Consiglio comunale “decapitato”, Dagnino guida la riunione dei capigruppo

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Il consiglio comunale di Piacenza è stato di fatto “decapitato” con l’arresto del suo presidente Giuseppe Caruso.

L’assemblea lo aveva eletto il 14 luglio del 2017, in occasione della prima seduta del consiglio comunale dell’amministrazione guidata da Patrizia Barbieri.

Caruso, consigliere di Fratelli d’Italia, aveva già alle spalle un’esperienza sui banchi di Palazzo Mercanti nelle fila della minoranza nel 2002 e nel 2007 con la giunta Reggi. Poi 5 anni di parentesi senza cariche fino alla rielezione due anni fa.

L’ascesa a presidente del consiglio comunale avvenne con un solo voto dell’aula: 20 voti di tutto il centrodestra a favore, 6 astenuti, una non partecipazione e 5 voti andati al candidato della minoranza ed ex presidente Christian Fiazza.

La poltrona di presidente del consiglio fu assegnata a Caruso per ragioni di equilibri politici: Fratelli d’Italia la chiese invece di un altro assessorato.

Ora quali scenari si aprono? In attesa delle dimissioni di Caruso, che potrebbero arrivare nei prossimi giorni sia dalla presidenza che dal suo scranno di consigliere, spetta al vicepresidente Sergio Dagnino tenere le redini dell’assemblea di Palazzo Mercanti.

Nella giornata di mercoledì 26 giugno è in programma la seduta della conferenza dei capigruppo che sarà presieduta dallo stesso Dagnino e che dovrà decidere se convocare il consiglio comunale lunedì primo luglio e con quale ordine del giorno.

Se nel frattempo fossero formalizzate le dimissioni di Caruso, si aprirebbe l’iter per la sua sostituzione e l’elezione di un nuovo presidente del consiglio comunale.

Un’altra delle possibili opzioni in campo è l’intervento esterno da parte del prefetto sulla base della Legge Severino, per sospendere dalla carica l’attuale presidente del consiglio comunale e consentirne la sostituzione ad interim. In questo caso a fare le veci del presidente sarebbe il vice Dagnino, fino a nuove decisioni.

Sergio Dagnino, consigliere del Movimento 5 Stelle e vicepresidente del consiglio comunale, commenta con queste parole la situazione che si è venuta a creare dopo l’indagine della Procura di Bologna.

“Il primo sentimento che ho provato – confessa – è una profonda tristezza per la città intera, per affrontare questa pagina terribile cerchiamo di restare uniti perchè le istituzioni sono un bene di tutti e dobbiamo difenderle.

Certo serve fare pronta chiarezza sulle accuse al presidente del consiglio comunale e una presa di distanze assoluta dai fatti che gli sono addebitati, anche per non far passare le nostre istituzioni per quello che non sono”.

 

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Commenti

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  1. Scritto da metabolik

    Alla luce di questa vergogna mai vissuta a Piacenza occorre bloccare il progetto del nuovo ospedale.