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Alla Galleria Alberoni visita guidata a prezzo ridotto nell’ultima domenica prima della chiusura estiva

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Domenica prossima 30 giugno sarà l’ultima domenica di apertura della Galleria Alberoni, prima della consueta pausa estiva.

Per quest’ultima domenica la visita guidata delle ore 16 sarà a ingresso ridottissimo (€. 3,50) e con un itinerario speciale che permetterà anche di attraversare il grande parco del Collegio Alberoni e visitare la Specola Astronomica sita proprio al centro del grande e antico spazio verde. Si tratta di uno dei rari esemplari italiani di Osservatorio Astronomico autonomo della seconda metà del XX secolo. La visita guidata porterà anche nella stanza di Padre Giovanni Battista Tornatore, ricostruita in due antiche sale del piano terra del Collegio e recentemente aperta al pubblico.

Chiusura estiva della Galleria Alberoni – La Galleria Alberoni riaprirà al pubblico con le consuete visite domenicali, e numerosi appuntamenti culturali in preparazione, nel prossimo mese di settembre. Nei mesi di luglio e agosto restano attive le visite guidate per gruppi di almeno 15 visitatori su prenotazione. Non si terrà invece l’apertura domenicale.

Resta attiva, durante l’estate, la possibilità, per singoli o piccoli gruppi di visitatori, di contattare, dal lunedì al venerdì, la Galleria Alberoni per verificare la possibilità di un percorso accompagnato della durata di un’ora. Il percorso è accompagnato, cioè condotto da accompagnatore che fornisce le informazioni essenziali.

La Specola Astronomica Alberoniana – L’area che circonda il Collegio è occupata verso sud dal grande parco, un tempo dedicato alle colture dell’orto e del frutteto. Proprio tra i filari di vite, le aiuole di ortaggi e gli alberi da frutto, nel 1882 venne costruito l’edificio, visibile ancora oggi nella sua integrità, per l’osservazione del cielo notturno: la specola astronomica.

Il piccolo e splendido edificio, che costituisce la Specola astronomica del Collegio Alberoni, rappresenta un unicum in Italia, e un gioiello per la città di Piacenza; è infatti uno dei pochissimi osservatori autonomi, cioè uno dei pochi edifici, di fine Ottocento, costruito con la sola ed esclusiva funzione di osservatorio e studio della sfera celeste.

La Specola, fu edificata nel 1882 per iniziativa di Giovan Battista Manzi (1831-1912), vincenziano proveniente da Napoli e professore di matematica e fisica, presso il seminario, dal 1856 al 1906. Il Manzi riuscì a combinare l’attività di insegnante, di Superiore del Collegio, dal 1881 al 1904, e di scienziato associato alla Società Meteorologica Italiana, alla Società degli Spettroscopisti italiani e candidato all’Accademia dei Lincei da papa Leone XIII. La Specola venne costruita per potervi collocare il prezioso telescopio rifrattore di Merz di 13 cm di diametro, che non poteva essere collocato nel primo e più antico Osservatorio del Collegio. (Gli strumenti astronomici non saranno visibili nelle visite delle domeniche di giugno).

L’Osservatorio astronomico fu il frutto della crescente importanza dedicata alle osservazioni del cielo notturno e dell’esigenza di condurle per mezzo delle tecnologie più aggiornate. Per la costruzione non si pensò a un edificio preesistente, come comunemente avveniva, ma venne individuata un’area libera sufficientemente distante dal Collegio. Le fondamenta circondano un plinto in cemento interrato e isolato dal terreno circostante il quale sostiene il pilastro in granito che fa da base alla montatura equatoriale per il telescopio Merz con oculare di 130 mm.

La connessione del telescopio con il meccanismo del moto orario e l’allegato spettroscopio ne faceva una dotazione di tutto rispetto per l’osservazione dallo spiraglio della cupola mobile. L’edificio è dotato anche di fessura meridiana per l’utilizzo di un altro strumento eccellente: il cannocchiale dei passaggi la cui funzione è quella della determinazione dell’ora siderale.

Fondato in pieno clima illuministico, il Collegio risentì in maniera considerevole dell’atmosfera generale nella quale le scienze esatte erano tenute in grande considerazione. Tale fervore in campo scientifico è documentato già nei primi tesari accademici, discussi nel 1753, dove si discetta sull’origine dei colori e si propongono esperimenti sull’elettricità sul modello di quelli di Benjamin Franklin. La tradizione gloriosa del Collegio Alberoni, nel campo scientifico, si documenta attraverso il materiale scientifico di cui risulta dotato.

La stanza di Padre Giovanni Battista Tornatore – Inaugurata e presentata alla stampa sabato 25 maggio la stanza di Padre Giovanni Battista Tornatore, ricostruita in due sale del piano terra del Collegio, vuol essere il luogo della memoria e della riconoscenza, così come affermato da Giorgio Braghieri, presidente dell’Opera Pia Alberoni.

Si tratta di due salette, lo studio e la camera da letto, arredate con semplicità affiancando agli effetti personali del missionario, un’ampia sezione didattica costituita da pannelli che ne illustrano la biografia, la traslazione della salma dal cimitero di San Lazzaro alla casa madre delle Suore di Sant’Anna e da un video intitolato Padre Tornatore, una vita per la Chiesa, realizzato da Padre Erminio Antonello, che presenta la figura dell’illustre missionario vincenziano.

Padre Giovanni Battista Tornatore (1820-1895), missionario vincenziano fu cofondatore delle Figlie di Sant’Anna, insieme alla beata Madre Rosa Gattorno, e tra i fondatori della rivista Divus Thomas, nel 1879.

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