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Caos Trapani, i giocatori mettono la società in mora “Due mesi senza stipendi”

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A pochi giorni dal primo dei due match decisivi per raggiungere la serie B, l’avversario del Piacenza, il Trapani – che sarà ospite al Garilli nella serata di sabato 8 giugno (calcio d’inizio ore 20 e 30) – si trova a dover far fronte ad una “grana” societaria.

Nella giornata di ieri, 4 giugno, i calciatori del club siciliano hanno infatti trasmesso all’Aic (Associazione Italiana Calciatori) un comunicato in cui lamentano la mancanza del pagamento degli stipendi negli ultimi due mesi.

Una situazione che riporta alla mente fatti recenti e tristemente noti nella nostra città, quando la proprietà dell’altra compagine calcistica piacentina impegnata in serie C, il Pro Piacenza, ha dovuto dichiarare il fallimento dopo un escalation di mancati pagamenti e pessime figure, culminata nella sconfitta per 20 a 0 contro il Cuneo in cui sono scesi in campo 7 ragazzini delle giovanili.

Secondo quanto si legge nella nota, i giocatori trapanesi allenati da Vincenzo Italiano dichiarano esplicitamente di aver messo la società in mora, promettendo comunque massimo impegno in vista del doppio confronto playoff.

“Nel corso degli ultimi due mesi – spiegano – l’attuale proprietà ha più volte disatteso le promesse relative al regolare pagamento delle retribuzioni. In particolare, sia verbalmente che a mezzo stampa, l’attuale Amministratore ci ha illuso con molteplici rassicurazioni in merito, che, alla prova dei fatti, hanno trovato solo tristi smentite”.

“L’apice delle smentite – insistono i calciatori del Trapani – purtroppo, si è raggiunto nella giornata di venerdì 31 maggio – termine, peraltro, indicatoci dall’attuale proprietà per il pagamento delle retribuzioni del mese di marzo e aprile 2019 – allorquando, non senza disappunto, abbiamo potuto verificare come solo un piccolo gruppo dei componenti della rosa abbia ricevuto lo stipendio di marzo, rimanendo impagato per tutti quello di aprile”.

“A questo punto, stante l’insostenibilità della situazione, tramite l’Assocalciatori, la squadra tutta ha formalmente messo in mora la Società al pagamento delle retribuzioni dovute, nelle forme previste dall’art. 17 dell’Accordo Collettivo AIC – Lega Pro – FIGC”.

“Si tratta di un atto necessario – precisano – e finalizzato alla salvaguardia dei nostri diritti costituzionalmente garantiti, ma, soprattutto, per mettere alla prova, definitivamente, l’affidabilità o meno della Società.

Ciò nonostante come ovvio che sia, il nostro impegno resterà inalterato, se non rafforzato (come già dimostrato contro il Catania), in quanto la nostra passione ci spinge ben oltre le vicende extracalcistiche. Lo dobbiamo a noi stessi, alle nostre famiglie, ai nostri meravigliosi tifosi e ad una città intera.

Questa è la nostra favola – concludono i giocatori del Trapani – scriviamo tutti ASSIEME il lieto fine”.

LA RISPOSTA DELLA PROPRIETA’: “COMINCIATO AD ELARGIRE EMOLUMENTI DI MARZO” – A stretto giro di posta è arrivata poi anche la nota ufficiale della proprietà del Trapani, in cui si dichiara che “l’amministratore delegato ha cominciato ad elargire gli emolumenti relativi al mese di marzo 2019 dal lunedì antecedente la doppia sfida play-off contro il Catania”.

Nel comunicato si legge inoltre di come “attualmente solo sei calciatori professionisti della Prima Squadra non hanno ricevuto la retribuzione di marzo 2019, e le stesse saranno corrisposte a breve come comunicato venerdì scorso ai rappresentanti della squadra”.

In conclusione di nota il club siciliano sottolinea poi di aver “fino ad ora assicurato la normale gestione finanziaria del Trapani Calcio” ed ha invitato tutti al “buon senso affinché si continui incessantemente a sostenere la squadra verso un obiettivo comune”.

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