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La fabbrica e la bellezza: “Per produrre servono imprese accoglienti e sicure” foto

“La fabbrica è anche un luogo della bellezza, perchè le cose belle che piacciono al mondo devono essere realizzate in luoghi dove è piacevole e confortevole lavorare”

E’ la tesi Antonio Calabrò, autore del libro “L’impresa riformista: lavoro innovazione, benessere, inclusione” presentato a Confindustria Piacenza nel corso di un incontro pubblico nella sala convegni.

Calabrò, vicepresidente di Assolombarda e direttore della Fondazione Pirelli, è giornalista, scrittore e insegna all’Università Cattolica del Sacro Cuore.

L’incontro è stato moderato dal direttore di “Libertà” Pietro Visconti, mentre il presidente di Confindustria Alberto Rota ha introdotto i lavori.

L'impresa riformista a Confindustria

“Ho provato nel libro a raccontare la qualità delle grandi e piccole aziende italiane – ha affermato Calabrò davanti alla platea di Confindustria – dentro una grande trasformazione, tecnologica, culturale e sociale.

Ci sono una serie di riferimenti alla migliore tradizione dell’industria italiana e ci sono una serie di esempi dei mutamenti nel corso degli anni, le aggregazioni per distretti, le innovazioni e gli investimenti per consentire all’Italia di restare il secondo grande paese manifatturiero d’Europa dopo la Germania, con punte di eccellenza nella meccanica, nella meccatronica, nella chimica, nella farmaceutica e nella gomma, oltre che nel tradizionale made in Italy della moda e abbigliamento e agroalimentare”.

“Cosa è questa industria? E’ un insieme di innovazione e memoria, – ha proseguito Calabrò – cultura dei territori e sguardo verso la dimensione internazionale, da questo punto di vista è un asset fondamentale per lo sviluppo sostenibile del paese, sostenibile dal punto di vista ambientale e sociale”.

E poi un approfondimento sull’accostamento tra la fabbrica e la bellezza.

“La fabbrica “bella” non è soltanto quella ben progettata – ha fatto notare -, per esempio da un grande architetto, ma pensata per essere accogliente, sapendo che le cose belle che piacciono al mondo devono essere realizzate in luoghi dove è piacevole e confortevole lavorare.

La fabbrica bella è sicura, trasparente, efficiente con un forte legame con il territorio. Quante sono le fabbriche belle in Italia? Moltissime e il che spiega che noi continuiamo a crescere, nonostante tutti i limiti del nostro sistema paese e nonostante lo Stato non sia stato in grado di sostenere adeguatamente le proprie imprese”.

L'impresa riformista a Confindustria

“Il libro di Calabrò è un testo assai anomalo nella cultura italiana – ha fatto notare il presidente di Confindustria Piacenza Alberto Rota –  perchè tratta di industria in modo variegato e completo senza prendere un caso ad esempio, ma analizzando la situazione e comparando da dove veniamo e dove vorremmo andare.

Prende in considerazione diversi fattori, quello politico con le ultime elezioni del 2018, la legge di stabilità fino ad arrivare alle necessità delle imprese per migliorare. Il libro gioca molto su alcune parole chiave, come fiducia, ecosostenibilità, diritto, ma c’è anche un capitolo intero dedicato alla bellezza della fabbrica, che non è la parte estetica, ma anche la sicurezza, la pulizia, la vivibilità, dove gli spazi sono stati concepiti non solo per esigenze di produzione, ma anche per la vita delle persone che ci lavorano.

Dal libro emerge un visione differente dal solito, l’ho trovato un libro intelligente. Un capitolo è infine dedicato a Milano, il polo intorno al quale tutto quanto sta funzionando. Con un senso del diritto e una grande cura degli spazi, Milano diventa punto focale per influenzare la crescita del territorio circostante”.

L'impresa riformista a Confindustria

 

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