Al via nel piacentino la lotta al ragnetto rosso, l’acaro che minaccia il pomodoro

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Ha preso il via la sperimentazione di lotta biologica contro il diffondersi del ragnetto rosso, l’acaro che minaccia la produzione del pomodoro da industria.

A seguito della comparsa delle prime colonie di ragnetto sul pomodoro della campagna 2019, l’OI Pomodoro da industria del Nord Italia – insieme ai partner istituzionali Servizio fitosanitario della Regione Emilia-Romagna e Consorzio fitosanitario di Piacenza – ha compiuto la distribuzione dei primi fitoseidi, ossia degli acari predatori del ragnetto rosso, in alcuni terreni della provincia di Piacenza, una delle zone a più alto rischio.

“Si tratta di un progetto di sperimentazione di lotta biologica – spiega il presidente dell’OI Tiberio Rabboni – che la nostra organizzazione ha fortemente voluto e cofinanziato insieme ai partner di progetto Servizio Fitosanitario regionale e Consorzio Fitosanitario di Piacenza, con l’obiettivo di trovare un percorso alternativo alla lotta chimica al ragnetto rosso, una strada che finora non è risultata efficace nel contenimento dell’infestazione. L’intento è di verificare la sostenibilità economica e l’efficacia di utilizzo di predatori naturali, quali i fitoseidi, nella lotta al ragnetto. La sfida è quella di capire se questa metodologia, attualmente utilizzata con successo nella coltura in serra, possa dare risultati anche nell’applicazione in pieno campo”.

Nel frattempo, oltre alle prove nei campi sperimentali, continuano anche le prove di lotta integrata al ragnetto condotte dal Consorzio fitosanitario di Piacenza, confrontando l’efficacia della lotta con i prodotti fitosanitari, avvalendosi del supporto specializzato del dottor Emanuele Mazzoni dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza.

Il gruppo di tecnici al lavoro

Contrasto del ragnetto: la cronistoria – La sperimentazione della lotta biologica, al via in questi giorni nel Piacentino, è solo l’ultima tappa di un più ampio percorso di lotta al ragnetto iniziato da tempo. Nel corso del 2018 l’OI aveva provveduto alla tempestiva attivazione di un tavolo di lavoro con la Regione Emilia-Romagna, l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza ed il Consorzio Fitosanitario di Piacenza per un approccio condiviso, di tipo territoriale.

Il tavolo aveva attuato un primo studio per capire le dinamiche del dilagare del ragnetto, nonostante l’applicazione di principi attivi acaricidi. Dopo aver individuato la possibile strategia per la lotta, condivisa fra filiera ed istituzioni, sono stati organizzati incontri pubblici prima dei trapianti in campo, a scopo divulgativo e di sensibilizzazione, per affiancare gli agricoltori, con utili indicazioni, nell’attuazione di provvedimenti di contrasto al ragnetto.

L’OI aveva provveduto anche alla distribuzione ai propri soci di un vademecum, da consegnare agli agricoltori, allo scopo di non sottovalutare il problema e di attuare una strategia di lotta condivisa con l’obiettivo comune di contenere i danni da ragnetto, scongiurare una sua eccessiva diffusione ed ottenere un risultato commerciale soddisfacente sia per l’imprenditore agricolo che per l’impresa di trasformazione.
Progetti futuri

Lo scorso aprile l’OI, nell’ambito dei Piani di sviluppo rurale della Regione Emilia-Romagna, ha partecipato alla presentazione di un progetto, con capofila il Consorzio Agrario Terrepadane, per approfondire lo studio delle dinamiche e individuare le più efficaci modalità di lotta al ragnetto rosso. Ora si è in attesa di valutazioni da parte della Regione e si auspica un esito favorevole, dati i rischi della diffusione del ragnetto.

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