“Capolavori Rubati”, anche il caso Klimt tra i celebri furti raccontati da Luca Nannipieri

Il mistero del furto del celebre dipinto “Ritratto di Signora” di Gustav Klimt, sparito nel 1997 dalla Galleria Ricci Oddi di Piacenza, è fra i casi raccontati dal critico d’arte Luca Nannipieri nel suo ultimo libro “Capolavori Rubati”, in uscita il 6 giugno per la casa editrice Skira.

Il dipinto del pittore austriaco, del quale non si hanno più notizie da oltre 20 anni, compare anche nella campagna di lancio del libro, veicolata attraverso i social. Nannipieri a partire dalla sua rubrica al “Caffè” di RaiUno nella quale illustra i casi più clamorosi di furti di opere d’arte, affronta “il grande tema dell’arte nel suo rapporto con la complessità del male” raccontando e ricostruendo celebri furti, con il commento sullo stile artistico delle opere rubate, l’inquadramento storico, la disamina museografica sulla sicurezza e sulla protezione dei capolavori.

L’arte ha sempre avuto nella storia la caratteristica peculiare di essere un prodotto elitario, ma sempre riconosciuto nel suo valore economico da tutti, anche dai non addetti ai lavori, soprattutto nei casi di opere celebri; è il caso del dipinto di Klimt – parte di un gruppo di ritratti femminili eseguiti negli ultimi anni della sua vita, tra il 1916 e il 1918 – dopo che una giovane studentessa scoprì l’esistenza di un secondo ritratto realizzato sotto il primo.

IL FURTO – Il “Ritratto di Signora” è stato – e rimane tutt’ora – un giallo per Piacenza e per il mondo dell’arte. L’opera è stata oggetto di numerose attenzioni mediatiche anche nel recente passato: ricordiamo ad esempio il servizio della giornalista Annalisa Venditti della trasmissione “Chi l’ha visto?” di Rai 3, in visita nella nostra città nel dicembre del 2016, e il libro “Il mistero del doppio ritratto di Klimt” del giornalista e scrittore piacentino Ermanno Mariani pubblicato nell’agosto del 2018; ora l’editore Skira lancia Capolavori Rubati, che rinnova l’attenzione sul caso.

Il furto venne scoperto il 22 febbraio del 1997, ma è riconducibile ad uno dei tre giorni precedenti. A ritardare la scoperta della scomparsa un trasloco in corso nella galleria per una mostra su Klimt a Palazzo Gotico. Non fu mai chiaro se il quadro venne fatto uscire dal tetto (la cornice venne trovata vicino al lucernario) o se i ladri passarono dall’ingresso principale. Le indagini dei carabinieri portarono a indagare sui custodi della galleria, la cui posizione venne però ben presto archiviata per mancanza di prove.

Tante le piste seguite in più di 20 anni dagli inquirenti, fra cui anche una esoterica legata ad una misteriosa setta satanica, ma finora il quadro sembra sparito nel nulla. Oggi è fra le opere più ricercate dai carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale.

Poco prima dalla scomparsa il quadro era stato oggetto di studi da parte Claudia Maga, all’epoca studentessa del Liceo Cassinari, che avevano portato ad una significativa scoperta: dietro al “Ritratto di signora” era sempre stato nascosto ai nostri occhi un secondo ritratto, che si sovrapponeva perfettamente al primo, quello di una ragazza con cappello, probabilmente realizzato da Klimt intorno al 1910.

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