loro imprese sportive, siamo abituati a considerare lontane.

Roberta Fiorani

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