“Un’idea diventata azienda”, in Banca di Piacenza ospite il fondatore di Satispay

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“Satispay è un’idea diventata azienda”. Lo racconta con semplicità uno dei fondatori, Alberto Dalmasso, ospite in Banca di Piacenza.

La Banca ha acquisito una partecipazione dell’innovativo strumento di pagamento on line, ed è “collocatrice” del prodotto nella nostra provincia. Satispay è il servizio di intermediazione finanziaria che cresce maggiormente in Italia e tra i primi 100 a livello mondiale: al momento ha 620mila utenti (in crescita di 1500 al giorno) e 72mila servizi convenzionati, con 42 milioni di euro di investimenti.

Come funziona Satispay? Prima di tutto in sicurezza, visto che opera solo con l’Iban. Scaricata gratuitamente l’applicazione sul telefonino e creato il proprio profilo, è possibile ottenere un bonus di 5 euro inserendo il codice promo BPC. L’app è dotata di un geolocalizzatore in grado di indicare quali negozi della zona in cui ci si trova sono convenzionati e nei quali si può quindi pagare con Satispay.

In diversi esercizi, pagando con questo innovativo sistema si ottengono benefici immediati con il cashback, il rimborso immediato di una percentuale della spesa, riaccreditato direttamente sull’applicazione dell’utente e subito riutilizzabile. Procurando un nuovo “amico”, si ricavano 10 euro.

L’incontro con il co-fondatore di Satispay, condotto dal direttore della Banca di Piacenza Mario Crosta, è stato molto partecipato e ha offerto numerosi spunti interessanti, non solo per i numerosi esercenti interessati a utilizzare questo nuovo strumento, anche per gli appassionati di finanza e nuove tecnologie.

“Sette anni fa lavoravo a Torino e come tanti, alle prese con ritmi frenetici, mi sono trovato spesso senza contanti anche per fare acquisti semplici, come la colazione del mattino – racconta Alberto Dalmasso -, perché non ero riuscito a passare al bancomat a prelevare. Da lì l’idea di poter utilizzare uno strumento semplice, agevole, che acquisisse quella quota di mercato che le carte di credito non avevano ancora conquistato. La vera tecnologia è quella che semplifica la vita”.

“In Italia, come in Germania, infatti è ancora prevalente l’utilizzo dei contanti: oltre 80% delle transazioni nei negozi avviene in questo modo. Da noi, a differenza dell’America, si preferisce infatti non spendere di più di quanto non si abbia sul conto corrente, mentre per gli esercenti rappresenta un costo che spesso decidono di non sostenere”.

“Insieme al mio socio, Dario Brignone, abbiamo pensato a un nuovo network di pagamento, sfruttando le rispettive competenze: io sono laureato in Economia e avevo già esperienze in campo internazionale, Dario è un informatico con competenze matematiche. Abbiamo creato Satispay con i nostri risparmi, circa 60 mila euro a testa. E’ stato fondamentale partire in due, perché ci siamo potuti sempre confrontare e dirci in faccia cosa stavamo sbagliando e migliorare insieme”.

“Non è stato facile, ma nel nostro percorso abbiamo sempre visto delle opportunità, come il cambiamento delle normative europee sulla movimentazione del denaro, una novità che aveva spaventato le banche e che invece ha agevolato la crescita di Satispay“.

Da questo percorso sono scaturiti i principi cardine dell’azienda: do it smart, quindi adottare delle soluzioni intelligenti che semplifichino il lavoro, anche all’interno della stessa Satispay, be responsible ossia promuovere cambiamenti positivi e believe. “Vogliamo che chi lavora con noi creda davvero in quello che facciamo” dice Dalmasso.

“Il nostro obiettivo è di riuscire a superare il milione di utenti e i 100mila esercenti, puntando a consolidare la nostra crescita internazionale – conclude -, che fino ad adesso ha potuto contare anche su investitori attenti, curiosi, oltre che con i conti in regola, come Banca di Piacenza”.

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