Tutti i pericoli delle bombe inesplose: lezione-esercitazione dei Pontieri fotogallery

Cosa fare in caso di ritrovamento di una bomba inesplosa? Come comportarsi per non correre rischi? Sono le domande alle quali ha cercato di rispondere il Secondo Reggimento Genio Pontieri di Piacenza attraverso l’esercitazione rivolta agli studenti delle scuole superiori della città.

Esercitazione del Genio Pontieri per le scuole

Una mattinata trascorsa in riva al Po allo scalo militare per oltre 200 giovani delle scuole Cassinari, Marconi, Romagnosi, Tramello, insieme agli allievi della scuola militare Teuliè di Milano.

I militari hanno simulato diverse operazioni: la presa della sponda fluviale, il trasporto di mezzi e persone attraverso il traghetto, il disinnesco in sicurezza di un’autobomba, lo sminamento con il metal detector, l’utilizzo dei mezzi sminatori e infine il “despolettamento” di un ordigno bellico d’areo attraverso cariche esplosive.

Nelle foto e video alcuni dei momenti dell’esercitazione a cui hanno partecipato anche il Reggimento di Artiglieria a cavallo di Milano, l’8° Reggimento Guastatori Paracadutisti di Legnago, e il Decimo Reggimento Genio Guastatori di Cremona.

A tenere una lezione speciale agli studenti, il comandante dei pontieri piacentini colonnello Salvatore Tambè, affiancato dal direttore del Polo di Mantenimento Pesante Nord, generale Sergio Santamaria, dal direttore del Polo Nazionale Rifornimenti, Brigadier generale Dionigi Maria Loria, e dal vice comandante del Genio Colonello Ardemio Chiavaresio. Presente anche una nutrita rappresentanza delle autorità civili e militari cittadine.

“Obiettivo – ha ricordato il colonnello Tambè – accrescere la conoscenza e la consapevolezza, soprattutto nei giovani, dei potenziali pericoli dovuti alla presenza sul territorio nazionale degli ordigni residuati bellici, al possibile ritrovamento di un ordigno improvvisato (artigianale) e all’utilizzo degli artifizi pirotecnici”.

Esercitazione del Genio Pontieri per le scuole

A partire dal briefing introduttivo di presentazione degli elementi salienti dell’attività, il varo di un modulo di materiale da ponte galleggiante motorizzato e l’attività di ricognizione sponda, una simulazione di scontro a fuoco, l’esfiltrazione di un (finto) ferito e il traghettamento dei mezzi da una sponda all’altra. Successivamente i militari sono stati impegnati nella neutralizzazione di un ordigno collocato all’interno di un’auto mediante l’utilizzo di robot.

A seguire l’attività dimostrativa di sminamento e di bonifica degli ordigni residuati bellici, con l’utilizzo di attrezzature altamente specialistiche. Illustrate le varie tipologie di mine utilizzate nei conflitti bellici. Il trattato di Ottawa del 1994 vieta l’uso, l’immagazzinamento, la produzione e la vendita di mine antiuomo, ed è stato in seguito firmato dalla maggior parte delle nazioni del mondo.

A lato del teatro dell’esercitazione erano presenti alcuni stand, dove sono stati esposti ordigni residuati bellici – bombe a mano, granate e altri esplosivi nascosti in giocattoli, come una bambola e una macchinina telecomandata a distanza, con relativa spiegazione della pericolosità. In mostra anche le attrezzature utilizzate per la condotta delle attività sminamento, bonifica ordigni bellici e ordigni improvvisati (artigianali), le attrezzature in dotazione alla Polizia di Stato utilizzate per la bonifica degli ordigni improvvisati in territorio nazionale e nel contempo attività informativa sulla pericolosità degli artifizi pirotecnici.

Sono stati esposti anche mezzi utilizzati nell’operazione di demolizione degli edifici pericolanti, rimozione e trasporto delle macerie, nelle aree del Centro Italia interessate dal sisma del 2016 ed in generale negli interventi per Pubbliche Calamità. L’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra ha illustrato le finalità dell’associazione e i rischi e le conseguenze di una esplosione di un ordigno residuato bellico.

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